In occasione della mostra “È bello continuare” inaugurata a Milano il 17 novembre alla Galleria Luisa Delle Piane abbiamo intervistato Gaetano Pesce

Gaetano Pesce torna a Milano per una mostra alla Galleria Luisa Delle Piane che, dal 17 novembre al 1 aprile, a trent’anni di distanza dal loro debutto - rimette al centro della scena le sue famose 'pelli industriali'. Dodici fogli di resina poliuretanica che, montate su cornice e appese alle pareti, compongono un percorso di tele dai colori vivaci e dai soggetti poetici ed enigmatici.

Solo una mente curiosa e sempre al limite dei confini creativi come quella di Gaetano Pesce, dopo aver tracciato una strada giocando con colori, volumi e materiali di poltrone, vasi o tavolini, poteva mettere in discussione perfino la carta e la tela, i due classici supporti dei pittori.

Nascono così, ed erano i primi anni Novanta, le 'pelli industriali': fogli di resina poliuretanica (sottili e flessibili come fogli di carta, tanto che si possono arrotolare) sui quali Gaetano Pesce dipinge figure, parole, macchie di colore e linee geometriche con pennelli intinti nella resina colorata.

Il risultato sono maxifogli di resina, simili a pelli sintetiche, che a distanza di trent’anni, tornano a Milano per la mostra È bello continuare, dal 17 novembre al 1 aprile 2023 alla Galleria Luisa delle Piane (via Giusti 24, Milano).

«Luisa delle Piane è stata coraggiosa allora a propormi di esporre le pelli industriali durante il Salone del mobile del 1998, e lo è oggi a chiedermi di tornare con questi lavori, meno conosciuti rispetto ai progetti di architettura e design. Tanto più che alcuni dei pezzi esposti sono proprio inediti, come Fish Skin, mai esposto prima d’ora» esordisce Gaetano Pesce, che abbiamo raggiunto nella sua casa di New York alla vigilia dell’inaugurazione della mostra milanese.

È stato a Milano poche settimane fa (nato a La Spezia nel 1939, l’architetto, designer e scultore dagli anni Ottanta vive a New York, ndr), ora torna per l’inaugurazione di questa mostra.

Il legame con l’Italia è sempre fortissimo?

Grazie al mio lavoro ho continue occasioni di tornare in Europa e in Italia, l’ultima volta ci sono stato per la Settimana della Moda, dove ho curato l’allestimento e le sedute per la sfilata di Bottega Veneta, non molto tempo fa.

Ma questa occasione è speciale, e più emozionante, perché si tratta di un ritorno e della continuazione di un viaggio iniziato anni fa, da cui il titolo della mostra: È bello continuare. Luisa delle Piane è stata tra le prime a interessarsi alle mie pelli industriali.

Le 'pelli' riaffermano il suo interesse per la resina poliuretanica. Quando ha scoperto questo materiale?

La scoperta è stata casuale, durante uno dei miei primi soggiorni a New York: cercavo delle matite e in un negozio ho visto un vaso fatto di resina.

Ecco, sono stato subito attratto da questo materiale e dalle sue potenzialità perché la resina è un liquido che diventa solido, può essere trattata con uno stampo, può essere modellata, insomma è un materiale contemporaneo, versatile, resistente – molto più di quelli tradizionali – ed è interessante come reagisce alla luce.

Dagli arredi in resina, come le sedie Golgotha, Broadway o Nobody’s Chair, ai dipinti, il passo non sembra brevissimo…

È stato un percorso di avvicinamento durato anni finché, dopo aver creato molti oggetti con questo materiale, ho capito che avrei potuto utilizzarlo come supporto per dipingere, compiendo un gesto antico su un materiale nuovissimo. La carta e la tela mi sembravano così obsoleti!

Come ha scelto le 12 opere in mostra a Milano?

Sono opere realizzate in momenti diversi, dagli anni Novanta a oggi, alcune create apposta per l’occasione e mai esposte prima d’ora. A due sono particolarmente legato: Este e Il piede.

Este è il nome del piccolo comune in provincia di Padova dove ho vissuto fino a 15 anni ed una sorta di 'selfie del passato'. Rappresenta me stesso bambino affacciato alla finestra, intento a guardare i Colli Euganei che, però, non vediamo perché l’osservatore ne prende il posto.

Il piede, invece, scelta come opera-manifesto della mostra, è uno dei lavori nei quali ho unito immagine e parola. Si tratta di un omaggio a una parte del corpo poco considerata eppure importantissima, quella che ci consente di andare avanti, di scoprire cose sconosciute, raramente di camminare all’indietro che, infatti, è molto più difficile.

Il 18 novembre alle 16.30, il giorno dopo l’inaugurazione, incontrerà il pubblico in compagnia di Silvana Annicchiarico e Luisa Delle Piane alla Fondazione ICA: di cosa parlerà?

Sarà una chiacchierata tra amici e, spero, alla presenza di tanti giovani e studenti. L’occasione per raccontare la genesi di queste opere ma, soprattutto, per raccogliere domande e spunti di riflessione da parte di chi segue il mio lavoro e lo guarda con occhi diversi e più freschi.

La mostra, che inaugura il 17 novembre alle 18.00 (Galleria Luisa Delle Piane, via Giusti 24 è a ingresso libero e aperta il sabato dalle 15.30 alle 19.30 e - da martedì a sabato - dalle 10.30 alle 13 e dalle 15 alle 19. Per informazioni, 023319680.

Il 18 novembre alle 16.30, presso la Fondazione ICA (via Orobia 26) l’artista incontrerà il pubblico per un talk in compagnia di Silvana Annicchiarico e Luisa Delle Piane (ingresso libero, per informazioni www.fondazioneica.it).