È questo il titolo del primo appuntamento promosso da Atlas Concorde nel suo spazio milanese in collaborazione con Interni: la sintesi della serata e il video degli interventi di Riccardo Blumer, docente all’Accademia di Architettura di Mendrisio, e Leonardo Cavalli, co-fondatore e managing partners di One Works

Metti una sera due architetti del calibro di Riccardo Blumer, docente all’Accademia di Architettura di Mendrisio e di Leonardo Cavalli, co-fondatore e managing partners di One Works, a chiacchierare su un tema a entrambi caro: il valore della materia.

E metti un luogo speciale, l'Atlas Concorde Studio Milano, lo showroom milanese di Atlas Concorde, in cui cultura del progetto e della produzione si mescolano. Uno spazio sofisticatissimo, realizzato da Lissoni&Partners in un palazzo stile ‘900 tra via Goito e via San Marco, nel quartiere di Brera. Un luogo di incontro dove il mondo della progettazione internazionale (architetti, designer e general contractors) ha la possibilità di provare con mano le potenzialità delle collezioni dell’azienda, esposte come opere d’arte, e avere il supporto e la consulenza per trovare le soluzioni più opportune ai loro progetti, nonché  confrontarsi con i grandi del progetto, come in questa occasione.

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Metamorfica. Il design di superficie” è stato il titolo dell’incontro organizzato lo scorso 5 luglio da Interni in collaborazione con presso l'Atlas Concorde Studio Milano, un appuntamento che ha visto i due professionisti intervenire di fronte a una platea composta da alcuni dei più importanti studi professionali milanesi.

Riccardo Blumer, già direttore dell’accademia di Mendrisio e oggi docente appassionato, ha parlato di materia primaria e di come l’uomo abbia trasformato il pianeta attraverso la sua elaborazione (“il passaggio dal crudo al cotto”).

“Giusto o sbagliato che sia”, dice Blumer “questa grande installazione operata dalle mani dell’uomo oggi è evidente che necessita una revisione: si è fatto troppo, si sono fatte cose sublimi nei secoli passati, ma oggi si è persa la coscienza del valore del bello e dell’armonia”.

Blumer ha mostrato come trasmette ai ragazzi questa sollecitazione: lavorando con le mani e con il corpo; apprezzando anche le cose più piccole per la loro bellezza originale; impastando polveri che generano le cose. Ma soprattutto, ricorda Blumer i ragazzi vanno sollecitati: “non devono mai accontentarsi” al contrario devono “provare e riprovare un percorso fino a quando non trovano la giusta direzione”.

Per Cavalli il valore creativo sta tutto nel modo in cui si affrontano i progetti: la costruzione di una Metropolitana (a Doha) che segna l’identità di una città, la rigenerazione di un palazzo per uffici (a Roma) che diventerà la sede del Ministero della Transizione Ecologica, la creazione di un Outlet (a San Marino) che dialoga con il paesaggio circostante.

E la mimesi, come la mettiamo con i materiali tipo la ceramica che spesso si ispira ad altri come il cemento, il legno o il marmo?

Per i due architetti esiste un'unica soluzione, la convivenza tra i materiali originali e quelli che ne riprendono disegni e textures (leggi la ceramica e il grés) ma che poi danno altre prestazioni: resistenza nel tempo, igiene, soluzioni più sostenibili.

“Non esistono scelte forzate” ha concluso Cavalli “solo scelte per generare aRmonia, solo questo ha un valore”.

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