Dal 28 marzo al 3 aprile Milano si veste di arte contemporanea: con la Milano Art Week e con il Miart 2022: abbiamo selezionato per voi gli appuntamenti irrinunciabili

Il momento clou della Milano Art Week (che anima la città con un fitto programma di eventi) è il Miart, la fiera d’arte contemporanea allestita negli spazi di fieramilanocity dall'1 al 3 aprile, uno dei momenti più attesi dell’anno per collezionisti, artisti e semplici appassionati.

Al Miart 2022 ci saranno 151 gallerie in arrivo da 20 paesi. In scena quadri e sculture, installazioni e video, performance e design d’autore. Sarà un modo anche per pensare ad altro, dopo settimane in cui il leit motiv sono state immagini dei bombardamenti in Ucraina, di eserciti in marcia e di dolore.

Il Miart 2022 è il secondo a guida Nicola Ricciardi

La kermesse made in Italy guidata per il secondo anno consecutivo da Nicola Ricciardi ha un titolo che è tutto un programma: Primo movimento. E simboleggia l’inizio di una nuova fase, il desiderio di accelerare di un settore che oggi, dopo una positiva stagione autunnale, si sente pronto a fare un salto in avanti. Con i tempi che corrono sembra più un auspicio che qualcosa di realmente concreto, ma ci accontentiamo.

Il Miart 2022: le gallerie e gli eventi da non perdere

Dall’1 al 3 aprile, il capoluogo lombardo si trasforma in una sorta di hub dell’arte contemporanea, divenendo ben più di un succulento antipasto di ciò che avverrà di lì a poco alla Biennale di Venezia.

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Le gallerie top al Miart (e le scelte che ci incuriosiscono)

Fra le cose da non perdere per nulla al mondo, gli stand dei big, sia internazionali come Lelong & co. di Parigi e New York, Chert Lüdde di Berlino, Michel Rein di Parigi, Richard Saltoun Gallery di Londra; che italiani, come la Galleria Continua di San Gimignano, Lia Rumma di Napoli, Massimo Minini di Brescia, Franco Noero di Torino e Giò Marconi di Milano.

Ma le proposte messe sul piatto sono davvero tante.

Incuriosisce, ad esempio, quella della galleria milanese di Eduardo Secci, dove i dipinti di Daniel Crews-Chubb dialogano con le sculture di Kevin Francis Gray. Il risultato finale è un viaggio in cui figurazione e astrazione sembrano flirtare come davanti a un drink. Il pittore inglese interviene su tele ruvide, grattando e utilizzando olio, acrilico, pittura spray, sabbia, carboncino e pastello; mentre lo scultore di origine nordirlandese si concentra invece sul marmo, che plasma in modo delicatissimo come fosse zucchero filato.

Anche il progetto di Raffaella Cortese merita attenzione. All’interno del suo spazio viene offerta un’accurata selezione di opere di Francesco Arena, Silvia Bächli, Miroslaw Balka, Monica Bonvicini, Edi Hila, Roni Horn, Marcello Maloberti, Kiki Smith, Jessica Stockholder e Franco Vimercati. Il tema? L’ambiente privato e il nostro rapporto con gli oggetti, le architetture e la natura che ci circonda.

Due mostre da non perdere in città (e perché)

Ma, come detto, sarà tutta la città nel suo insieme a trasformarsi in un museo a cielo aperto. Merito della Art Week e di un calendario pieno di appuntamenti da circolato rosso. Ne scegliamo due.

Innanzitutto la mostra di Steve McQueen Sunshine State all’Hangar Bicocca dal 31 marzo al 31 luglio. Un’esperienza immersiva nel linguaggio visivo dell’artista londinese. Esposte negli ex spazio industriale dell’AnsaldoBreda poi acquisito da Pirelli, sei opere filmiche e una scultura che raccontano la carriera e l’evoluzione ventennale del regista di pellicole culto come Hunger e Shame.

McQueen ha concepito un progetto espositivo che si sviluppa sia negli spazi delle Navate e del Cubo che all’esterno. Ciliegina sulla torta, l’installazione che dona il nome all’esposizione: Sunshine State, realizzata nel 2022 e commissionata dall’International Film Festival Rotterdam, viene presentata a Milano in anteprima assoluta.

Altro appuntamento da evidenziatore fluorescente è Useless Bodies? della coppia Elmgreen & Dragset, previsto alla Fondazione Prada dal 31 marzo al 22 agosto. Una mostra mostre che occupa tremila metri quadrati di area e indaga la condizione del corpo nell’era post-industriale, dove la nostra presenza fisica sembra ormai aver smarrito la sua centralità. Davvero imperdibile.