Un percorso biennale (concorso, workshop, mostra) per rilanciare una nuova cultura del progetto nella contemporaneità

Ideato da Fondazione Franco Albini e Franco Albini Academy, promosso e sviluppato con Rubner Haus in collaborazione con Studio Albini Associati, Scuola del Design del Politecnico di Milano e Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni (AUIC) Politecnico di Milano, “Progettare futuri possibili” è un percorso biennale che nasce per rilanciare una nuova cultura del progetto nella contemporaneità, sperimentare soluzioni costruttive innovative in legno e offrire una piattaforma di visibilità ai giovani talenti.

Un concorso, un workshop, un prototipo

Tre le tappe: un concorso per la progettazione di una struttura in legno leggera, innovativa, sostenibile, riciclabile, dal design forte che valorizzi le performance costruttive del legno, e allo stesso tempo, trasformabile, versatile, modulare; una settimana di workshop a Casa Albini in Sardegna dove i 3 vincitori del concorso verranno condotti a esplorare un nuovo approccio alla progettazione attraverso tecniche interdisciplinari e il Metodo Albini che li porterà a scomporre i singoli progetti in parti, cercare l'essenza di ognuno e ricomporli in un unico progetto collettivo nato in co-creazione; ultima tappa: un prototipo della struttura in legno nata in co-creazione, realizzato da Rubner Haus ed esposto durante la Design Week 2024 per poi trovare la sua collocazione stabile presso Casa Albini.

Innovazione e sostenibilità

“Casa Albini è nata dal bisogno di aprire gli orizzonti in tempo di Covid, di creare un luogo in cui tornare a incontrarsi ispirati dalla cultura del progetto e dagli orizzonti sconfinati dei cieli sardi”, spiega Paola Albini presidente di Fondazione Franco Albini e founder di Franco Albini Academy. “E’ un po' un sogno che si realizza, una casa in cui far confluire progetti che riflettano sul tema dell’innovazione e della sostenibilità, dando risposte ai bisogni del contemporaneo e visibilità ai giovani talenti. Questo progetto, questo incontro con Rubner Haus, con il Politecnico di Milano, l’Ordine degli architetti di Sassari e altri partner istituzionali (Associazione per il Design Industriale, Salone del Mobile.Milano e con il supporto di Triennale Milano), ha permesso al format di prendere vita per lasciare un segno di quella che potrebbe diventare una cittadella dell’innovazione immersa nella natura a disposizione della collettività. Una manifestazione concreta di progetti che coinvolgono istituzioni culturali, accademiche, aziendali e mediatiche e sono l’esito dell’applicazione sul campo del Metodo di Franco Albini. Un Metodo che è una segnaletica di orientamento per una progettazione che nasce dalla capacità di collaborare e co-creare soluzioni.”

Progettare luoghi di incontro

Rivolto a giovani architetti under 35 e a studenti dell’ultimo anno di Scuola del Design del Politecnico di Milano e Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni (AUIC) Politecnico di Milano, il concorso sfida i partecipanti nella progettazione di un luogo polifunzionale che favorisca l’incontro e sia in grado di accogliere attività interdisciplinari di integrazione tra corpo e mente, attività culturali con fini educativi e di intrattenimento, piccoli esercizi commerciali. Entro la prima settimana di giugno 2023, saranno selezionati a i 3 progetti più meritevoli che il 15 giugno verranno premiati in una cerimonia pubblica presso Triennale Milano.

Un progetto collettivo di co-creazione

Casa Albini è un luogo di ispirazione e bellezza immerso nella cornice della Gallura in Sardegna e una casa museo arredata con gli arredi disegnati da Franco Albini rieditati. Qui i tre vincitori trascorreranno sette giorni intensi in cui Franco Albini Accademy, con il supporto tecnico degli ingegneri di Rubner Haus, li accompagnerà in un workshop esperienziale e interdisciplinare per dar vita, attraverso un processo di scomposizione, ricerca dell'essenza, ricomposizione, verifica e responsabilità sociale, a un unico progetto collettivo di co-creazione. L'esperienza sarà documentata in una VideoSerie che mostrerà l'evoluzione del pensiero durante tutto il percorso.

In mostra durante la Design Week 2024

Il progetto collettivo nato in co-creazione verrà poi realizzato da Rubner Haus e l’installazione sarà esposta in una delle location della Milano Design Week 2024. Dopo la mostra, coerentemente alla filosofia di Rubner Haus e di Franco Albini della durabilità e del riuso, l’installazione verrà collocata presso Casa Albini, vetrina di visibilità e fulcro di azioni progettuali e manifestazioni artistiche in programma dal prossimo autunno. Per aggiornamenti e maggiori informazioni clicca qui.

I tre progetti vincitori

Wunderkammer: dove il legno ha la sua anima di Guillermo Sanchez Cardenas: l’idea è ispirata alla Wunderkammer o Cabinet of Curiosities, in riferimento al periodo storico in cui le collezioni private venivano aperte al pubblico, rendendo le ‘meraviglie’ accessibili a tutti. In questo caso, le persone sono le “meraviglie” dell’architettura, sono loro che danno senso allo spazio attraverso le attività che svolgono.

 

On Stage di Carlo Farina: un’architettura che segue la poetica della sottrazione, spinta al minimo necessario, all’essenza della sua funzione. Ma allo stesso tempo che garantisce una logica costruttiva snella e d’impatto, votata alla modularità ed alla versatilità dello spazio. Spazio che, sia esso circoscritto o idealmente determinato, è da considerarsi “vivo” soprattutto quando al suo interno avvengono incontri ed interazioni.

 

La veduta kit, come uno spazio da comporre che apre il suo sguardo verso l’esterno di Veronica Pesenti Rossi: moduli pensati liberi da uno schema compositivo, se non per il basamento a cui vanno fissati. L’idea principale è che siano senza pareti, senza confini, ma si è comunque pensato alla possibilità di pannelli ad incastro per definire uno spazio chiuso. Senza pareti perché è il modulo stesso la parete, il limite. Solo uno è pensato chiuso, per contenere i servizi.

Al via la seconda fase del percorso

Concluso il concorso e selezionati tre giovani talenti, prende il via la seconda fase del percorso: Carlo Farina, Veronica Pesenti Rossi, Guillermo Sanchez Cardenas, vincitori del concorso, trascorreranno insieme una settimana intensiva esperienziale e interdisciplinare a Casa Albini nella natura della Gallura in Sardegna. Partendo dai loro progetti, saranno invitati ad approfondire il Metodo Albini che, in un processo di scomposizione, ricerca dell’essenza, ricomposizione, verifica e responsabilità sociale, li porterà a dar vita a un unico progetto collettivo di co-creazione.

Un vero e proprio format

“Questo progetto pilota di Casa Albini è un vero e proprio format che si ripeterà ogni anno, chiamando a raccolta aziende, università e istituzioni, per dare un contributo tangibile allo sviluppo di innovazione, collaborazione e responsabilità sociale. Una casa in cui far confluire progetti che riflettano sul tema dell’innovazione e della sostenibilità̀. Un progetto che nel tempo potrebbe diventare una cittadella dell’innovazione immersa nella natura di Aglientu, a disposizione della collettività̀. Una manifestazione concreta di progetti che coinvolgono istituzioni culturali, accademiche, aziendali e mediatiche e sono l’esito dell’applicazione sul campo del Metodo di Franco Albini”, spiega Paola Albini, Presidente Fondazione Franco Albini e founder Franco Albini Academy.

Il reality della creatività

L’esperienza sarà documentata sui profili social (Instagram e Facebook) e sul sito della Fondazione Franco Albini e resa disponibile online per condividere contenuti di valore formativo, creativo, e innovativo che possano coinvolgere e ispirare un pubblico più vasto. I canali social saranno aggiornati costantemente in una sorta di “Reality della Creatività” tramite la creazione di contributi, foto, video e interviste, per vivere insieme ai protagonisti un’esperienza unica tra lavori di team building, confronti con esperti, ispirazioni in natura, incontri con artigiani.

L’angolo dell’ispirazione

Appuntamento fisso da non perdere ogni giorno tar le 18,30 e le 19,00 sarà la rubrica L’Angolo dell’Ispirazione pensata per sensibilizzare su temi attuali legati alla progettazione: 22 settembre "Le affinità tra il Metodo Albini e il Design Thinking" - Francesco Zurlo, preside della Scuola del Design del Politecnico di Milano; 23 settembre "L’arte del dettaglio: scomporre e ricomporre in architettura" - Francesco Albini, architetto presso Studio Albini Associati; 24 settembre "Da dove viene l’ispirazione" - Ico Migliore, co-founder Migliore + Servetto e professore al Politecnico di Milano; 25 settembre "L’anima del legno" - Claudia Dei, ingegnere Rubner Haus; 26 settembre "La Storia come componente di progetto" - Giampiero Bosoni, professore al Politecnico di Milano; 27 settembre "Cos’è la sostenibilità in architettura" - Ilaria Valente, docente al Politecnico di Milano.

Una nuova generazione di architetti

“Vogliamo proseguire la conversazione avviata prima dell’estate sulle incredibili capacità del legno quale materiale da costruzione e portare alla ribalta la nuova generazione di architetti dando loro l'opportunità di sperimentare un’esperienza unica di approccio alla progettualità e di emergere”, sottolinea Martin Oberhofer, amministratore delegato di Rubner Haus.

Verso il 2024

L’ultima tappa del progetto è prevista per il 2024 con tre importanti appuntamenti. Innanzitutto, la proiezione del Docufilm dell’esperienza, sostenuto da Cassina e Codice Icona, per raccontare come il Metodo Albini, unito agli ingredienti del contesto naturale, la convivenza di un gruppo nel segno della creatività e dell’empowerment e la co-progettazione, possano effettivamente valorizzare il talento. In secondo luogo, l’esposizione del prototipo della struttura in legno nata in co-creazione, che verrà̀ realizzato proprio da Rubner Haus e portato in mostra durante la Milano Design Week 2024 presso una delle location più iconiche del Fuorisalone. Infine, la collocazione stabile dell’installazione presso il terreno di Casa Albini in Sardegna dove continuerà a svolgere la sua funzione di accoglienza e viavai di incontri, progettualità ed esperienze.