Quinte teatrali vibranti incorniciamo le grandi fotografie di Alastair Philip Wiper. Nello showroom di Kvadrat di Copenaghen va in scena l’involontaria bellezza degli spazi industriali

Uno spazio essenziale, sofisticato nel suo stile industriale, vestito soltanto di quinte sinuose dai colori primari brillanti. Appese, grandi fotografie perfette in quanto non volutamente perfette. Fabbriche, macchinari e magazzini accidentalmente simmetrici oppure prospettici, accidentalmente coordinati oppure contrapposti, sempre armonici nelle linee e nelle cromie. Accidentalmente bellissimi.

Il dialogo tra gli spazi dello showroom danese di Kvadrat, un ex magazzino del porto di Copenaghen, e le opere Unintended Beauty di Alastair Philip Wiper è teatrale e istrionico, straniante e dirompente. In scena, fino al 31 gennaio 2020.

Catturare le armonie geometriche degli spazi di lavoro

Quella di Alastair Philip Wiper è unesplorazione della bellezza accidentale dei siti produttivi e delle strutture industriali, dalle fabbriche tessili ai cantieri navali, dei centri di ricerca scientifica, ma anche di macelli, serre, persino laboratori dove vengono realizzati sex doll.

Nella sua ricerca fotografica, l’artista individua le intricate – inaspettatamente simmetriche – linee prospettiche per catturare un’armonia geometrica e cromatica non voluta, quella imperfetta (e quindi bellissima) dei luoghi di lavoro. 

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I tessuti teatrali che allestiscono la scena

Morbidi eppur perfetti, dai colori saturi ma squillanti, i tessuti Divina di Kavdrat, nella loro elegante semplicità, per la mostra Unintended Beauty allestiscono una scenografia di grande impatto, enfatizzando le opere fotografiche che troneggiano imperiose e al tempo stesso dialogano tra loro in un gioco prospettico intrigante.

L’imperfettamente perfetto

Nella visione estetica (e filosofica) di Alastair Philip Wiper, le macchine, la tecnologia, i metodi di produzione raccontano molto dei bisogni, delle speranze (e delle follie) delluomo: una visione del futuro raccolta all’interno del volume Unintended Beauty pubblicato da Hatje Cantz che offre una rara panoramica dei luoghi di lavoro di solito chiusi al pubblico.

Rivelando la bellezza non voluta dellindustria, della scienza e dellarchitettura, il fotografo mostra limperfettamente perfetto.