Una nuova installazione disegna e colora Peccioli, il borgo medievale toscano che ha convertito la discarica in un propulsore di energia creativa e (r)innovativa. Un esempio virtuoso narrato all'interno del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia

Ritmato da installazioni variopinte e landmark d'autore, l'incantevole borgo medievale di Peccioli amplia la propria collezione di opere d’arte con l’installazione Giudizio Universale di Nicola Boccini che si distingue per una tecnica innovativa che l’autore propone anche alla Biennale di Venezia 2021, nella sezione Laboratorio Peccioli all’interno del Padiglione Italia.

Sorprendente museo a cielo aperto, in costante fermento culturale, Peccioli porta infatti a Venezia il suo modello esemplare – e sperimentale – di comunità resiliente in chiave ecologica, sociale e tecnologica. Una singolarità che nasce da centinaia di migliaia di tonnellate di immondizia trasformate in energia, strutture, cura ambientale, benessere bellezza che si rivela una preziosa risorsa per il territorio dell’Alta Valdera.

Circondato dalla campagna toscana, quella inconfondibile – da cartolina lungo la direttrice che da Volterra conduce a Pisa, Peccioli è un centro rurale che si snoda nel verde splendente su saliscendi continui, tra filari, alberi, morbidi rilievi e vallate.

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A distinguerlo da tutti gli altri borghi è la vibrante costellazione di installazioni site-specific che animano i vicoli medievali e punteggiano il paesaggio, realizzate da artisti rinomati, tra i quali spiccano David Tremlett, Nakagawa, Massimo Bartolini, Umberto Cavenago, Alberto Garuti, Federico de Leonardis, Vedovamazzei, Vittorio Corsini, Fortuyn/O’Brien, Vittorio Messina, Patrick Tuttofuoco, Sergio Staino.

Al patrimonio artistico esistente, si aggiunge ora l’opera di Boccini, un’installazione multimediale e interattiva in ceramica. Attraverso l’innesto nel composto materico di microsensori che si attivano con la voce e il tatto, lo spettatore può interagire con i pannelli per creare una sequenza di immagini, diventando così coautore dell’opera.

L’iniziativa si inserisce nel trentennale impegno del Comune di Peccioli di valorizzazione del territorio attraverso opere d'arte contemporanea, in dialogo e confronto con il luogo, la sua storia e il suo paesaggio.

Nei vicoli del borgo, costellati da opere creative che fanno parte della quotidianità degli abitanti, va in scena il primo esperimento al mondo di robotica sociale in un contesto reale. Come l'arte, anche la tecnologia si intreccia ai gesti e alle incombenze della vita di tutti i giorni: i robot portano la spesa, la casa domotica viene testata dai cittadini, nascono incubatori d’impresa, spin-off accademici e centri di ricerca.

Laboratorio artistico, sociale e tecnologico a cielo aperto, Peccioli spicca per le sue peculiarità tra le 21 ‘Comunità Resilienti’ scelte per essere esposte e raccontate all'interno del Padiglione Italia della 17. Mostra Internazionale di Architettura, dal titolo How will we live together?, alla Biennale di Venezia 2021, che chiede ai curatori dei diversi padiglioni nazionali di immaginare come vivremo insieme.

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Il Padiglione Italia, che propone una visione e una proiezione del Belpaese attraverso la lente delle ‘Comunità Resilienti’ che si fanno carico di un'innovativa agenda di sviluppo sostenibile – ecologico, climatico, sociale, politico, digitale –, ha individuato nel Laboratorio Peccioli un modello virtuoso, per la costante e coerente proposta di iniziative ecologiche, partecipative e resilienti, appunto.

Con gli investimenti in materia di sostenibilità, arte e innovazione tecnologica, “Peccioli rappresenta il punto di incontro tra le buone pratiche in materia ambientale e la necessità di un impatto positivo per le comunità locali”, spiega Alessandro Melis, dello studio Heliopolis 21, curatore del Padiglione Italia.

Guarda qui l'intervista ad Alessandro Melis

Tutto ruota attorno a una discarica gigantesca, gestita da un'accorta partnership pubblico-privato attraverso la società Belvedere, che ingoia’ immondizia e riversa energia, quindi servizi, strutture e infrastrutture, i quali generano a loro volta ricchezza e assistenza, ma anche cura ambientale, benessere – e bellezza  – a tutta l’Alta Valdera.

E la discarica stessa, affrescata da Sergio Staino e dagli enormi wall drawing di David Tremlett, è oggetto di interventi artistici che la rendono un inaspettato anfiteatro e un sorprendente palcoscenico: il luogo dove va in scena una ribalta culturale inedita che propone spettacoli teatrali, eventi musicali e passerelle di alta moda.

Convertita in un propulsore di energia creativa e (ri)innovativa, la discarica è attore fondamentale nell’aver posto Peccioli e dintorni quale riferimento culturale non solo per la vasta area territoriale in cui è immerso, ma anche per un pubblico internazionale attento alla qualità della vita, incuriosito dalle iniziative creative e attratto dagli scenari incantevoli che rendono la campagna toscana riconoscibile in tutto il mondo.