A Brescia, alla galleria Apalazzo, una piccola ma intensa mostra di Sonia Boyce racconta la magia del random (nell’arte e nella vita)

Abbiamo incontrato a Brescia, alla galleria Apalazzo, l’artista del padiglione britannico Leone d’Oro alla Biennale di Venezia 2022, Sonia Boyce: la sua mostra The Disorderly apre al pubblico oggi 29 novembre.

Su Sonia Boyce e il Padiglione UK vincitore del Leone d'Oro alla Biennale 2022 leggi qui

In esposizione: due installazioni video a due schermi posizionate su enormi pareti coperte da carte da parati che riproducono pattern ispirati alle immagini più significative dei cortometraggi (e numerose fotografie). La stretta relazione tra il decoro a parete del contenitore e il contenuto è figlia della stessa poetica che ha animato il Padiglione UK alla Biennale Arte 2022.

Il primo video, Crop Over (2007) racconta il rapporto tra una ricca famiglia inglese, che fece la sua fortuna con le piantagioni di canna da zucchero alle Barbados secoli addietro, e una serie di personaggi folckloristici che appaiono durante il festival del raccolto.

Il secondo video, The Disorderly, è una riesamina di una celebre performance organizzata da Sonia Boyce in cui – notoriamente – venne rimosso un dipinto pre-raffaellita (Hylas and the Nymphs) dalla Manchester Art Gallery. Mostrandoci quello che avveniva dietro le quinte, l’artista ribadisce come fantasticheria, copiosità ma soprattutto il caos dominino il suo gesto creativo.

Per i suoi video, infatti, Sonia Boyce sceglie personaggi che reputa intensi, che hanno qualcosa da dire, ma non si collegano l’uno con l’altra in alcun modo. E che lei non dirige ma accompagna all’incontro: creando un set, una situazione e aspettando che “succeda qualcosa”.

Succede sempre qualcosa?

Sonia Boyce: "Succede di tutto perché è una questione di chimica. Il mio ruolo di artista è far nascere alchimie tra le persone, spesso coinvolgendo anche il pubblico, e poi scegliere nel montaggio gli eventi più significativi. Ma non so mai cosa succederà quando filmiamo una performance perché tutto è basato sulla casualità, l’elemento random".

Perché l’elemento random è così interessante?

"Perché è il diverso che cambia quello che avevamo progettato. Il diverso è parte integrante della nostra vita che è una continua ricerca su come confrontarci con esso e come gestirlo".

Come si arriva, da artista, ad affidare ad altri la realizzazione del contenuto della propria opera?

"Per me è stato un viaggio di scoperta nato tutto dal fatto che mi sentivo ingabbiata in altri modi di produrre arte. Mi sono diplomata nel momento in cui l’arte concettuale era al suo massimo storico. Per i concettuali prima viene l’idea e poi il modo di illustrarla: il lavoro dell’artista è una manifestazione fisica di un pensiero precostituito. Ho provato per anni a progettare l’arte in questo modo ma sentivo il fatto di sapere dove sarei finita una forzatura. E ho iniziato a provare a fare le cose diversamente".

In che modo si riconosce il potere dell’elemento random ?

"Mi accorgevo spesso che nei miei lavori l’elemento qualificante – spesso anche il loro vero senso e ragion d’essere – non era quello che avevo pensato precedentemente ma il risultato di una riflessione maturata durante la produzione. Qualcosa a cui non avevo pensato in origine.

Per anni ho pensato che fossero errori poi mi sono chiesta se il mio valore come artista non risiedesse proprio nella capacità di far emergere significati e sensi da qualcosa di diverso rispetto a un progetto ferreo.

Il mio professore mi diceva che il mio lavoro era post-intenzionale e lo prendevo come una critica. Ho iniziato a pensarlo come un complimento. Ok non so cosa sto facendo ma registro quello che accade nel processo: ed è questo che so fare bene e che lascio al mondo."

Progettiamo troppo le nostre vite?

"Assolutamente sì. E per strada ci perdiamo tante cose che potenzialmente potrebbero accadere. O, meglio, spesso le ignoriamo. È un peccato".