Termoli, Roma, Venezia, Milano e Savona ospitano designer, architetti, artisti e curatori che portano in scena mondi visionari. Da scoprire

Si parte da Termoli per entrare nella città invisibile, Ersilia, quella di Italo Calvino, che trova forma in un progetto artistico volto a parlare del ruolo politico dell'immaginazione (al MACTE).

Quindi si raggiunge Milano che ospita due esposizioni, quella dedicata alla casa da Formafantasma che questa volta prediligono il decorativo in favore di un luogo sentimentale dell'abitare (Fondazione ICA) e quella dedicata alla semplicità nel design giapponese, lungo 20 modi di raccontarla (ADI Design).

Venezia offre una preziosa anteprima della retrospettiva che Triennale dedica a Mendini incentrata su una mini collezione di oggetti e disegni intorno al tema del viso (Fondazione Cini), mentre il MAXXI a Roma fa dialogare una serie di artiste donna intorno al tema dello spazio inteso come territorio artistico.

Infine, una piccola chicca dal museo della ceramica di Savona: i tappeti di Arturo Martini, ritrovati e esposti in una mostra tra tessile e arte plastica con un confronto inatteso con il contemporaneo nei lavori di Alessandro Teoldi. Buon viaggio!

Ersilia. Praticare l’altrove, a cura di Alice Labor e Ginevra Ludovici, Macte - Museo di Arte Contemporanea di Termoli, fino all’1 giugno

Un gruppo di artisti prova a dare forma fisica alla città immaginaria del libro Le città invisibili di Italo Calvino, o meglio, a materializzare quella città, Ersilia. In seguito a un lavoro ispirato a questa città ma realizzato in forma di podcast, ora il museo ospita una serie di attivazioni per riflettere sulla valenza politica dell’immaginazione e la sua capacità di trasformare la realtà.

Sono Aterraterra, Pietro Ballero, Beatrice Celli, Anouk Chambaz, Allison Grimaldi Donahue, Eleonora Luccarini, Alice Pontiggia, Perla Sardella, Teresa Satta e VacuaMoenia, gli artisti che hanno immaginato i luoghi, gli abitanti e le condizioni di vita a Ersilia tra discipline e linguaggi molteplici, da sperimentare anche con la partecipazione attiva del pubblico.

Il 18 e il 25 maggio sono in calendario due laboratori, rispettivamente con i collettivi Aterraterra e Vacua Moenia.

A chi piacerà: a chi ha amato il libro di Italo Calvino, a chi piace perdersi nelle città, agli sperimentatori.

Informazioni utili: Macte, via Giappone 86039 Termoli, aperto da mercoledì a sabato in orario 10-13 e 15-19.

Formafantasma. La casa dentro, Fondazione Ica, Milano, dal 10 aprile al 19 luglio

Un’indagine sullo spazio casa, il luogo dell’abitare inteso come territorio fisico e quello delle relazioni umane, come terra dell’identità personale e della memoria collettiva. Per farlo il curatore Alberto Salvadori presenta un progetto inedito di Formafantasma che nel titolo, La casa dentro, espone un’idea psicologica e introspettiva da ricercare nelle case della propria infanzia, nel ricordo.

Le cose che abitavano quegli spazi, oggetti decorativi spesso fatti a mano, racchiudono memorie emotive e sono a rischio di estinzione.

Perché quello che viene portato in scena è un confronto, anzi uno scontro tra l’idea modernista della razionalità e della sobrietà - che secondo Formafantasma tende a cancellare dallo spazio abitativo gli elementi sentimentali e la dimensione domestica - con gli elementi decorativi capaci di risvegliare la memoria e i ricordi individuali. Un elemento emblematico del modernismo, il tubolare metallico, dialoga così con ricami fatti
a mano, motivi floreali dipinti e volant di seta in opere site specific.

A chi piacerà: a chi ama giocare con i contrasti, agli appassionati del decorativo.

Informazioni utili: Fondazione Ica, via Orobia 26, aperto da giovedì a sabato in orario 12 - 19; mercoledì dalle 14 alle 18.

Arturo Martini. La trama dei sogni. Tessuti, ceramiche, dipinti. Museo della Ceramica di Savona, fino al 15 luglio

Del creativo, istrionico ed eclettico artista Arturo Martini non si conosceva la produzione tessile. O meglio, c’erano dei bozzetti firmati che indicavano il lavoro di alcuni tappeti, ma che fossero poi stati effettivamente prodotti non c’era nessuna certezza. Poi, come sempre per un caso fortuito, sono ricomparsi grazie a una collezione privata, e le ricerche ne hanno provato l’autenticità.

Si tratta di Ofelia, Il Veglione e Il Circo/I saltimbanchi – tre soggetti, ognuno dei quali sviluppato in due diverse varianti - realizzati nei primi anni 20 per MITA, Manifattura Italiana Tappeti Artistici di Genova Nervi che li produceva, a sua volta, per la neonata azienda di arredamento DIANA - Decorazioni Industrie Artistiche Nuovi Arredamenti dell’architetto Mario Labò.

Tre chicche, di cui si può vedere la genesi, dal disegno al bozzetto preparatorio per il telaio, fino alla sua nascita in forma di tappeto. La mostra propone poi un affondo nel mondo di Martini affiancando queste opere a quelle plastiche - in ceramica, bronzo, terracotta e gesso - e a quelle pittoriche componendo la sua personalissima trama dei sogni.

Che però è messa in dialogo con una mostra, nelle sale attigue, di un artista contemporaneo: Alessandro Teoldi. I suoi lavori, tra opere tessili e ceramiche, infatti, propongono una nuova visione e una nuova interpretazione di quei mezzi espressivi.

La serie di piccole sculture realizzate da Teoldi proprio ad Albissola, territorio creativo di Martini, fa da eco plastico ai suoi quadri cuciti, molto materici a loro volta, che parlano di una dimensione intimistica dell’incontro con l’altro - o con gli altri - attraverso figure ritagliate da coperte delle compagnie aeree e riassemblate su tela, per il titolo Essere Uno (in collaborazione con le gallerie Capsule Shanghai e Marinaro New York).

A chi piacerà: a chi è appassionato di arti applicate e tessili, a chi ama fare immersioni verticali nella storia di un territorio.

Informazioni utili: Museo della ceramica Savona, via A. Aonzo 9, aperto venerdì e sabato in orario 9.30 - 13 e 15.30 - 18.30; domenica 9.30 - 17; lunedì 9,30 - 13.

AMBIENTI 1956-2010. Environments by Women Artists II, Maxxi, Roma, dal 10 aprile al 20 ottobre

Secondo capitolo di una mostra ideata nel 2023 dalla Haus Der Kunst di Monaco, questa esposizione, curata da Andrea Lissoni, Marina Pugliese e Francesco Scotti, racconta il contributo femminile alla storia di una forma espressiva decisamente poco indagata: gli ambienti.

Ovvero quegli spazi che si attivano grazie all’interazione del pubblico e si completano, nel loro farsi opere tridimensionali e immersive, con la presenza umana.

Cos’è dunque lo spazio, quell’ambiente in cui ci muoviamo, viviamo, ci relazioniamo agli altri? Per rispondere a questa domanda, il MAXXI amplia la ricerca fino al 2010 dal precedente 1976 e agli artisti già presenti in quel primo esperimento espositivo aggiunge una serie di artisti più recenti nel tentativo di coinvolgere il visitatore come parte attiva in uno scambio tra arte, spazio museale e società. A Judy Chicago, Lygia Clark, Laura Grisi, Aleksandra Kasuba, Léa Lublin, Marta Minujín, Tania Mouraud, Nanda Vigo, Tsuruko Yamazaki si aggiungono in questo secondo capitolo Micol Assaël, Monica Bonvicini, Kimsooja, Christina Kubisch, Nalini Malani, Pipilotti Rist, Martha Rosler e Esther Stocker.

A chi piacerà: agli architetti amanti dell’arte, a chi crede nella partecipazione e nel dialogo

Informazioni utili: MAXXI, via Guido reni 4/A, Roma, aperto da martedì a domenica in orario 11 - 19

Alessandro Mendini. Visi, Biblioteca della Manica Lunga, Fondazione Cini, Venezia, fino al 16 giugno

Una piccola mostra sorprendente e preziosa è quella che l’Archivio Mendini e Codiceicona hanno messo a punto per la biblioteca veneziana: quattordici oggetti e sei disegni che indagano il viso come fonte di ricerca progettuale.

Nei suoi appunti Alessandro Mendini parla del volto come di un mezzo e di un fenomeno primario di autoprogettazione, perché «il viso è un luogo, un supporto pittorico, una superficie decorativa, elemento basico del progetto del “senso" di ogni persona, di ogni uomo in quanto attore sulla scena del mondo».

Analista di se stesso come scrive Aldo Colnnetti nel testo che accompagna l’esposizione, Mendini è attratto dall’antropomorfismo che influenza forme e oggetti da lui disegnati e prodotti in un fare design ad alto tasso di creatività. Questa piccola capsule di progetti dal 1987 al 2018 anticipa la grande retrospettiva che Triennale Milano inaugura il 13 aprile.

A chi piacerà: a chi evita definizioni e categorie rigide in cui incanalare il design, in favore di un’arte totale.

Informazioni utili: Biblioteca della Manica Lunga Fondazione Cini, Isola di san Giorgio Maggiore, Venezia, aperta al pubblico su prenotazione 

Origin of Simplicity. 20 visions of Japanese design, ADI Design Museum, Milano, fino al 9 giugno

Si fa presto a parlare di semplicità, soprattutto se questa caratteristica riguarda il design giapponese. Ma sarebbe un atteggiamento decisamente superficiale, distratto dalla vera essenza di questa parola nella cultura del sol levante: semplice è qualcosa di estremamente complesso.

E di questa complessa semplicità ci parla la mostra curata da Rossella Menegazzo con un progetto di allestimento di Kenya Hara, che hanno scelto di declinare la semplicità attraverso 20 temi, a loro volta interpretati da designer di diverse generazioni.

Un lavoro interessante di ricerca dagli anni 50 del secolo scorso ad oggi per 150 pezzi che raccontano la semplicità, la sua radice profonda nella cultura nipponica e il suo declinarsi in oggetti di uso quotidiano.

Ma non basta. Quella semplicità si relazione anche al design italiano della sala che ospita la mostra, allestita in un’isola centrale, circondata dai lavori premiati con il Compasso d’Oro fino agli anni 80. Allora si scopriranno dialoghi inediti o forse impensati.

A chi piacerà: agli appassionati di design e ai cultori della filosofia giapponese.

Informazioni utili: ADI Design Museum, piazza Compasso d’Oro 1, Milano, aperto da lunedì a domenica in orario 10.30 - 20.

Si parte da Termoli per entrare nella città invisibile, Ersilia, quella di Italo Calvino, che trova forma in un progetto artistico volto a parlare del ruolo politico dell'immaginazione (al MACTE).

Quindi si raggiunge Milano che ospita due esposizioni, quella dedicata alla casa da Formafantasma che questa volta prediligono il decorativo in favore di un luogo sentimentale dell'abitare (Fondazione ICA) e quella dedicata alla semplicità nel design giapponese, lungo 20 modi di raccontarla (ADI Design).

Venezia offre una preziosa anteprima della retrospettiva che Triennale dedica a Mendini incentrata su una mini collezione di oggetti e disegni intorno al tema del viso (Fondazione Cini), mentre il MAXXI a Roma fa dialogare una serie di artiste donna intorno al tema dello spazio inteso come territorio artistico.

Infine, una piccola chicca dal museo della ceramica di Savona: i tappeti di Arturo Martini, ritrovati e esposti in una mostra tra tessile e arte plastica con un confronto inatteso con il contemporaneo nei lavori di Alessandro Teoldi. Buon viaggio!

Ersilia. Praticare l’altrove, a cura di Alice Labor e Ginevra Ludovici, Macte - Museo di Arte Contemporanea di Termoli, fino all’1 giugno

Un gruppo di artisti prova a dare forma fisica alla città immaginaria del libro Le città invisibili di Italo Calvino, o meglio, a materializzare quella città, Ersilia. In seguito a un lavoro ispirato a questa città ma realizzato in forma di podcast, ora il museo ospita una serie di attivazioni per riflettere sulla valenza politica dell’immaginazione e la sua capacità di trasformare la realtà.

Sono Aterraterra, Pietro Ballero, Beatrice Celli, Anouk Chambaz, Allison Grimaldi Donahue, Eleonora Luccarini, Alice Pontiggia, Perla Sardella, Teresa Satta e VacuaMoenia, gli artisti che hanno immaginato i luoghi, gli abitanti e le condizioni di vita a Ersilia tra discipline e linguaggi molteplici, da sperimentare anche con la partecipazione attiva del pubblico.

Il 18 e il 25 maggio sono in calendario due laboratori, rispettivamente con i collettivi Aterraterra e Vacua Moenia.

A chi piacerà: a chi ha amato il libro di Italo Calvino, a chi piace perdersi nelle città, agli sperimentatori.

Informazioni utili: Macte, via Giappone 86039 Termoli, aperto da mercoledì a sabato in orario 10-13 e 15-19.

Formafantasma. La casa dentro, Fondazione Ica, Milano, dal 10 aprile al 19 luglio

Un’indagine sullo spazio casa, il luogo dell’abitare inteso come territorio fisico e quello delle relazioni umane, come terra dell’identità personale e della memoria collettiva. Per farlo il curatore Alberto Salvadori presenta un progetto inedito di Formafantasma che nel titolo, La casa dentro, espone un’idea psicologica e introspettiva da ricercare nelle case della propria infanzia, nel ricordo.

Le cose che abitavano quegli spazi, oggetti decorativi spesso fatti a mano, racchiudono memorie emotive e sono a rischio di estinzione.

Perché quello che viene portato in scena è un confronto, anzi uno scontro tra l’idea modernista della razionalità e della sobrietà - che secondo Formafantasma tende a cancellare dallo spazio abitativo gli elementi sentimentali e la dimensione domestica - con gli elementi decorativi capaci di risvegliare la memoria e i ricordi individuali. Un elemento emblematico del modernismo, il tubolare metallico, dialoga così con ricami fatti
a mano, motivi floreali dipinti e volant di seta in opere site specific.

A chi piacerà: a chi ama giocare con i contrasti, agli appassionati del decorativo.

Informazioni utili: Fondazione Ica, via Orobia 26, aperto da giovedì a sabato in orario 12 - 19; mercoledì dalle 14 alle 18.

Arturo Martini. La trama dei sogni. Tessuti, ceramiche, dipinti. Museo della Ceramica di Savona, fino al 15 luglio

Del creativo, istrionico ed eclettico artista Arturo Martini non si conosceva la produzione tessile. O meglio, c’erano dei bozzetti firmati che indicavano il lavoro di alcuni tappeti, ma che fossero poi stati effettivamente prodotti non c’era nessuna certezza. Poi, come sempre per un caso fortuito, sono ricomparsi grazie a una collezione privata, e le ricerche ne hanno provato l’autenticità.

Si tratta di Ofelia, Il Veglione e Il Circo/I saltimbanchi – tre soggetti, ognuno dei quali sviluppato in due diverse varianti - realizzati nei primi anni 20 per MITA, Manifattura Italiana Tappeti Artistici di Genova Nervi che li produceva, a sua volta, per la neonata azienda di arredamento DIANA - Decorazioni Industrie Artistiche Nuovi Arredamenti dell’architetto Mario Labò.

Tre chicche, di cui si può vedere la genesi, dal disegno al bozzetto preparatorio per il telaio, fino alla sua nascita in forma di tappeto. La mostra propone poi un affondo nel mondo di Martini affiancando queste opere a quelle plastiche - in ceramica, bronzo, terracotta e gesso - e a quelle pittoriche componendo la sua personalissima trama dei sogni.

Che però è messa in dialogo con una mostra, nelle sale attigue, di un artista contemporaneo: Alessandro Teoldi. I suoi lavori, tra opere tessili e ceramiche, infatti, propongono una nuova visione e una nuova interpretazione di quei mezzi espressivi.

La serie di piccole sculture realizzate da Teoldi proprio ad Albissola, territorio creativo di Martini, fa da eco plastico ai suoi quadri cuciti, molto materici a loro volta, che parlano di una dimensione intimistica dell’incontro con l’altro - o con gli altri - attraverso figure ritagliate da coperte delle compagnie aeree e riassemblate su tela, per il titolo Essere Uno (in collaborazione con le gallerie Capsule Shanghai e Marinaro New York).

A chi piacerà: a chi è appassionato di arti applicate e tessili, a chi ama fare immersioni verticali nella storia di un territorio.

Informazioni utili: Museo della ceramica Savona, via A. Aonzo 9, aperto venerdì e sabato in orario 9.30 - 13 e 15.30 - 18.30; domenica 9.30 - 17; lunedì 9,30 - 13.

AMBIENTI 1956-2010. Environments by Women Artists II, Maxxi, Roma, dal 10 aprile al 20 ottobre

Secondo capitolo di una mostra ideata nel 2023 dalla Haus Der Kunst di Monaco, questa esposizione, curata da Andrea Lissoni, Marina Pugliese e Francesco Scotti, racconta il contributo femminile alla storia di una forma espressiva decisamente poco indagata: gli ambienti.

Ovvero quegli spazi che si attivano grazie all’interazione del pubblico e si completano, nel loro farsi opere tridimensionali e immersive, con la presenza umana.

Cos’è dunque lo spazio, quell’ambiente in cui ci muoviamo, viviamo, ci relazioniamo agli altri? Per rispondere a questa domanda, il MAXXI amplia la ricerca fino al 2010 dal precedente 1976 e agli artisti già presenti in quel primo esperimento espositivo aggiunge una serie di artisti più recenti nel tentativo di coinvolgere il visitatore come parte attiva in uno scambio tra arte, spazio museale e società. A Judy Chicago, Lygia Clark, Laura Grisi, Aleksandra Kasuba, Léa Lublin, Marta Minujín, Tania Mouraud, Nanda Vigo, Tsuruko Yamazaki si aggiungono in questo secondo capitolo Micol Assaël, Monica Bonvicini, Kimsooja, Christina Kubisch, Nalini Malani, Pipilotti Rist, Martha Rosler e Esther Stocker.

A chi piacerà: agli architetti amanti dell’arte, a chi crede nella partecipazione e nel dialogo

Informazioni utili: MAXXI, via Guido reni 4/A, Roma, aperto da martedì a domenica in orario 11 - 19

Alessandro Mendini. Visi, Biblioteca della Manica Lunga, Fondazione Cini, Venezia, fino al 16 giugno

Una piccola mostra sorprendente e preziosa è quella che l’Archivio Mendini e Codiceicona hanno messo a punto per la biblioteca veneziana: quattordici oggetti e sei disegni che indagano il viso come fonte di ricerca progettuale.

Nei suoi appunti Alessandro Mendini parla del volto come di un mezzo e di un fenomeno primario di autoprogettazione, perché «il viso è un luogo, un supporto pittorico, una superficie decorativa, elemento basico del progetto del “senso" di ogni persona, di ogni uomo in quanto attore sulla scena del mondo».

Analista di se stesso come scrive Aldo Colnnetti nel testo che accompagna l’esposizione, Mendini è attratto dall’antropomorfismo che influenza forme e oggetti da lui disegnati e prodotti in un fare design ad alto tasso di creatività. Questa piccola capsule di progetti dal 1987 al 2018 anticipa la grande retrospettiva che Triennale Milano inaugura il 13 aprile.

A chi piacerà: a chi evita definizioni e categorie rigide in cui incanalare il design, in favore di un’arte totale.

Informazioni utili: Biblioteca della Manica Lunga Fondazione Cini, Isola di san Giorgio Maggiore, Venezia, aperta al pubblico su prenotazione 

Origin of Simplicity. 20 visions of Japanese design, ADI Design Museum, Milano, fino al 9 giugno

Si fa presto a parlare di semplicità, soprattutto se questa caratteristica riguarda il design giapponese. Ma sarebbe un atteggiamento decisamente superficiale, distratto dalla vera essenza di questa parola nella cultura del sol levante: semplice è qualcosa di estremamente complesso.

E di questa complessa semplicità ci parla la mostra curata da Rossella Menegazzo con un progetto di allestimento di Kenya Hara, che hanno scelto di declinare la semplicità attraverso 20 temi, a loro volta interpretati da designer di diverse generazioni.

Un lavoro interessante di ricerca dagli anni 50 del secolo scorso ad oggi per 150 pezzi che raccontano la semplicità, la sua radice profonda nella cultura nipponica e il suo declinarsi in oggetti di uso quotidiano.

Ma non basta. Quella semplicità si relazione anche al design italiano della sala che ospita la mostra, allestita in un’isola centrale, circondata dai lavori premiati con il Compasso d’Oro fino agli anni 80. Allora si scopriranno dialoghi inediti o forse impensati.

A chi piacerà: agli appassionati di design e ai cultori della filosofia giapponese.

Informazioni utili: ADI Design Museum, piazza Compasso d’Oro 1, Milano, aperto da lunedì a domenica in orario 10.30 - 20.