Tra l’iconografia classica della natura morta e la rilettura in chiave concettuale dell’immagine, spicca una selezione di circa venti lavori recenti accanto a un nucleo di carte, piccoli disegni, studi preparatori e schizzi autonomi in cui l’oggetto rappresenta l’alibi per una indagine sullo spazio che ruota intorno.

Costruttore di forme uniche, maestro della sintesi e della linea pura che incornicia ogni elemento con geometrico rigore, Luca Vernizzi guarda alla realtà in cerca di una regola che disciplina il visibile.

Lo sguardo alla vita feriale, all’esistenza quotidiana; le allusioni alla sospensione del tempo nelle stanze della memoria, sono macro-temi che coronano la sua necessità primaria di dare ordine e valore alla forma pura.

Accompagna la mostra un catalogo in italiano e inglese con il testo critico di Chiara Gatti.