Dal 26 settembre e fino a dicembre, il Manibus Festival (tra Monopoli e Fasano, in Puglia), si fa promotore della cultura del fare, con un’attenzione specifica nei confronti delle nuove generazioni

Da qualche tempo il Sud Italia sta conquistando l’attenzione degli appassionati dell’alto artigianato, del design delle piccole produzioni di bottega, dei progetti a cavallo tra arte e progetto industriale.

Il rilancio della cultura del saper fare artigiano tipica del patrimonio italiano e fortemente radicato nella zona più mediterranea dello stivale, è infatti il fil rouge di una serie di eventi che portano arte, cultura e produzione manuale sul palcoscenico di festival ‘pensati su misura’ per i territori.

È un’intenzione non solo strategica, ma anche, e soprattutto, di passione e di sapienza. Perché la maestria artigianale che risiede in queste terre si è per troppo tempo dispersa, timida davanti a innovazioni tecnologiche che non per forza devono rappresentarne una sostituzione migliorativa, anzi.

Ne è un esempio EDIT Napoli, che da 5 anni propone l’appuntamento dedicato al design editoriale indipendente e alla giovane creatività, con un intero weekend dedicato alla fiera nel capoluogo campano.

Un poco più a Est, in Puglia – e più precisamente lungo la Costa dei Trulli, tra Monopoli e Fasano – si sta svolgendo invece proprio in questi giorni la prima edizione di Manibus Festival Internazionale di Arte e Impresa, un progetto nato dall’unione delle menti e dell’intuizione di Nicola Miulli, direttore artistico dell’evento, e Martina Cavallarin, curatrice del festival.

Cos’è Manibus Festival

Avviato ufficialmente il 26 settembre 2022 e aperto fino a dicembre di quest’anno, Manibus Festival nasce per risvegliare il sentimento d’amore per la cura manuale, per il dettaglio, per il gusto di intraprendere iniziative produttive e affascinanti mestieri, oggi percepiti come desueti ma dalle enormi potenzialità, che costituiscono un patrimonio locale e universale di valore culturale.

"Manibus è un evento che unisce il mondo artigianale e quello dell’impresa, connettendolo strettamente con l’arte contemporanea. Lo abbiamo pensato anche con l’obiettivo di dare risonanza ai tanti mestieri che purtroppo rischiano di sparire: desideriamo raccontare queste maestranze e allo stesso tempo far sì che facciano da volano per le nuove generazioni.

La capacità fabbrile di questi lavoratori sono beni immateriali e identità di un territorio, toccano la sfera culturale. Ne sono un esempio i trullai, le tombolaie, i realizzatori del muretti a secco. Vogliamo raccontare il territorio pugliese della costa dei Trulli, compresa tra Monopoli e Fasano, attraverso la sapienza delle mani di queste persone" racconta Nicola Miulli.

Durante i tre mesi di manifestazione, la Manibus Focus Week è tra gli appuntamenti clou.

Dal 17 al 23 ottobre 2022 è infatti possibile osservare le creazioni nate dall’unione di quattro artigiani locali e quattro artisti internazionali contemporanei affiancati di aziende e industrie pugliesi, che, ospiti all’interno di alcune selezionate strutture ricettive, hanno lavorato per tre settimane alla realizzazione di opere prodotte con tecniche e materiali diversi.

L’arte e l’impresa, un ossimoro di valore

Con Manibus, l’arte contemporanea diventa il dispositivo con cui valorizzare e attivare nuovi linguaggi in connessione con la maestria artigiana, immenso patrimonio immateriale del territorio, per generare nuovo valore.

Continua Martina Cavallarin, curatrice di Manibus: "L’arte è il territorio magico dell’incontro, il dispositivo potente e indipendente atto ad alzare il livello di attenzione sui temi urgenti della contemporaneità, attraverso quell’organismo superlativo che è l’opera d’arte.

L’impresa è il luogo della produzione, il grembo fabbrile abitato da persone capaci, siano essi singoli artigiani con la loro bottega, che capitani di aziende costituite da persone che lavorano i materiali e forgiano la materia. Queste due specialità, connesse insieme, danno origine una grammatica complessa, della quale già il grande Adriano Olivetti aveva compreso la portata.

Si tratta di connettere e costruire insieme prodotti e situazioni che hanno una ricaduta concreta sul territorio, la sfera moltiplicativa del patrimonio materiale e immateriale che ci circonda.

L'attenzione del grande pubblico non è vissuta come il porre una luce su un evento eclatante, bensì sul far capire che attraverso il connubio Arte-Impresa il territorio cresce, le economie si rivitalizzano, la bellezza si espande, la capacità di fare e tramandare origina risultati concreti sul modo di vivere delle generazioni presenti e future".

Su cosa concentrare l’attenzione, durante la visita

Visitare un festival di questo tipo, anche senza una preparazione verticale sul tema – così ampio – è possibile.

"Entrare nel territorio di esperienza di una mostra d’arte contemporanea legata al progetto Arte e Impresa significa lasciarsi attraversare, accettare l’inciampo con l’opera e con tutto quello che di destabilizzante e sconosciuto questa fa esperire" spiega Martina Cavvalarin.

"Al contempo significa l’incontro con tecniche e materiali che solitamente vengono usati per costruire oggetti, utensili, supporti, architetture di diverso genere, ma che in questo caso sono scheletro e pelle di quello scarto e di quell’impertinenza che è l’opera d’arte stessa.

Si tratta quindi di entrare in contatto con due mondi, quello magico ed effimero dell’opera e quello concreto e fabrile della materia della quale l’opera è costituita. Manibus è il territorio dell’incontro, il luogo che accoglie e moltiplica realtà apparentemente distanti, ma che nel momento in cui si mettono in connessione sono capaci di produrre straordinari risultati.

La mostra di Maria Elisabetta Novello è il luogo dell’incontro tra una visione poetica del mondo e materiali di uso comune quali migliaia di candele, ferro, un tronco di ulivo, cenere e terra, un magazine che racconta il processo. La mostra di Michele Spanghero è uno spazio destabilizzante nel quale il suono e i volumi scultorei levigati e ferrosi danno origine a un’esperienza straniante nella quale lo spettatore si trova alla continua ricerca di un punto cardinale.

Il Manibus Group Show - Jordi NN, Karen Macher Nesta, Gianni Moretti, Elena Redaelli - racconta di un dialogo fabbrile nel quale i materiali impiegati hanno preso strade desuete. La ceramica si fa particolare anatomico, la pietra è erosa fino al limite del collasso, la carta si finge albero, muro, paesaggio. Una grande installazione lignea si consuma senza speranza tra musica e sguardi nella piazza centrale di Fasano.

Due momenti focus

Le mostre inaugurano il 15 ottobre presso l'ex Deposito Carburanti di Monopoli.

I quattro artisti delle Residenze, Jordi NN, Karen Macher Nesta, Gianni Moretti ed Elena Redaelli, espongono i risultati della loro ricerca nella collettiva Manibus Group Show.

Sempre il 15 ottobre all’ex Deposito Carburanti di Monopoli, Manibus doppia mostra personale e presenta Maria Elisabetta Novello - Si può provocare un incendio e Michele Spanghero - Si possono produrre scintille. I due artisti raccontano e prendono spunto da una serie di suggestioni, tra paesaggio, bellezza e stati d’animo.

Le mostre resteranno aperte sino all’11 dicembre.