Un racconto, all'insegna dell'architettura e del lifestyle, di uno dei luoghi d'incanto della Costa Azzurra

Cap Ferrat è un incanto, situato in una delle regioni più battute dal popolo dei vacanzieri estivi che se ne sta defilato, nascosto, quasi protetto dalla sua morfologia, che considera quasi un dono divino.

Una penisola leggendaria, situata fra Montecarlo a Nizza, nel cuore della Costa Azzurra, che quest’anno festeggia 120 anni di vita.

Questa lingua di terra è un coacervo di ville lussuose circondate dalle montagne e da un mare blu cobalto, spesso solcato dagli yacht dei miliardari che amano trascorrere l’estate ammirando la riviera dalla loro barca.

Qui nulla però è ostentato, tutto è discreto. Le costosissime dimore, i cui prezzi possono raggiungere addirittura i 200 milioni di dollari, si mimetizzano fra agavi, pini marittimi, fichi d’india e ginestre mentre le silhouette delle mega imbarcazioni stanno rispettosamente a debita distanza.

Non ci sono ristoranti smaccatamente sfarzosi, niente discoteche e il lussuosissimo Grand Hôtel du Cap-Ferrat, A Four Seasons Hotel, uno degli alberghi più iconici del pianeta terra, vive in disparte al 71 di boulevard du Général de Gaulle, a pochi passi dal grande faro.

Nel 2009 l’hotel (tre chiavi Michelin) è stato ristrutturato con l’aggiunta di una nuova ala che accoglie camere e suite con terrazza e piscina privata, tutte progettate da Pierre-Yves Rochon.

Lusso nel lusso è poi Villa Rose-Pierre, sontuosa residenza esterna di 550 mq nascosta tra i giardini profumati e ricchi delle più belle varietà di fiori del mondo.

Prima del XIX secolo questa deliziosa località turistica adorata dai Cavalieri di Malta, dallo scrittore Nietzche e da star del cinema come David Niven (che qui acquistò La Fleur du Cap, precedentemente di proprietà di Charlie Chaplin), Gregory Peck, e Liz Taylor, non era altro che una terra arida e rocciosa, e ospitava solo poche case di pescatori e agricoltori raggruppate intorno alla chiesa e al porto all’interno d Saint-Jean, frazione che faceva parte del comune di Villefranche-sur-Mer.

Dalla fine del 19° secolo, tutta l’area si è via via affermata come luogo di villeggiatura prediletto dagli aristocratici francesi. Le ricche famiglie di Nizza venivano da queste parti addirittura in carrozze trainate da cavalli.

Mentre all’inizio del ‘900 la penisola verrà scoperta dagli inglesi che la invaderanno durante i mesi invernali. Saint Jean si separerà da Villefranche solo nel 1904, iniziando così un percorso glorioso che arriva fino ai giorni nostri.

Oggi il porto turistico di Cap Ferrat, vetrina economica del paese, è ampio 92 000 m2 e conta quasi 600 posti barca. Un formicolio continuo, soprattutto d’estate, che però non intacca minimamente la placida tranquillità dell’ex borgo di pescatori.

Nel silenzio discreto dei pitosfori e dei gelsomini però qui si è fatta la storia. Se non proprio quella che si studia a scuola, quella del costume e del jet set.

Ogni villa qui è la perla di una collana. Come la Mauresque, per anni residenza dello scrittore inglese Somerset Maugham. Fu lui stesso a chiedere a Henri Delmotte, Marcel Guilgot e al giovane architetto americano Barry Dierks di eliminare gli elementi moreschi della struttura originaria per introdurne altri più moderni.

Dopo la sua morte la casa fu acquistata prima dalla mondana Lynn Wyatt, e successivamente da David Brown e Robert Shelter-Jones per 50 milioni.

Oggi questo gioiello, che negli anni ha ospitato il Duca e la Duchessa di Windsor, T.S. Eliot, Virginia Woolf e Winston Churchill, è entrato a far parte del patrimonio immobiliare del miliardario ucraino Dmytro Firtash.

Ancor più emozionante è forse la vicenda di Villa Santo Sospir, residenza famosa in tutto il mondo col nome di "villa tatuata" per gli affreschi realizzati al suo interno dal quel gran genio di Jean Cocteau che qui passò dieci anni della sua spettacolare esistenza.

Un cortocircuito di arte e architettura, espressamente voluto dalla proprietaria, la francese Francine Weisweiller, una delle prime mecenati di Yves Saint Laurent.

Cocteau trasformò questo luogo in un'oasi artistica, disegnando su ogni centimetro quadrato di superficie, a volte passando col pennello sopra i mobili, con dipinti e mosaici ispirati ai temi della mitologia greca.

Attualmente la villa, che ha accolto fra gli altri Pablo Picasso e Marlene Dietrich, è chiusa da tempo per un’interminabile opera di ristrutturazione. La riapertura è ancora avvolta nel mistero.

Nel lungo elenco di perle, c’è poi Villa Maryland, una delle tenute più costose della zona. Costruita nel 1904 a pochi passi da villa Ephrussi de Rothschild, vanta 18 stanze. Costruita dai rinomati designer e architetti dell'epoca, Pethaux & Messiah e Harold Peto, è stata acquistata anni fa da Paul Allen, co-fondatore di Microsoft, mentre l’anno scorso è stata ceduta ad Israel Englander, co-fondatore nel 1989 e gestore dell'hedge fund Millennium Management.

Cap Ferrat però non custodisce solo magioni da mille e una notte ma anche segreti, storie tragiche, favole e tanto gossip.

“Ogni scorcio di terra, ogni strada racconta una storia, ogni tramonto è poesia visiva”, diceva Jean Paul Sartre. E infatti in questa lussureggiante penisola del Mediterraneo, proprio a Santo Sospir, è scoppiata la passione fra Romy Schneider e Alain Delon. Sempre qui, nella villa “La Serena”, Edith Piaf ha trascorso una delle sue ultime notti, prima di trasferirsi a Grasse dove morirà nel 1963. E ancora una volta qui, quarantasette estati fa, Gianni Agnelli versione naturista è stato paparazzato dall'obiettivo di Daniel Angeli mentre si tuffava dal suo sontuoso yacht.

Jackie Kennedy aveva definito Cap Ferrat “un santuario dell’anima”. Una proiezione terrestre di Paradiso che per festeggiare i suoi 120 anni ha allestito un calendario di eventi che coinvolgono arte, cinema e musica.

Giugno, ad esempio, sarà dedicato al patrimonio e alle tradizioni, mentre l’estate sarà un susseguirsi di feste ed eventi spettacolari e al contempo sobri come si conviene da queste parti.

Fra i must il festival Les Classiques de Juillet che accoglierà grandi nomi della scena classica come Kotaro Fukuma o Cyrielle NDJIKI, e il Trio Metral ed il Saint Jazz Cap Ferrat, un’istituzione che si svolge nel Jardin de la Paix, con star come Omar Sosa, Tony Green e JJ Milteau.

“In questa penisola il mare e la luce danzano insieme in un'armonia perfetta. - raccontava Picasso ai suoi colleghi d’oltreoceano che si ritrovavano qui d’estate e non volevano più saperne di ripartire - È un luogo dove l'arte si crea da sola”. Impossibile dargli torto.