Al Palazzo del Podestà di Castell’Arquato (Borgo medievale situato in provincia di Piacenza), da sabato 8 ottobre a domenica 27 novembre, verrà allestita la mostra fotografica “Maurizio Galimberti. Uno sguardo sulla nostra storia”, promossa dall’Assessorato Cultura e Turismo del Comune di Castell’Arquato e a cura di Denis Curti

Dall’8 ottobre al 27 novembre 2022, il Palazzo del Podestà di Castell’Arquato ospita Maurizio Galimberti con la mostra Uno sguardo sulla nostra storia. La mostra presenta 30 fotografie mosaico di Maurizio Galimberti (Como, 1956), fotografo italiano tra i più conosciuti del panorama artistico italiano e internazionale ed è a cura di Denis Curti.

Galimberti si è affermato grazie alle sue composizioni a mosaico, realizzate con macchine fotografiche istantanee, nelle quali il soggetto – sia esso una persona o una porzione di città – viene scomposto in numerosi fotogrammi e ricomposto in un'immagine sfaccettata.

Nel Palazzo del Podestà

La mostra è allestita presso il Palazzo del Podestà, in Piazza del Municipio. Il palazzo presenta un mastio rettangolare duecentesco, edificato nel 1292, a cui furono poi aggiunti corpi successivi quali la torre pentagonale, l’arco sesto acuto su Via Sforza Caolzio, la "Loggetta dei Notari" e la scalinata esterna. Fu sede podestarile e dimora del conte di Santa Fiora ed è oggi sede della bella Sala Consiliare.

Il percorso espositivo

Maurizio Galimberti, conosciuto in tutto il mondo anche per i ritratti di personaggi come Lady Gaga, Robert De Niro, Johnny Depp e Umberto Eco, esplora il Secolo breve, dando nuova vita e nuovi significati agli scatti realizzati da altri autori.

Il percorso espositivo ritrae i principali protagonisti del Novecento, tra gli altri Nikita Krusciov mentre sbatte la propria scarpa sullo scranno dell’Assemblea delle Nazioni Unite, Gorbaciov, Eltsin, Falcone e Borsellino, ecc..

Il senso della scomposizione

Spiega Maurizio Galimberti: "La mia scomposizione di un fatto o di un personaggio storico è una lente d’ingrandimento per far riflettere lo spettatore sul dolore degli eventi. Sogno un mondo migliore fatto da persone che guardano alla storia per non ripetere gli errori fatti. Il progetto – ricorda inoltre Maurizio Galimberti - nasce da confronto con Paolo Ludovici, con il quale condivido una sincera amicizia e una complicità progettuale capace di rinnovarsi ogni giorno".

Un regesto storico

Dal canto suo, Paolo Ludovici, che ha prodotto l'intero lavoro, dichiara che "il mio interesse e la mia curiosità nei confronti della storia avevano bisogno di una sorta di regesto. Mi ero sempre immaginato di costruire un contenitore della memoria per non dimenticare e, soprattutto, per comprendere meglio il presente".

Galimberti predilige raccontare le tragedie del ‘900 attraverso i volti dei più piccoli, quasi fossero dei profughi dei sogni, in urgenza di un futuro che appare arduo se non impossibile da affrontare: in mostra le drammatiche immagini dei bambini di Auschwitz, della Cambogia di Pol Pot, del Vietnam, di Srebrenica, o ancora dei piccoli migranti morti su una spiaggia o separati dai genitori sul confine tra Stati Uniti e Messico, o che cercano salvezza tra le braccia dei soldati.

Un campionario di eventi memorabili

"Con questo nuovo progetto – afferma il curatore Denis Curti – il nostro Instant Artist prende in analisi alcune icone della nostra storia recente e, attraverso la poetica del ready made, restituisce nuova forza a quelle immagini così conosciute e, forse, fin troppo radicalizzate.

Visti tutti insieme – prosegue Curti – questi mosaici appaiono subito come un campionario di eventi memorabili e ampiamente storicizzati e che qui, grazie all’intervento di rilettura di Galimberti, si trasformano in vere e proprie reliquie contemporanee. Galimberti sembra voler entrare con tutto se stesso in quelle storie e ci offre occhi nuovi, sguardi sgomenti capaci di farci riflettere".

Tra sperimentazioni ready-made e mosaici fotografici

Sottolinea l’Assessore alla Cultura e Turismo e direttore di INTERNI Gilda Bojardi: "Con piacere diamo spazio all’Artista fotografo Maurizio Galimberti, che dopo un primo esordio nel mondo della fotografia analogica con l'utilizzo di una fotocamera ad obbiettivo rotante, dal 1983 focalizza il suo lavoro sulla Polaroid, anche come fotografo della nostra rivista.

Conosco Galimberti fin dall’esordio della sua carriera – continua Gilda Bojardi – e con piacere sono stata testimone della sua crescita professionale. Nel tempo, la sua creatività lo ha portato dall’utilizzo della Polaroid Singola, a sperimentare il ready-made e a reinventare la tecnica del Mosaico Fotografico, utilizzando le nuove tecniche di Fujifilm.

Siamo lieti di ospitare a Castell’Arquato una mostra a lui dedicata, dopo una prima edizione al Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano".