La personale di Andrea Chiesi tra archeologia industriale, rapporto ambiente-paesaggio e una nuova urbanistica a misura d'uomo

Inaugura venerdì 18 giugno (fino al 19 settembre), nella Chiesa e nell’Oratorio di San Paolo a Modena in via Selmi 63, la mostra personale di Andrea Chiesi Natura Vincit, a cura di Fulvio Chimento, evento organizzato da Associazione CerchioStella, in collaborazione con D406 e Comune di Modena, con il sostegno di Gruppo Hera e il patrocinio di Regione Emilia-Romagna.

La Chiesa e l’Oratorio di San Paolo riaprono al pubblico dopo i lavori di restauro con una personale che trae ispirazione dalle opere in mostra, testimoni della rinascita dell’uomo attraverso un percorso spirituale in cui la natura è per l’artista una guida costante e ispiratrice. Il progetto nasce appositamente per i due ambienti religiosi modenesi e per valorizzarne le strutture architettoniche.

La prima sala, la Chiesa di San Paolo, denominata Eschatos (“luoghi ultimi”), presenta opere che hanno per soggetto strutture connesse all’archeologia industriale che costellano il territorio italiano. L'allestimento di questo ambiente prevede esclusivamente dipinti a olio realizzati da Chiesi nell’ultimo decennio. In queste tele, l'artista documenta le macerie lasciate dalla produzione industriale, rimandando al rapporto “a perdere” tra l’uomo e la macchina: l’artista descrive corpi-fabbrica sui quali spazio e tempo hanno esercitato con violenza la propria azione.

La seconda sala, l’Oratorio affrescato, è denominata Anastasis (“resurrezione”), in riferimento alla potenziale rinascita dello spirito. In questo ambiente, sono presentate opere a inchiostro su carta di grande formato di recente produzione, che caratterizzano la ricerca attuale dell’artista. I lavori raccontano la riappropriazione da parte della natura del proprio ambiente-paesaggio, evidenziando la capacità di sopravvivenza e di rinascita delle specie vegetali anche in condizioni di forte antropizzazione. Il parallelismo più stringente sembra essere quello tra le piante infestanti (in grado di crescere e colonizzare i luoghi abbandonati) e il ruolo stesso dell’artista nella contemporaneità, che prolifera di intuizioni e idee da ascrivere al presente.

Nello stesso ambiente, Chiesi mette in mostra anche una serie di disegni su carta e taccuini nei quali costruisce una narrazione in progress della città di Modena, con riferimento a luoghi topici, che riflettono l’inconscio collettivo dei suoi abitanti. Questa terza sezione viene definita Insulae (“isole”), termine utilizzato in urbanistica per designare luoghi simbolici dall’alto valore artistico e “umano”, che sono stati dimenticati dal tempo, ma carichi di fascino e storia.

La mostra resta chiusa nel mese di agosto. Orari di apertura: mercoledì: 16-20; venerdì: 17-21.30; sabato: 10-13 e 17-21.30; domenica: 16 -20. Ingresso libero senza prenotazione. Catalogo: a cura di Andrea Losavio. Informazioni: info@cerchiostella.com, tel. 393 8933370, www.406modena.it