In Triennale la doppia scultura-ritratto di Fedez realizzata da Francesco Vezzoli: un’opera di charity che è sperimentazione tra linguaggi artistici

Chi ha dato il titolo allopera? “Me lha suggerito il mio psicanalista”, precisa Fedez, “perché vede in me tratti opposti”. Due busti dalle proporzioni classiche ritraggono il rapper e imprenditore milanese: uno scuro dallespressione crudele ma integra, laltro dalla gestualità più rassicurante ma vanitosa. Due istantanee in dialogo dinamico che continuano a rivelare allo sguardo sfumature datteggiamento.

La doppia scultura Il pessimista narcisista o il narcisista pessimista presentata in Triennale racconta efficacemente anche lopera del suo autore Francesco Vezzoli: la riflessione sulla statuaria classica e barocca – e sulla sua stringente attualità nel presente – e lo studio delle dinamiche legate allo star system, al culto della celebrità, al narcisismo. In un linguaggio iper-espressivo che si rifà alla statuaria dello scultore tedesco Franz Xaver Messerschmidt, Vezzoli deforma le espressioni quasi fino al caricaturale.

Le celebrities, i Ferragnez e Vezzoli: studioso del pop senza profilo instagram

Ma se con le celebrities Vezzoli ha sempre avuto un rapporto distaccato, qui ha messo in scena la personalità di un amico: “non è stato facile”, precisa l’artista, “perché ho esplorato una dimensione più personale. L’idea alla base è raccontare una persona polarizzante. I Ferragnez, che piacciano o no, portano a un dibattito e anche una dialettica intellettuale. Vedo sempre più contaminazione dellarte contemporanea con il pop, non si può ignorarla”.

Il super instagrammabile Scalone d’Onore della Triennale

Vezzoli, che non è unartista pop bensì uno studioso del pop, da anni fa ricerca anche sull'espressione dell'identità italiana. Pertanto, ragionare su una personalità divisiva ma così attiva per Milano come quella di Fedez è stato un altro fattore dinteresse: “sono ammirato dal cortocircuito che i Ferragnez sono capaci di creare sui social. Per me sono lunico fenomeno interessante in Italia”, precisa lartista che non ha un profilo Instagram. Infatti, non è casuale il posizionamento al culmine prospettico dello Scalone d’Onore della Triennale, molto “instagrammabile”.

Copertina del disco e progetto di charity

Duplice anche loperazione che deriva dalla collaborazione: il doppio ritratto sarà, da un lato, l’immagine della nuova copertina del disco Disumano di Fedez, dall'altro, il fulcro di un progetto di charity in favore della Fondazione TOG - Together to Go, un’eccellenza milanese che si occupa di terapie riabilitative gratuite per bambini affetti da malattie neurologiche gravi. L’opera di Vezzoli sarà battuta all’asta da Sotheby’s Italia il 4 aprile, sempre in Triennale, conferendo tutto il ricavato alla Fondazione TOG per finanziare la nuova sede, in costruzione in via Livigno a Milano.

Forze differenti unite per amplificare l’impatto benefico

Ma come si è creata questa concatenazione tra artisti così diversi, un’istituzione pubblica, una struttura riabilitativa e una delle case d’asta più famose? Fedez e Vezzoli hanno alle spalle la collaborazione per la copertina dell’album Mille, il cui artwork non lascia dubbi sul suo autore; Fedez, personaggio impegnato in attività filantropiche in favore di Milano (insignito dell’Ambrogino d’Oro nel 2020) è stato introdotto alla realtà di TOG dalla dj La Pina e dal rapper Dargen D’amico; la cofondatrice e segretaria generale della Fondazione TOG Antonia Mandela Noja ha coinvolto il direttore della Triennale Stefano Boeri e quest’ultimo Raphaelle Blanga, Contemporary Art di Sotheby’s Italia, nonché battitrice della prossima asta. Ecco come forze differenti possono unirsi per fini benefici raccogliendo un pubblico differente e amplificando l’impatto.

Ci saranno altre opere di Vezzoli con Fedez?

“La Triennale è sempre stato un luogo accogliente delle sperimentazioni”, precisa Stefano Boeri. “Non è la prima operazione interdisciplinare in cui si contaminano di linguaggi diversi. Basti pensare ai precedenti di Sironi, ai Bagni Misteriosi di Giorgio De Chirico o allo Zoo di Enzo Mari interpretato da Nanda Vigo”. Peccato che dopo il 4 aprile Il pessimista narcisista o il narcisista pessimista se ne andrà dalla Triennale. Ci saranno altre opere con Fedez? Chiedono a Vezzoli: “chissà, sono operazioni che nascono alle cene tra amici. Ma se pagano bene questa, ne faccio un’altra!”.