Uno sguardo d’autore – quello inconfondibile di Gianluca Vassallo – restituisce una città desiderosa di riprendere in mano il proprio futuro. A partire dal suo celebre festival della letteratura in programma a settembre

Un anno fa il Festivaletteratura chiamava Gianluca Vassallo per realizzare un progetto fotografico dedicato alla città di Mantova che sarebbe stato il cuore dell'Almanacco 2020, pubblicazione speciale realizzata dalla celebre manifestazione in un periodo assolutamente fuori dal comune: un volume collettivo con il contributo di più di 160 autori della manifestazione.

Fino al 12 settembre 2021 le immagini dell’Almanacco, insieme a molte altre tracce di un emozionante reportage per immagini, sono nelle sale di Palazzo Te protagoniste della mostra Soliloqui, organizzata da Festivaletteratura e Fondazione Palazzo Te con il sostegno di Fondazione BAM e Foscarini.

La mostra rappresenta innanzitutto un’occasione per riappropriarsi dagli spazi della città attraverso lo sguardo del fotografo, in attesa di Festivaletteratura che dall’8 al 12 settembre 2021 che tornerà ad abitare le strade e le piazze di Mantova, oltre gli spazi dell’etere, festeggiando i suoi venticinque anni con un’edizione a cui parteciperanno oltre 250 autori con più appuntamenti dal vivo rispetto allo scorso anno.

Per Vassallo l’osservazione del paesaggio urbano diventa il mezzo per leggere il paesaggio umano, e attraverso le vie e le piazze di Mantova restituisce il ritratto di una città segnata dalla pandemia ma più che mai desiderosa di riprendere in mano il proprio futuro.

“Interpretare. Prendere coscienza della fitta trama di condizioni e di suggestioni che si attivano nel momento stesso in cui il fotografo è davanti a un’architettura, un paesaggio, un monumento. E raccontare, nel tempo denso e teso in cui si svolge il processo selettivo, quello che fa emergere l’immagine dal caos delle possibilità. Un gesto di salvezza da tutte le retoriche e i luoghi comuni” osserva la curatrice della mostra, Emanuela Manca.

“Nel lavoro Soliloqui, Gianluca Vassallo interpreta e racconta la città nella sua natura organica e urbanistica, come incarnazione fisica della struttura sociale e come atto di potere, paradigma della vita umana ma allo stesso tempo disumanizzante. Si percepisce una condizione di vuoto e sospensione di senso, che sottende alla riflessione intima che l'autore sa tradurre in immagini di grande rigore”.

“Le scelte formali sono infatti essenziali e misurate, fondate su un minimalismo visivo di eccezionale compostezza. Ogni porzione della realtà inquadrata lascia spazio all’immaginario esprimendo in maniera decisa una qualità metaforica ed evocativa” continua la curatrice. “L’architettura visiva di Gianluca Vassallo sembra collocata in una dimensione provvisoria: tra oggettività e soggettività, un territorio obliquo tra la verità dei luoghi indagati e la visione dell’autore. Una fotografia che abita il mondo”.

Con Soliloqui si riannodano i fili di un percorso avviato lo scorso anno e che si concluderà a settembre in occasione di Festivaletteratura 2021 con un laboratorio fotografico tenuto dallo stesso Gianluca Vassallo, in cui il fotografo condividerà con il pubblico il suo personale modo di osservare il paesaggio urbano.

Per tutta la durata della mostra sarà possibile acquistare le stampe delle fotografie della serie Soliloqui firmate dall’autore: il ricavato andrà a sostegno della prossima edizione del festival. Per informazioni e acquisto: spedizioni@festivaletteratura.it.