Un paesaggio selvatico invade gli spazi razionali del Palazzo dell’Agricoltore di Parma. L’opera monumentale di Mike Nelson è – e avvia – un percorso di rigenerazione urbana

Si presenta come un lavoro monumentale e selvatico, viscerale e poetico il progetto site specific ideato come un percorso (non predefinito) dall’artista brittanico Mike Nelson per il Palazzo dell’Agricoltore di Parma che, fino al 12 giugno 2022, si snoda e pervade i sette piani dell’imponente edificio razionalista di 6.000 mq situato nel cuore della città emiliana.

Curata da Didi Bozzini, la mostra affonda le radici (letteralmente) nella storia del complesso architettonico e burocratico, riflettendo sul ruolo politico, economico e sociale ricoperto in 82 anni dalla sua costruzione avvenuta nel 1939 e ancora oggi testimoniato dal nome Palazzo dell’Agricoltore che ora si fa opera: The House of the Farmer.

Un percorso nella storia del Palazzo dell’Agricoltore

Il palazzo fu sede della corporazione che costituiva l’organo di direzione delle attività agricole sotto il governo del regime fascista. Con la sua installazione composta di una moltitudine di pezzi legati al mondo del lavoro rurale (tronchi rami, radici ma anche attrezzi), Nelson conduce il visitatore (senza indicargli quale percorso intraprendere) attraverso gli spazi labirintici del palazzo, tra stanze vuote, scaloni geometrici e ipnotici, androni, porte e portinerie, ridisegnando l’edificio come fosse una scultura in sé.

La scala imponente nei volumi e il pavimento ripetitivo nel pattern, tipici degli edifici burocratici, sono cadenzati dagli interventi di Nelson realizzati con materiali naturali presi da un terreno bonificato di dimensioni proporzionate al palazzo.

Un paesaggio selvaggio spostato all’interno delledificio

Un intero paesaggio selvatico – e selvaggio – alle porte della città, ripulito dai materiali che rendono più difficile la pratica dell’agricoltura quali rocce, tronchi dalbero, rami e radici, l’intero fianco di una collina, è stato spostato all’interno delledificio per diventare parte integrante della sua struttura, della sua architettura.

Questa rete di elementi tracce visive evocative ma non descrittive, grezze, contorte e terrose delinea un percorso materiale e mentale nella memoria, tra riflessione, natura e cultura.

Un recupero di elementi naturali viscerale e commuovente

“C'è qualcosa di viscerale nello sgomberodi uno spazio” spiega Mike Nelson. “Gli oggetti assumono una particolare urgenza o importanza che fino a quel momento era rimasta sopita. Lo strappo e il prelievo dalla campagna possono essere visti, o sentiti, come un gesto violento, in qualche modo in linea con il rapporto dell’edificio con un passato totalitario, oltre che promemoria della disumanizzazione dell’agricoltura da parte della meccanizzazione nel XX secolo e dei problemi ambientali che ne sono derivati. Il recupero di questi elementi naturali, ostracizzati a causa della loro ostruzione all’agricoltura, sembra stranamente commovente in un simile edificio”.

Le linee razionali del palazzo accolgono radici e rami contorti in un dialogo tra materiali, grezzi e lavorati

“Artisticamente, le forme naturali incorniciate dalle linee severe e brutali dell’architettura del palazzo si completano, le impiallacciature e i pavimenti in marmo guardano e sostengono i loro parenti indisciplinati, le rocce sparse sul pavimento, mentre le pesanti porte di legno fanno la guardia ai rami contorti e alle radici degli alberi di cui sono fatte” conclude Nelson.

Con The House of the Farmer, che Didi Bozzini visualizza come una promenade attraverso un’opera da percorrere integralmente per essere compresa, si apre dunque una nuova stagione per il palazzo, proiettata verso l’accoglienza, la cultura, la sostenibilità e l’empatia.

Un progetto artistico che avvia un processo di rigenerazione urbana

I valori rigenerativi apportati da Mike Nelson, che con il suo intervento pervasivo riporta la natura all’interno del Palazzo dell’Agricoltore, mettono radici a Parma. Inizia infatti un processo di recupero e restyling del complesso che porterà nel 2023 alla sua trasformazione in un Hotel Rigenerativo, un albergo il primo hotel B-Corp italiano improntato alla sostenibilità umana e naturale. Un luogo aperto a tutti, in grado di dare un impulso rigenerativo alla città.