Il numero di Interni Aprile è in edicola

Perché parlare di New Radical Design? Perché mai come in questo momento abbiamo bisogno di ricondurre la disciplina al pensiero critico e di tornare a credere che (anche) il progetto possa cambiare e migliorare il mondo. Lo pensavano i protagonisti dell’Anti-Design - da Superstudio e Archizoom per arrivare ad Alchimia e Memphis - che negli anni ’70 portarono nel progetto il gesto provocatorio delle arti figurative.

New Radical Design: il nuovo Interni è in edicola
Motion Graphic: Daniele Basilico

Lo ricordano Andrea Branzi, Ugo La Pietra e Franco Raggi, che in questo numero raccontano cosa vuol dire essere radicali, oggi come ieri. Sul ruolo politico e sociale del design si esprime un altro grande protagonista come Gaetano Pesce, che qui ribadisce la sua convinzione di sempre: il progetto deve rispecchiare il suo tempo, parlare di diversità, rappresentare l’incoerenza che permette la sperimentazione. Deve suscitare una polemica in modo da generare un confronto di valori.

Con la stessa attitudine ma un altro punto di vista, del tutto contemporaneo, i Formafantasma raccontano cosa significhi oggi mettere in discussione lo status quo: per i due designer l’impegno ambientale è prioritario, per cui il processo viene prima del prodotto, la cui funzione è innanzitutto comunicare un messaggio. Il nuovo pensiero radicale si declina nel design come nell’architettura. A rappresentarlo è sicuramente il progetto museale di Italo Rota per il palazzo che accoglie le collezioni dei Musei civici di Reggio Emilia, un’opera durata dieci anni e ancora in evoluzione che stimola un’idea di conoscenza circolare, condivisa e partecipata con la comunità.

New Radical è infine la casa-galleria della collezionista Valeria Napoleone a Kensington, Londra, in un palazzo vittoriano ristrutturato dallo studio Monzini & Raboni Milano, dove opere di arte e design al femminile dialogano tra loro in modo fluido, reinventando le regole dell’abitare in chiave di sperimentazione linguistica e non solo estetica.