La soglia scarpiana riletta dallo Neri&Hu è al centro della quarta edizione di Studio Visit, progetto creativo e culturale nato dal sodalizio tra Alcantara e il MAXXI di Roma

Sei raffinate soglie interpretate dallo studio Neri&Hu con dettagli in Alcantara. Sei paesaggi-passaggi architettonici, sei varchi materici da attraversare, da toccare, nati da un accurato studio, condotto con la sensibilità colta e ispirata che distingue lo studio, dell’opera di Carlo Scarpa, uno dei massimi autori presenti nellarchivio del MAXXI - Museo Nazionale delle arti del XXI secolo.

Cos’è Studio Visit

A dieci anni dall’inizio della collaborazione incentrata sulla ricerca creativa e culturale, il sodalizio tra Alcantara e il MAXXI di Roma continua con la quarta edizione di Studio Visit che pone in relazione i maestri del passato e quelli del presente, chiamati a dare una chiave di lettura personale del patrimonio architettonico-progettuale del museo utilizzando Alcantara come principale mezzo d’interpretazione, sperimentandone le potenzialità.

Curato da Domitilla Dardi, il progetto vede quest’anno lo studio di progettazione interdisciplinare con sede a Shanghai Neri&Hu confrontarsi con la poetica architettonica scarpiana.

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Al centro di Traversing Thresholds la ‘soglia’

Con Traversing Thresholds, aperta al pubblico fino al 6 febbraio 2022, Neri&Hu getta un ponte culturale tra Occidente e Oriente, sensibilità e visioni. A identificare la lettura scarpiana da parte degli autori è la nozione di ‘sogliaconcetto presente sia nel cinese ‘jian’ che nel giapponese ‘ma’, traducibili con ‘spazio’ o ‘pausa’ intesa in senso architettonico come mediazione fisica tra due ambienti contrastanti, interiorità ed esteriorità, pubblico o privato, ritrovata nei passaggi spaziali del maestro italiano.

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I passaggi spaziali di Carlo Scarpa riletti da Neri&Hu

L’installazione pensata da Lyndon Neri e Rossana Hu rilegge la visione di Scarpa nei suoi nodi centrali: l’invenzione del dettaglio, il dialogo tra pieno e vuoto, l’accostamento creativo dei materiali. Proprio su quest’ultimo punto, la presenza di Alcantara, con tutta la sua versatilità, rende l’opera un punto di connessione tra passato e presente.

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Un non so che di vuoto contrapposto a qualcosa che va riempiendosi

“Riflettendo sul concetto di ‘soglia’, questa idea di ‘jian’ può essere intesa come spazio, oppure come elemento mediano, o ancora come tempo”, spiega Lyndon Neri. Aggiunge Rossana Hu “È lo spazio di un intervallo, ma anche una pausa se si pensa al tempo; quindi, non si tratta solo di uno spazio ma di una sorta di concetto astratto tra lo spazio e il tempo o tra due elementi strutturali. Un non so che di vuoto contrapposto a qualcosa che va riempiendosi, quasi come il silenzio tra le note musicali”.

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Il visitatore è chiamato all’azione

Attraverso i punti focali del progetto di Neri&Hu vengono ripercorsi sei passaggi chiave dell’architettura scarpianaPivot Plane, Eroded Corner, Inserted Landscape, Floating Datum, Slit Window, Off-Axis – che riflettono su alcuni studi di Scarpa: la sottrazione del pieno, il dialogo tra i materiali, la sospensione antigravitazionale, la progressione prospettica dello spazio, lo slittamento degli assi strutturali. Lezioni di architettura che nella lettura di Lyndon Neri e Rossana Hu generano nuovo spazio attraverso una maglia regolare di pareti che si intersecano: le sei soglie chiamano il visitatore all’azione, fisica e concettuale: all’atto di attraversamento e al contempo al disvelamento delle fonti scarpiane.

Varchi da attraversare, architetture permeabili da toccare

Nelle sei soglie il confine è delimitato e insieme aperto. Netto ma fluido, architettonico e prospettico. Esatto e insieme smarginato. Tramato e intessuto (letteralmente) di materiali differenti, acceso da cromie sensoriali sofisticate. Sei soglie come passaggi e al tempo stesso pertugi e rifugi.

La soglia scarpiana riletta da Neri&Hu porta in sé l’idea del limite e della differenza, dell’alterità e del passaggio come tramite transizione tra dentro e fuori, noto e ignoto, presente e passato, Oriente e Occidente. Non porte serrate, ma architetture lievi eppure stratificate  permeabili  che si fanno varco da attraversare, da toccare.

Alcantara: innata sensorialità

L’utilizzo di Alcantara, ‘materiale da costruzione’ elegante, tattile e versatile per interpretare sorprendenti idee progettuali (e concettuali), rende l’opera un vero punto di connessione tra passato e presente. Impiegato nelle varianti a pieno colore, oppure in differenti texture – da goffrate a laminate – il materiale si fa elemento cardine dell’architettura disegnata da Neri&Hu e, con la sua innata sensorialità, invita i visitatori a toccare, a diventarne parte.

Il dialogo tra progettisti contemporanei e maestri del passato va in scena in studi’ aperti al pubblico

Per ogni edizione di Studio Visit gli autori Nanda Vigo, Formafantasma, Konstantin Grcic e ora Neri&Hu – sono stati invitati a dialogare con l’opera di uno o più maestri della collezione di Architettura del MAXXI per restituirne la propria visione. Ogni progettista ha dedicato un periodo di ricerca agli archivi lavorando con la massima libertà nella scelta dei temi e delle opere. Il risultato di questa riflessione è stato di volta in volta esposto negli spazi del museo come una sorta di stanza di lavoro, uno studioaperto al pubblico.

Le opere di Studio Visit sono parte della collezione permanente del MAXXI Architettura

In ognuna delle mostre, l’utilizzo di Alcantara è stato fondamentale per le sue caratteristiche di flessibilità, per la capacità di interpretazione le forme più diverse. Le tre opere di Nanda Vigo, Formafantasma e Konstantin Grcic sono già parte della collezione permanente del MAXXI Architettura, ora lo diventerà anche quella di Neri&Hu.

Una collaborazione culturale che dà nuovo valore agli archivi

A partire dal 2011, 50 designer e studi da tutto il mondo, sia affermati sia emergenti, hanno presentato al MAXXI le loro installazioni in Alcantara, sperimentando la versatilità e le potenzialità del materiale in linea con la mission di ricerca del museo romano.

La partnership tra un museo votato alla sperimentazione e un’azienda aperta alla creatività definisce così una nuova forma di collaborazione culturale nel mondo dell’arte e del design, contemporaneo ma anche storico. Una collaborazione, ideata da un curatore autorevole, Domitilla Dardi, che dà nuove letture un nuovo valore agli archivi dei maestri. Una collaborazione esemplare.