Venezia Mestre, Milano, Vicenza, Perugia e Roma sono i luoghi che ospitano artisti, architetti, fotografi e curatori delle esposizioni imperdibili per questo mese

La fotografia di Edward Burtynsky inaugura il viaggio tra le mostre del mese con le sue campire colorate, quasi delle macro terrestri che poi, a guardarle con maggiore attenzione, svelano il paesaggio del mondo contemporaneo, quello modificato (e inquinato) dal sistema industriale.

La monografica a Venezia Mestre mette in scena 40 anni di carriera del fotografo, con qualche sorpresa ad alto tasso di tecnologia (come una stanza immersiva). Per restare in ambito fotografico, ma a svelarne un uso decisamente diverso da questo è la mostra che aprirà il 14 giugno a Milano dedicato allo studio Ballo+Ballo, fotografi geniali nel raccontare il design italiano facendo del loro studio una fucina creativa per il capoluogo lombardo (e ora narrato con le installazioni video di Studio Azzurro).

Milano poi accoglie anche una mostra molto curiosa per allestimento dedicata a Gae Aulenti: è la prima volta che viene ricordata con una monografia. La sua lunga storia professionale viene dunque raccontata alla Triennale, dove il pubblico potrà immergersi tra le creazione dell’architetto milanese (e viaggiarci dentro).

Per restare in tema architettonico occorre andare a Roma, dove Villa Medici, sede dell’Accademia di Francia, ospita la terza edizione del festival des Cabanes: sei architetture temporanee occupano i giardini della villa, pronte a ospitare il pubblico.

Infine, l’immaginario in due mostre. La prima si occupa di dare corpo e spazio alla luce e al movimento sotto il concetto di città fantastica (a Vicenza); la seconda invece si dedica al rapporto tra l’uomo e la natura dagli anni 60 delsecolo scorso fino ad oggi attraverso la selezione dei lavori di 13 artisti (a Perugia). Buon viaggio!

Burtynsky: Extraction /Abstraction, M9 - Museo del ’900, Venezia Mestre dal 21 giugno al 12 gennaio 2025

L’artista canadese Edward Burtynksy ha dedicato la sua vita a documentare l’impatto ambientale che il sistema industriale ha avuto (e continua ad avere) sull’ambiente e ora le sue fotografie approdano a Mestre in una mostra antologica che narra 40 anni di esplorazioni intorno al mondo. Il suo sguardo è inconfondibile perché cattura il pubblico in grandi compiture a colori, in un primo momento non decifrabili come paesaggi, ma piuttosto come astrazioni cromatiche che si rivelano poi dettagli di una natura modificata, antropizzata o violentata dall’intervento industriale.

Il mondo naturale viene osservato attraverso macro che sembrano richiamare l’idea di un’analisi al microscopio. Allora si scopriranno agricolture intensive, infrastrutture energetiche, estrazioni minerarie, gli effetti dell’inquinamento degli ecosistemi e la quantità straordinaria di rifiuti non smaltitili che accumuliamo. Sei le sezioni lungo le quali si articola il percorso espositivo, incluso un lavoro recentissimo sugli effetti della Xylella sugli ulivi pugliesi e la proiezione pluripremiata multimediale immersiva In the Wake of Progress.

A chi piacerà: agli appassionati di fotografia e a chi ha a cuore il pianeta.
Informazioni utili: M9 . Museo del 900, via G. Pascoli 11, Venezia Mestre, aperto da martedì venerdì in orario 10 - 18, sabato e domenica 10 - 19; chiuso lunedì.

Gae Aulenti 1927-2012, Triennale, Milano, fino al 12 gennaio 2025

È la prima volta che Gae Aulenti viene ricordata in una grande mostra monografica e a farlo è la Triennale di Milano, luogo che ha visto esordire l’architetto milanese per vederla poi premiata, con la Medaglia d’Oro alla carriera per il contributo fornito all’architettura italiana, quasi 60 anni dopo.

Per realizzare questa esposizioni in collaborazione con l’archivio Gae Aulenti, i curatori Giovanni Agosti, Nina Artioli e Nina Bassoli hanno pensato a un allestimento spettacolare realizzato da Tspoon.

Con una scelta ben precisa: narrare la storia umana e professionale di Aulenti, il suo rapporto con l’architettura e le intersezioni con le altre arti, con la cultura e con la politica. Non un semplice intervento cronologico a srotolare la sua lunga carriera, ma un campionario di diverse tipologie di progetti (allestimenti di mostre e di musei, case private, showroom, stazioni di metropolitana, scene di teatro…), a creare una sequenza di ambienti cheti incastrano l’un nell’altro per trasmettere al visitatore il senso di una vita.

Si comincia con Arrivo al mare, del 1964, opera premiata e realizzata con sagome di donne di Picasso che si riflettono sugli specchi in un giocoso e vacanziero saluto all’estate per arrivate al piccolo aeroporto progetto per Perugia del 2011, in un viaggio lungo quanto l’intensità del progettare di Gae Aulenti.

A chi piacerà: a chi ama l’architettura e a chi vuole essere sorpreso da allestimenti espositivi inattesi.
Informazioni utili: Triennale, viale Alemagna 6, Milano, aperta dal martedì alla domenica dalle 10.30 alle 20.00.

La città fantastica, mostra personale di Piero Fogliati, Atipografia, Arzignano, Vicenza, fino al 14 settembre

A fantasticare intorno al concetto di città hanno pensato artisti di ogni tipo e di ogni epoca, questa volta abbiamo a che fare con le visionarie sculture di Piero Fogliati, utopie in forma fisica di un’idea. La sua città fantastica è infatti un progetto urbanistico in cui ogni opera interagisce con un elemento naturale e mette in scena una sapienza costruttiva particolare per regalare al pubblico un’esperienza sensoriale particolare.

Ci sono viti, bulloni, ampolle di vetro e sculture di luce, ma anche proiettori e corde che rappresentano il movimento della luce a raccontare una città multisensoriale in forma immaginifica.

A chi piacerà: agli appassionati di arte cinetica e di esperimenti meccaniche e scientifici
Informazioni utili: Atipografia, piazza Campo Marzio 26, Arzignano (Vicenza), aperta da martedì a sabato negli orari 9.30 - 13 e 15.00 -19.30.

NATURA/UTOPIA: l’arte tra ecologia, riuso e futuro, Fondazione Perugia, Perugia, fino al 3 novembre

Il curatore Marco Tonelli ci porta nella leggendaria repubblica di Utopia, immaginata e descritta nell’omonimo racconto di Thomas More, filosofo e umanista del 16° secolo. La sua utopia era un mondo possibile, connesso al reale ma anche indipendente che in questa mostra viene rappresentato dall’arte contemporanea.

Territorio del possibile appunto che questa volta narra del rapporto dell’uomo con la natura in una selezione di 13 artisti che riflettono su ecologia, sostenibilità e riuso. Provenienti da tutto il mondo e da periodi storici diversi, gli artisti portano in scena lavori degli anni 70 e 80 del secolo scorso (come Ugo La Pietra, Piero Gilardi e Gianfranco Baruchello) ma anche antecedenti come quello di Giuseppe Penone.

Il viaggio prosegue fino a oggi con Giuliana Cunéaz che usa l’intelligenza artificiale o Pascale Marthine Tayou, artista del Camerun, che lavora con il riuso di sacchetti di plastica colorati ancora nuovi, come a voler evitare e congelare il loro consumo nell’opera d’arte… le suggestioni sono 13, tutte da scoprire.

A chi piacerà: a chi ama trovare nuovi linguaggi espressivi.
Informazioni utili: Fondazione Perugia, Palazzo Baldeschi al Corso, via Vannucci 66, Perugia, aperto dal martedì al venerdì in orario 15 - 19.30; sabato e domenica delle 10.30 alle 19.30.

Festival Cabanes. Architetture contemporanee nei giardini storici, Villa Medici, Roma, fino al 29 settembre

Sono sei le creazioni esposte nel parco di Villa Medici, tutte rigorosamente in legno e mobili, pensate per rispondere alle domande centrali del festival: come si fa a pensare a forme architettoniche non invasive? E quali sono le possibili forme abitative sostenibili per il futuro? Le risposte possibili arrivano da ane architecture, Manuel Bouzas, Campo & Diploma 20 Architectural Association, Huttopia, LAMÉCOL et pratique architecture & fanum architecture, che le hanno disseminate, in forma di capanna, nei giardini, a disposizione del pubblico.

Si incontrano per esempio una capanna vicino ai pini a ombrello, che invita i visitatori a rifugiarvisi, magari con un libro; un padiglione ispirato all’architettura classica romana collocato accanto a vestigia antiche; un omaggio a Bramante in forma di tempietto, in cui si intrecciano legno e tessuto; uno studiolo che sovverte i codici di un ambiente raccolto.

Completano l’insieme due prototipi di alloggio: uno spazio di emergenza che può essere montato e smontato in meno di 15 minuti, e un rifugio autosufficiente dal punto di vista energetico ad altezza variabile. Due dei progetti sono stati selezionati in collaborazione con il Festival des cabanes des Sources du Lac d’Annecy, partner del Festival di Villa Medici.

A chi piacerà: agli appassionati di architetture temporanee, integrabili con la natura e a impatto ambientale ridotto.
Informazioni utili: Accademia di Francia - Villa Medici, viale della Trinità dei Monti 1, Roma, aperta tutti i giorni dalle 10 alle 19.

Ballo&Ballo. Fotografia e design a Milano, 1956-2005, Castello Sforzesco, dal 14 giugno al 3 novembre

L’idea di questa mostra nasce da una donazione, per la precisione quella che Mariarosa Toscani Ballo ha fatto dell’archivio dello studio fotografico Ballo+Ballo, ovvero del lavoro della sua vita insieme al marito Aldo Ballo. Il loro studio era un luogo straordinario di incontro e di confronto tra artisti, designer e architetti, frequentato da personaggi come Pier Giacomo e Achille Castiglioni, Enzo Mari, Bruno Munari, Gae Aulenti, Cini Zucchi e i Ballo lavoravano con le più importanti aziende, da Olivetti a Zanotta, da B&B Italia a Venini.

E le loro immagini erano pubblicate su tutte le più importanti riviste del tempo, ma contribuirono anche a consacrare il made in Italy firmando le fotografie del catalogo dell’ormai mitica esposizione al MoMa di New York nel 1972 con il titolo Italy: The New Domestic Landscape (a cura di Emilio Ambasz).

Tutto questo è in mostra al Castello Sforzesco lungo un percorso espositivo che vuole raccontare le fotografie dei Ballo, ma anche il ruolo che aveva lo studio e l’atmosfera che vi si respirava in quegli anni. Complici perfetti sono i creativi di Studio Azzurro che con le loro installazioni video dialogano con gli oggetti e le fotografie in mostra per narrare il mondo Ballo+Ballo.

Oltre cento fotografie insieme ad alcuni oggetti di design in prestito dall’ADI Design Museum e dalle Raccolte di Arte Applicata del Castello Sforzesco completano il percorso espositivo, insieme a oggetti appartenuti ai due fotografi per ricomporre un mondo creativo, da esplorare.

A chi piacerà: a chi ama la fotografia e il design, a chi ama immergersi negli archivi
Informazioni utili: Castello Sforzesco, Piazza Castello, Milano, aperto da martedì a domenica in orario 10 - 17.30.