Nella cornice architettonica di una cisterna romana a Bergamo Alta, Spazio Volta propone una nuova installazione voluttuosa e materica che, dallo stato liquido a quello solito, sembra diffondersi e al contempo proliferare

A Bergamo Alta, nellex fontana trecentesca su cui poggia lex chiesetta di San Rocco ora sede di Spazio Volta, si stanno succedendo diverse installazioni immersive che interagiscono con lo spazio che le ospita richiamando la curiosità delle persone che sostano o transitano in Piazza Mercato delle Scarpe, pittoresco luogo di passaggio e di arrivo della funicolare da Città Bassa.

Inaugurato con levocativa opera al neon E quindi uscimmo a riveder le stelle, il progetto artistico dell’Associazione Volta trova la sua identità nella tensione tra il sottosuolo della cisterna romana del XII secolo e la grande vetrata a mezzaluna in superficie. Diversi artisti sono chiamati dal curatore Edoardo De Cobelli a darne la loro personale interpretazione. Noi vi raccontiamo gli interventi di due giovani e ispirate creative.

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Fillers by Mia Dudek

Invitata a esporre nella cornice architettonica della cisterna romana, l’artista polacca Mia Dudek si è mossa sul filo tra lorganico e linorganico, avvolgendo lo spazio con un allestimento immersivo che, dal pavimento alla vetrata, riesce a dar forma all’informe. Ne è nata lopera pervasiva, voluttuosa, proliferante Fillers, a cura di Edoardo De Cobelli e Federico Castoldi, con un testo di Orsola Vannucci Bonsi, inaugurata il 4 dicembre 2021.

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I materiali sembrano avvinghiarsi alla pietra, alle sue crepe e sporgenze; sembrano seguire una danza sensuale e metaforica mentre cambiano di stato: dal liquido, che si diffonde e penetra, al solido, che cresce e occupa spazio. Lo spazio sembra così trasmettere tanto unintimità domestica, quanto unatmosfera ambigua e inospitale.

Le opere di Mia Dudek si relazionano all’ex fontana di San Rocco: dialogano con le sue spaccature, con le sue fratture, diventando loro stesse l’escrescenza che ne fa riaffiorare la memoria, in un fruttificare che ne invade gli angoli più nascosti. I lavori dell’artista indagano la memoria debitamente custodita, la perpetuazione della storia che riemerge nel presente.

Le opere scaturiscono da una serie di processi, fisici ma soprattutto interiori, che si manifestano attraverso il silicone e il poliuretano espanso, ma anche nella ruggine, quella della vasca posizionata al centro della cisterna e quella di un rubinetto del XIX secolo. Creando un ambiente evocativo abitato da perturbanti presenze organiche e inorganiche, Mia Dudek riesce così a dar forma all’informe, che si palesa sulla ghisa e sulla pietra.

Sffsssshh by Giulia Popp

Dal 9 ottobre all'11 novembre 2021 la grande vetrata a mezzaluna di Piazza Mercato delle Scarpe rivelava unaltra installazione onirica e vibrante, increspata e ‘cristallina’ in dialogo con gli spazi scuri e cavernosi della cisterna. Come un soffio scultoreo si stagliava Sffsssshh di Giulia Poppi, a cura di Edoardo De Cobelli, con un testo di Gabriele Tosi.

Dispositivo che interagiva con la luce naturale proveniente dalla vetrata, modulandola e rifrangendola, Sffsssshh si poneva come riconfigurazione di un progetto scultoreo aperto, che assume forme diverse nello spazio che lo accoglie. Saldando piccole sfere di PETG, un materiale plastico granulare, l’artista ha creato delle volute che, a seconda della luce e della conformazione, parevano increspature ondose, nuvole di cristalli o lamelle organiche.

Dal terreno alle pareti, le volute si appropriavano dello spazio come cercando maggior luce, fino a quando, all’imbrunire, lambiente sotteraneo si illuminava e proseguiva il gioco di luce e colori generato dai raggi, rischiarando di sbrilluccichii l’opera e la piazza.

Le sculture performavano lo spazio, non nello spazio. Vibravano la luce in un gioco di incanti e rimandi di antica (e fresca) memoria, ricordando pizzi e macramè ma anche ombre ipnotiche, quelle fiabesche create dalle frasche nei boschi.