A Prato va in scena una ricognizione sulle esperienze dell’Architettura Radicale raccolte dal Centro Pecci a confronto con opere d’arte contemporanea

Spazio Radicale / Radical Space prosegue e approfondisce la ricognizione sulle esperienze dell’Architettura Radicale raccolte al Centro Pecci di Prato avviata con la sintetica presentazione di Trilogia Urbana dedicata a film, progetti originali e documenti d’archivio dell’anarchitetto Gianni Pettena e dei gruppi fiorentini Superstudio e UFO.

Allestita fino al 30 aprile 2022, la nuova mostra propone diversi progetti, includendo opere della collezione museale insieme a materiali del CID/Arti Visive, in particolare dell’Archivio Lara-Vinca Masini, per allargare il contesto delle ricerce radicali’ fra la seconda metà degli anni Sessanta e gli anni Settanta del Novecento e offrire confronti inediti fra queste e l’arte contemporanea.

Perlustrazioni dello spazio proposte da architetti radicali

La mostra è concepita come una nuova occasione per valorizzare il patrimonio di ricerche per immagini, oggetti e idee che compongono le varie raccolte oggi negli archivi del Centro Pecci. In modo articolato e ricco di suggestioni, il percorso presenta le perlustrazioni dello spazio proposte da architetti ‘radicali’ e artisti contemporanei: quello immaginato, ideato e quello ripreso dal vero; il luogo possibile e il suo opposto, limprobabile; l’ambito condiviso, vissuto oppure quello contestato, combattuto; lesplorazione analitica e la trasfigurazione metaforica.

Il percorso cronologico ed espositivo

Cronologicamente la mostra apre con lopera Esse del poeta visivo Luigi Tola che anticipa linguisticamente la Superarchitettura di Archizoom e Superstudio, evento germinale dellArchitettura Radicale fiorentina, nata nel dicembre 1966, appena dopo lalluvione di Firenze). A spiccare successivamente gli habitat seducenti e il Dressing Design di Archizoom, le icone pop del divano Superonda e della lampada Sanremo prodotte dagli stessi Archizoom per Poltronova.

Focus e indagini a tutto campo

Nella Global Tools [Strumenti globali] si compatta, intorno alla rivista Casabella, diretta nei primi anni Settanta da Alessandro Mendini, un’intera formazione di architetti e designer interessati a indagare la cultura materiale extraurbana’, come fanno alcuni membri di Superstudio, o a denunciare l'architettura della burocrazia come fanno gli UFO, piuttosto che a ripercorrere l'iconografia dei Radicali come avviene nella tavola apparecchiata da Remo Buti. Larchitettura riflessa di Superstudio ibrida invece l’architettura con la natura e anticipa la Supersuperficie dove si prefigura un modello alternativo di vitaper mezzo della rete di servizi e comunicazioni.

Uno sguardo personale

Concludono la mostra lastrazione reticolare e modulare degli Istogrammi d’architettura e lintenso nucleo di immagini di Superstudio-backstage 1966-1978 interpretato da Cristiano Toraldo di Francia come uno sguardo personale, unopera a posteriori sul lavoro del gruppo di cui è stato uno dei protagonisti.

Artisti e architetti radicali in mostra

Vito Acconci, Karin Arink, Archizoom Associati, Andrea Branzi, Remo Buti, Paolo Canevari, Gilberto Corretti, Valie Export, Lucio Fontana, Neil Jenny, Andrey Kuzkin, Mario Mariotti, Alessandro Mendini, Gianni Pettena, Michelangelo Pistoletto, Stephen Shore, Ettore Sottsass jr, Superstudio, Luigi Tola, Cristiano Toraldo di Francia, UFO.