Cinque giovani studi di progettisti, cinque luoghi e cinque scenari a 360° – composti da due visioni: una distopica e l’altra utopica –per immaginare la Valencia del futuro

Come sarà la Valencia del futuro? In che modo la tecnologia influenzerà larchitettura urbana ma anche lagricoltura? Come saranno gli spazi pubblici nel 2030? Come si evolveranno la mobilità e le strade? E il turismo?

Il progetto Valencia 360, ideato da World Design Capital Valencia 2022 in collaborazione con Futur·lab di Las Naves, cerca di rispondere a queste domande presentando cinque scenari a 360°, composti da due visioni contrapposte distopica e utopica , ideati da cinque giovani studi di progettazione scelti per interpretare cinque luoghi della città spagnola catapultandoli in un futuro (neanche troppo lontano) tecnologico e al tempo stesso sostenibile.

Visioni del 2030 in 3D

Da febbraio fino a giugno 2022 presso gli spazi del centro di innovazione sociale e urbana Las Naves di Valencia e fruibile on line, tramite smartphone, computer o visori per la realtà virtuale, lesposizione immersiva Perspective 2030: Imagining the Valencia of the Future apre il dibattito sul futuro di Valencia. E lo fa grazie a una call aperta alle nuove generazioni di architetti, designer e artisti. Lobiettivo? Immaginare e visualizzare   una città più sana, sostenibile e condivisa.

La call, la selezione e lintepretazione

L’organizzazione indipendente Non Architecture ha selezionato cinque giovani studi di designer e architetti, sia valenciani che internazionali – e insieme a loro ha sviluppato una serie di visualizzazioni grafiche dedicate a diversi luoghi rappresentativi della città e alla loro evoluzione nel futuro. Ogni team ha reinterpretato con il proprio stile distintivo uno spazio urbano creando unimmagine a 360 gradi.

Artwork a 360° tra utopie e distopie animano la discussione

Con artwork visualizzabili in 3D dal grande impatto scenografico, le immagini sottopongono al grande pubblico questioni di rilevanza fondamentale per il futuro della città di Valencia e di tutto il mondo come l’impatto della tecnologia e della realtà virtuale, la scarsità di risorse, la desertificazione, il cambiamento climatico e i disastri naturali ma anche il turismo. Per incoraggiare la discussione è stato chiesto ai giovani designer di progettare opere composte da due metà: una dedicata a quello che ritengono un futuro utopico e laltra a una visione distopica.

I cinque giovani studi

I valenciani Quatre Caps, C•Lab Atelier e Rarea, larchitetto dello Zimbabwe Lloyd Martin e lo studio di design Ex Figura, formato da architetti portoghesi e italiani, sono i giovani team scelti per sviluppare opere futuribili, composte da visioni architettoniche e design urbano, tecnologia e natura, incentrate sulla città di Valencia nellanno 2030.

Visioni dirompenti e messaggi potenti

Con unetà media di poco più di 30 anni, i professionisti sono stati scelti per la natura dirompente delle loro proposte e per la potenza del messaggio che vogliono trasmettere al mondo: dalla necessità di una crescita sostenibile ai pericoli di una mobilità irresponsabile, dagli effetti della tecnologia sull’ambiente architettonico, ma anche sulle relazioni urbane tra le persone, fino alla promozione di un’agricoltura (verticale) che sfrutti sempre meno risorse naturali, a tutela dell’ecosistema locale e globale.

I cinque luoghi di Valencia reintepretati

Il centro città (Plaça de la Verge), la Torre Miramar, la spiaggia, i campi coltivati (e quindi l’agricoltura) e il nuovo alveo del fiume Turia sono i cinque luoghi di Valencia immaginati dai cinque team: visioni future, proposte e riflessioni su come design e architettura possono aiutare a creare città tecnologiche, funzionali e sostenibili, urbane e al tempo stesso immerse nel verde, (sempre più) virtuali ma (fisicamente) condivise, al fine di generare un maggior benessere diffuso e consapevole.