L’installazione multimediale Vainglory di Max Magaldi provoca lo spettatore per innescare una riflessione sull’abuso di device tecnologici e dei social network. E dà l’avvio a un percorso di indagine sui sette vizi capitali digitali

È unarte contemporanea sempre più democratica e sempre più multimediale, dove i media sono sempre più mischiati e sempre meno tradizionali. Unarte provocatoria per essere riflessiva. Unarte che si interroga, prima ancora che denunciare, sull’influenza (invasiva) che sta avendo la tecnologia sulla vita quotidiana di tutti.

Device come protesi che distolgono l’attenzione e la concentrazione: troppo impegnati a create contenuti sempre più ammiccanti, a conquistare pochi secondi di una celebrità sempre più inconsistente, a creare la rappresentazione di sé. Per evidenziare che tutti quanti, in qualche modo e in diversa misura, siamo coinvolti, si può ribaltare la prospettiva: va in scena l’obbligo di mettersi in scena.

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Un’indagine sui sette vizi capitali digitali

L’artista Max Magaldi, con l’installazione multimediale Vainglory, una produzione Studio Studio Studio presentata il 4 e il 5 dicembre al Teatro Petrella di Longiano (Forlì-Cesena), ha dato l’avvio a un percorso di indagine sui sette vizi capitali digitali dal titolo theVices. Superbia, avarizia, lussuria, invidia, gola, ira, accidia: i vizi vengono messi in relazione con la contemporaneità, in una mise en scène che porta all’estremo quell’insopprimibile e ossessiva necessità di esprimersi che è diventato uno dei tratti distintivi del nostro tempo.

Una provocazione che ribalta la prospettiva

Vainglory è un’operazione che provoca lo spettatore puntando a generare una riflessione sull’abuso di device tecnologici e dei social network che caratterizza le nostre vite. Negli spazi del teatro all’italiana di Longiano, sovvertiti dall’intervento dell’artista, il pubblico viene invitato a salire sul palco e a osservare, in un ribaltamento della prospettiva tradizionale, platea e balconate invase da 150 dispositivi al posto degli spettatori.

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Una scultura sonora e visiva da attraversare

Ogni device diffonde un contenuto audiovisivo diverso estrapolato dai social; Magaldi utilizza i contenuti generati dai dispositivi per modellare una scultura sonora e visiva che il pubblico può attraversare scendendo in platea. Le immagini e suoni scelti dall’artista indagano la faccia oscura e illuminata della tecnologia, attingendo a un immaginario dalle sfumature ironiche tra il surreale e l’iperreale e ad espressioni vicine all’universo dei meme.

Il pubblico diventa un creatore compulsivo di contenuti

Come un’orchestra, Vainglory esegue frammenti di una pièce contemporanea, sempre in bilico tra creatività diffusa e il brusio di fondo delle nostre vite, rappresentando il processo di democratizzazione dell’arte e di trasformazione del pubblico da elemento passivo a creatore compulsivo di contenuti.

Un egocentrismo esibito che soffoca la creatività

L'assonanza tra il titolo theVices e queste vere e proprie protesi che ormai sono i device che popolano (invadono) la nostra quotidianità, suggerisce chiaramente il monito dell’artista, denuncia una condizione sociale che riguarda ognuno di noi: la costante necessità di creare contenuti nuovi, originali, accattivanti, per conquistare pochi secondi di una celebrità sempre più inconsistente. Il rovesciamento proposto da Magaldi con Vainglory rende evidente il moto di superbia, il vanto mal riposto di questo egocentrismo esibito che genera un rumore che soffoca anche la creatività, restando però lontano dal palcoscenico.

L’uso responsabile e sostenibile dei device

Vainglory è un progetto in partnership con Chimpy, PC4Change e Shift, realtà che da anni si impegnano nella riduzione dell’impatto ambientale nell’industria elettronica. Una scelta non casuale, che va dunque a completare il senso del lavoro di Magaldi, ponendo l’accento anche sulla sempre più pressante necessità di considerare la sostenibilità ambientale nella diffusione dei device.

L’installazione vuole infatti promuovere anche l’uso responsabile dei dispositivi elettronici, sensibilizzare al riuso e riciclo dei materiali, e implementare un sistema economico circolare, che aumenti la durata dei prodotti e la minimizzazione degli sprechi e del conseguente impatto sull’ambiente.