Roma, Bergamo, Faenza, Parma, Milano, Aosta e Lugo sono i luoghi che ospitano architetture, fotografie, installazioni, ceramiche e disegni visionari pronti a raccontare l’arte del progettare. Ecco le mostre del mese

Si comincia da Roma dove ha da poco inaugurato una mostra dedicata alle Architetture inabitabili (Centrale Montemartini), quelle progettate per funzioni diverse, magari anche solo decorative, oppure trasformate da interventi dell’uomo in baluardi inservibili di un tempo cancellato (come il campanile di Curon, che emerge solitario dal lago di Resia).

A Lugo (Rocca estense) si parla di piazze nel progetto del collettivo orizzontale, un gruppo di architetti che indaga sulla progettazione e sulla funzione di questi spazi pubblici, mentre l’architettura di Carlo Mollino viene raccontata dagli scatti di Armin Linke in una mostra al Forte di Bard, in Valle d’Aosta, che svela un incontro artistico tra i due sguardi.

A Parma Luca Campigotto racconta il suo viaggiare attraverso il proprio Atlante sentimentale (Borgo delle colonne), un’esposizione con pezzi inediti in forma di antologia del suo lavoro.

Due artisti giapponesi sono esposti a Bergamo e a Milano. Nella città orobica (Palazzo della Ragione) è visibile il lavoro di Yayoi Kusama che regala l’esperienza della sua più grande infinity mirror room, Fireflies on the Water, accanto a un percorso storiografico sul suo lavoro, mentre Milano accoglie un’interessante esposizione (Galleria Tommaso Calabro) di Tiger Tateishi, eclettico ed istrionico artista, a lungo al fianco di Ettore Sottsass, che saprà stupire il pubblico con le sue visione caleidoscopiche.

Infine, ci fa piacere segnalare la riapertura del museo Carlo Zauli di Faenza, duramente danneggiato dall’alluvione dello scorso maggio. Buona visione.

Architetture Inabitabili, Musei Capitolini - Centrale Montemartini, Roma, fino al 5 maggio

Ci sono architetture che non si possono abitare: una gazometro, un campanile immerso nell’acqua di un lago, la Torre Branca di Milano, per esempio. E il loro fascino sta nel creare un paesaggio, decisamente antropizzato, talvolta addirittura distopico, di cui diventa protagonista.

A raccontare otto di queste architetture pensa questa esposizione, da poco inaugurata, e realizzata con immagini e video di diversi archivi, tra cui Luce, Giò Ponti, Italgas, Triennale e diverse fondazioni che si sono unite per comporre un racconto sul territorio nazionale.

Sono circa 150 le fotografie che ritraggono le architetture inabitabili per tipologia, destinazione d’uso ed epoca di costruzione, con alcuni scatti di fotografi come Gianni Berengo Gardin, Guido Guidi, Marzia Migliora, Gianni Leone, Mark Power, Sekiya Masaaki, Steve McCurry.

A realizzare un racconto su misura della mostra ci sono poi le foto di Francesco Jodice e Silvia Camporesi. Di quali architetture si parla? Del Gazometro di Roma, quasi un moderno Colosseo, presenza iconica sin molti film e visibile anche dalla Centrale Montemartini; del Memoriale Brion ad Altivole, meraviglia architettonica di Carlo Scarpa; del campanile semisommerso di Curon, situato nel lago di Resia in Trentino-Alto Adige, struttura romanica ora sentinella di una paese completamente sommerso dall’ago di una diga; del Cretto di Gibellina, installazione commemorativa dell’artista Alberto Burri sopra le macerie della città distrutta dal terremoto del Belice del 1968.

Ci sono anche il Lingotto di Torino, progettato da Giacomo Matté Trucco, che un tempo ospitava la fabbrica della FIAT; gli Ex Seccatoi di Città di Castello, che nel 1966 ospitarono i libri alluvionati di Firenze, che qui vennero “curati” e dal 1990 “casa” dei grandi cicli pittorici di Alberto Burri; la Torre Branca, originariamente torre littoria, progettata da Giò Ponti, concepita come una struttura temporanea per la Triennale del 1933, caratterizzata da una struttura a traliccio in acciaio e dotata di ascensore che permette ai visitatori di raggiungere la cima e godere di una vista panoramica su Milano; i Palmenti di Pietragalla, testimonianza dell'ingegno dei vignaiuoli locali, un'architettura rupestre in pietra formata da oltre duecento costruzioni disposte su diverse quote, un tempo utilizzate come laboratori per la produzione del vino.

A chi piacerà: Agli appassionati di architettura e paesaggio, a chi ama la fotografia e il cinema.

Informazioni utili: Musei Capitolini, Centrale Montemartini, Via Ostiense 106, 00154 Roma, aperto dal martedì a domenica in orario 9 - 19.

Carlo Mollino. Paesaggi inclinati. Fotografie di Armin Linke, Forte di Bard, Valle d’Aosta, fino al 18 febbraio

Restano pochi giorni per vedere questa mostra allestita in occasione del cinquantesimo anniversario dalla scomparsa dell’architetto Carlo Mollino. E merita fare un salto nell’altrettanto meritevole location del Forte di Bard.

Perché questa mostra racconta la filosofia dell’architettura attraverso le fotografie di Armin Linke. I due punti di vista si mescolano in un progetto che diventa unitario e riporta ii lavori di Mollino al presente. O meglio, nell’indagine che il fotografo e regista conduce da anni attraverso il suo lavoro: esplorare le relazioni tra l’uomo e le graduali trasformazioni che l’avanzare della tecnologia porta negli ambienti in cui vive.

Così se Mollino ha raccontato le Alpi, soprattutto valdostane, con i suoi edifici a contrasto con quelli della tradizione, Linke stimola una riflessione sull’attualità del suo fare architettura.

A chi piacerà: ai fans di Mollino e a quelli di Linke, agli appassionati di montagna.

Informazioni utili: Forte di Bard, Valle d’Aosta, aperto da martedì a venerdì dalle 10 alle 18; sabato e domenica fino alle 19.

Piazze. Fenomenologia dell'inatteso. una incompleta raccolta di superfici urbane contemporanee, Rocca Estense, Lugo, fino al 31 marzo

Il Collettivo Orizzontale ripropone questa mostra con un nuovo allestimento nel cortile della rocca estense per parlare di piazze. Ne ha selezionate 40, tra progetti tradizionali e rivolti al futuro, tutte progettate nel 21° secolo e scelte tra luoghi che hanno incuriosito, ospitato o meravigliato il collettivo.

Che continua la sua riflessione su uno spazio da progettare in orizzontale e nel cui vuoto viene accolto l'inatteso. L'allestimento invece è in verticale e racconta in 40 pannelli, uno per ogni piazza, fino a comporre un atlante di un viaggio immaginario lungo una traiettoria planetaria per raccontare, in modo parziale e arbitrario, come sottolinea il collettivo, la vita pubblica nelle città del pianeta.

A chi piacerà: a chi è interessato di urbanistica e delle città del futuro (prossimo).

Informazioni utili: Rocca Estense (sede del Comune), piazza dei Martiri 1, Lugo, aperta dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 19.30.

Yayoi Kusama. Infinito presente, Palazzo della Ragione, Bergamo, prorogata fino al 21 aprile

Non ha bisogno certamente di prestazioni Yayoi Kusama, tanto che secondo l’autorevole rivista The Art Newspaper è l’artista più popolare al mondo. Ebbene, proprio lei con i suoi lavori è approdata a Bergamo già da qualche tempo, ma il successo registrato sin qui è stato tale da prorogare l’apertura dell’esposizione fino ad aprile inoltrato.

Ebbene, nel cuore della città vecchia si trova Fireflies on the Water una delle sue Infinity Mirror Room più iconiche, proveniente dalla collezione del Whitney Museum of American Art di New York.

L’allestimento, ideato da Maria Marzia Minelli, prevede un percorso introduttivo che approfondisce la ricerca di Yayoi Kusama attraverso poesie, filmati e documentazioni, e uno spazio di condivisione per entrare da più punti di vista nell’immaginario dell’artista giapponese. Un viaggio onirico, luminoso, riflettente nel pianeta Yayoi Kusama.

A chi piacerà: agli appassionati d’arte contemporanea, amanti di percorsi esperienziali.

Informazioni utili: Palazzo della Ragione, piazza Vecchia, Bergamo, biglietti disponibili sul sito di The Blank https://www.theblank.it/yayoi-kusama-tickets/

Tiger Tateishi, Galleria Tommaso Calabro, Milano, fino al 23 marzo

«Non voglio essere un pittore, né un illustratore, né un fumettista. Ciò che voglio è un’incessante anarchia». Si presenta così Tiger Tateishi, poliedrico artista giapponese a cui Tommaso Calabro dedica una mostra nel suo spazio milanese. Un’esposizione importante perché Tiger Tateishi, all’anagrafe Koichi Tateishi, è stato un vulcanico quanto eclettico disegnatore, pittore, mangaka e ceramista.

Ma sarebbe riduttivo incasellare il suo lavoro entro i confini di queste arti, perché la sua visione onirica, quasi psichedelica ha guidato quasi ogni esperienza artistica da lui condotta.

Nel 1968 approda a Milano con la compagna, l’artista Ichige Fumiko divenendo subito parte dell’intensa vita artistica di quegli anni, tra le galleria Iolas e del Naviglio, ma anche nel mondo del design.

L’incontro con Ettore Sottsass fu determinante, in un sodalizio artistico che si mantenne a lungo, oltre agli anni di stretta collaborazione tra il 1971 e il 74, cui lavora anche con Alessi e Olivetti. In mostra i lavori realizzati tra gli anni 60 e 70, incluse alcune rare litografie e i celebri dipinti a vignette con la firma “Tiger pinxit”. Il periodo milanese è il più prolifico dell’artista: Tra il 1969 e il 1981, prima di tornare in Giappone, Tiger Tateishi produce circa cento di questi dipinti, veri e propri caleidoscopi di immagini e icone della contemporaneità, dove convergono le passioni dell’artista: il surrealismo, la fantascienza e i fumetti.

A chi piacerà: a chi cerca connessioni tra le arti, a chi ama il surrealismo e a chi è incline a cedere al fascino dei caleidoscopi.

Informazioni utili: Galleria Tommaso Calabro, Corso Italia 47, Milano, aperta da martedì a sabato dalle 12 alle 19.

Luca Campigotto. Atlante Sentimentale - Nuova scelta italiana, Borgo delle Colonne, Parma, dal 9 febbraio al 21 aprile

Luca Campigotto è un poeta dello spazio, un filosofo della luce e un artista della scoperta. Perché la sua fotografia è una visione poetica del nostro pianeta, quel paesaggio terrestre che da sempre lo attrae, come un esploratore di un tempo passato, da indagare semplicemente, con l’obiettivo, come dichiara lui stesso di «Farmi consapevole di quanto – pur vivendo in un’epoca di strabilianti esplorazioni spaziali – la geografia della terra, la vastità degli spazi che posso contemplare, restino comunque smisurati alla mia anima, sterminati per definizione».

Consapevole che la fame dei suoi occhi di vedere tutto il mondo resterà comunque inappagata, Campigotto scatta e viaggia, stampa ed espone. Così arriva a Parma un’esposizione di foto selezionate dal suo ormai piuttosto ampio archivio di viaggi, immagini e ricordi per comporre una sorta di antologia del suo lavoro, in cui inserire a sorpresa anche qualche inedito.

A chi piacerà: agli appassionati di fotografia

Informazioni utili: Spazio Colonne 28, Borgo delle Colonne, Parma, aperto il sabato dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 17; domenica fino alle 19.

Museo Carlo Zauli, Faenza

«Il Museo Carlo Zauli (MCZ) è felice di annunciare la propria imminente riapertura al pubblico dopo il lungo periodo di chiusura dovuto ai lavori di ristrutturazione necessari a seguito dell'alluvione che lo ha colpito il 16 maggio 2023. Questa riapertura non sarebbe stata possibile senza il generoso aiuto di tutti coloro - aziende, enti e privati cittadini - che hanno donato fondi, consulenze, tempo, energie dallo scorso maggio a oggi e che continuano a farlo per aiutarci a completare un’opera che purtroppo non è affatto compiuta del tutto».

Così si legge nel comunicato stampa che annuncia la riapertura il giorno 27 gennaio con due mostre. Il lavoro di Michele Guido, artista in residenza proprio durante l’alluvione, che indaga analogie formali tra il mondo vegetale e la ricerca scientifica, la loro origine geografica, i flussi migratori e la storia culturale dei luoghi di provenienza.

Il secondo progetto, Vasi di Namsal Siedlecki, si concentra sul tema della trasformazione e rigenerazione dopo la tragica alluvione che ha colpito il Museo Carlo Zauli e la regione Emilia-Romagna.

La scultura di Siedlecki, prodotta assieme agli artigiani di Manifatture Sottosasso, si trasformerà nel corso nella mostra accogliendo una performance e un workshop che vedranno il coinvolgimento della comunità locale e infine entrerà a far parte della collezione di arte contemporanea del museo. L’opening è il 27/1 dalle 16 alle 21.

A chi piacerà: agli amanti della ceramica e a chi sta a cuore la fruizione pubblica dell'arte

Informazioni utili: Museo Carlo Zauli, via della Croce 6, Faenza, aperto da martedì a venerdì dalle 14 alle 17; mercoledì, venerdì e sabato dalle 10 alle 13.