Cinque mostre in Italia da non perdere questa settimana e perché andare a vederle: a Venezia, Milano, Bologna e Roma
Per questa settimana, dal 9 al 15 gennaio, abbiamo selezionato per voi 5 mostre da non perdere in Italia.
Si tratta di esposizioni che, anche quando trattano di pittura o fotografia, propongono comunque un angolo progettuale, legato al design e all'architettura, e una forte attenzione al quotidiano reale delle persone.
La selezione che trovate qui di seguito è infatti incentrata sulla vita di tutti i giorni, raccontata in epoche diverse e attraverso punti di vista  - prima di tutto disciplinari ed espressivi - differenti.
Ecco perché andarle a vedere: parliamo di sguardi dell’uomo sull’uomo, di colui che progetta mondi, li abita, li subisce (anche), li restaura, li conserva. E poi, è l’ultima occasione per vedere qualche mostra che sta per chiudere!

Architettura e impegno civile. Nani Valle e Giorgio Bellavitis - Sparc*, Venezia fino al 15/1

Una vita insieme quella di Fernanda Valli detta Nani e suo marito Giorgio Bellavitis, architetti fondatori dell’omonimo studio di Venezia. Fanno di tutto, dalla progettazione di lampade, poltrone e altri elementi di design, fino a quella di ospedali e nuovi edifici, ma a catalizzare la loro attenzione è soprattutto il restauro della città di Venezia.

Il Problema Venezia, come viene chiamato, è una costante dello studio dai primi anni ’60, che si traduce in progetti, ma anche in saggi teorici e discussioni animate in sede universitaria, soprattutto per mano di Nani, docente allo IUAV.

E ora il Problema Venezia occupa la parte centrale della mostra dedicata al loro lavoro, che riporta anche esempi giocosi del loro versatile e creativo collaborare, accanto a materiali molto interessanti sulla politica del restauro e sulla filosofia dell’urbanistica. 

A chi piacerà: agli studiosi di architettura e agli appassionati di città, che amano perdersi nelle storie recenti e passate dei loro edifici, ma soprattutto a chi ama Venezia.

Informazioni utili: SPARC*, Spazio Arte Contemporanea, Campo Santo Stefano, San Marco 2828a, Venezia. La mostra è aperta da lunedì a venerdì, in orario 10.00 - 18.00. Ingresso libero

Testa e Croce: le convergenze parallele del design svizzero e italiano - Adi Design Museum, Milano, fino al 5 febbraio 2023

Al centro della mostra c’è una miniatura del monte Cervino - Matterhorn. Indica l’asse Nord-Sud tra Svizzera e Italia e allude alla distanza tra due mondi, segnati profondamente da un confine imponente, quasi invalicabile. Oppure no. Perché la montagna è quella incantata e va protetta, insieme, da entrambi i versanti italiani e svizzeri.

La montagna è dialogo, similitudine, convergenza di stili di vita paralleli, costretti a non incontrarsi mai. Oppure no. Perché i curatori di questa esposizione raccontano  due entità nelle loro reali convergenze e divergenze, lungo un percorso che si snoda dal design del passato fino alle proposte di oggi.

Tra un certo minimalismo funzionale di stampo elvetico e una creatività pittorica e giocosa del design italiano, si identificano convergenze stilistiche importanti e divergenze abissali. Ieri come oggi. Oppure no? 

A chi piacerà: a chi ama gli ossimori e a chi è incline a trasformare i vincoli in sfide creative.

Informazioni utili: Adi design Museum, Piazza Compasso d’Oro 1, Milano. La mostra è aperta da martedì a domenica in orario 10.30 - 20.00. Biglietto a 12 euro.

Il lampadario di Cortona - Fondazione Luigi Rovati, Milano, fino al 5 marzo 2023

Non si era mai mosso di lì, dal museo che lo ha accolto per la prima volta alla fine dell’800, dopo la decisione da parte dell’Istituzione cortonese di acquistarlo da un privato che per disfarsene chiese una cifra decisamente stellare.

A dire la verità, una volta ha lasciato il Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona, per mostrarsi al Circo Massimo di Roma nel novembre del 1938: questioni di politiche autarchiche. E ora questo incredibile lampadario in bronzo è esposto a Milano, per raccontare come gli etruschi illuminavano gli spazi del loro quotidiano.

Oggetto di proto-design, si potrebbe azzardare, per la ricchezza delle decorazioni e la sapienza artigianale della lavorazione del metallo, sia a caldo sia a freddo, nella creazione di un oggetto di uso comune. Certo, non bisogna esagerare: il lampadario era già all’epoca un manufatto prezioso, realizzato per un luogo altrettanto tale: un tempio, si pensa, un santuario. Ma per fare luce, per rischiarare: un’esigenza comune.

A chi piacerà: agli storici, ma anche ai creativi che possono trarre ispirazione dal bello di ogni epoca, e ai designer, pronti a cogliere forme e funzioni.

Informazioni utili: Fondazione L. Rovati, Corso Venezia 52, Milano
La mostra è aperta da mercoledì a domenica in orario 10.00 - 20.00. Biglietto a 16 euro. 

Patrick Procktor. A view from a window - Palazzo Bentivoglio, Bologna, fino al 5 febbraio 2023

Di lui si dice che è stato marxista e snob, omosessuale e padre di famiglia, viaggiatore in luoghi esotici e assiduo frequentatore di Venezia. Personaggio eccentrico, sicuramente, e molto vivace, sodale di David Hockney e molto influenzato da Francis Bacon, arriva a mettere a punto un suo stile sempre ironico e mai scontato. Predilige l’acquarello, con cui racconta ritratti e paesaggi sempre in bilico (o in tensione) tra profondità e leggerezza.

I valori di superficie, cioè, dialogano costantemente con quelli di profondità per ironizzare su entrambi gli estremi, o almeno metterli in discussione.

Il suo lavoro è stato essenziale nel panorama artistico londinese tra gli anni ’60 e ’70, ma resta ancora poco conosciuto e questa personale italiana ha senz’altro il merito di dedicargli circa 60 lavori attraverso cui scoprirlo. La selezione obbedisce a un preciso fil Rouge: l’apertura di una finestra. Ecco cosa vede Procktor dalla finestra. Anzi, dalle finestre del mondo.

A chi piacerà: a chi indaga le emozioni e l’animo umano, a chi interessa il paesaggio e a chi sceglie camere con vista ad ogni viaggio.

Informazioni utili: Palazzo Bentivoglio, via del Borgo di S. Pietro 1, Bologna. La mostra è aperta il sabato e la domenica dalle 11.00 alle 18.00.

 

William Klein ROMA Plinio De Martiis - Mattatoio, Roma, fino al 26 febbraio 2023

Siamo negli anni 50, quella decade che ha fatto di Roma un territorio magico. Perché aveva in sé mille contraddizioni, mille stili di vita, ricchezze, povertà, squallore, sarcasmo, bonomia e raffinatezze culturali estreme. Roma era una miniatura del mondo, con un carattere così forte da dirsi unica, estrema e imprescindibile.

A raccontare questo mondo pensano due fotografi d’eccezione, mai accostati prima in un’esposizione: l’americano William Klein e il romano Plinio De Martiis. Il primo è noto, ha fatto fortuna con un libro sulla città di New York che sconvolse il pubblico e fu amato da Federico Fellini. Così quando Klein si è trovato a Roma per proporsi come assistente al regista, questi lo prese in contropiede: “ce l’ho il tuo libro, lo tengo sul comodino”.

E poi Roma diventa territorio narrativo per l’obiettivo di Klein, che la ritrae tutta, senza esclusione di colpi. De Martiis è considerato il più grande gallerista dell’epoca, ma prima è stato un fenomenale fotografo. Anche lui girava per Roma, ma amava raccontare l’Italia, giornalisticamente. Cioè, come i giornalisti raccontavano a quei tempi: senza fretta.

“Odio il mordi e fuggi”, aveva dichiarato a commento dei suoi scatti della piena del Tevere a Ponte Milvio. La sua è una storia sociale, raccontata con amore, che a Roma si concentra sui quartieri più disagiati. E poi c’è Pasolini. Questa mostra è pensata in dialogo con la figura di Pier Paolo Pasolini, al seguito del quale si muoveva Klein in quel prezioso 1956. Con De Martiis non nacque mai una vera amicizia, ma i loro sguardi, insieme, hanno dato luce alle periferie. 

A chi piacerà: agli appassionati di fotografia, a chi cerca mostre dal forte impatto curatoriale, a chi piace Pasolini.

Informazioni utili:Mattatoio, Piazza Orazio Giustiniani 4 - Testaccio - Roma. La mostra è aperta dal martedì alla domenica in orario 11.00 - 20.00. Biglietti a 8 euro.

 

Cover photo: Allestimento della mostra “Friuli: memoria, partecipazione, ricostruzione”, Piazza San Marco, Venezia, 1976. Foto Mark Smith
©Università Iuav di Venezia, Archivio Progetti, fondo Giorgio Bellavitis e Nani Valle