Accanto a progetti storici, nove designer interpretano il bicchiere realizzato in vetro di Murano come oggetto funzionale, come manufatto ma anche come gesto, conviviale e non solo

Il bicchiere inteso come oggetto duso, quotidiano o per occasioni speciali, come manufatto artigianale, oppure opera da collezionare, e come gesto. È il bicchiere in vetro, in tutta la sua semplicità stimolante, il tema progettuale, creativo e produttivo, di Forme del bere, mostra a cura di Elisa Testori, esposta fino al 31 dicembre 2022 sull’isola di Murano, a Venezia, presso InGalleria di Punta Conterie, hub poliedrico, culturale ed enogastronomico, votato alla narrazione e divulgazione d’arte del vetro.

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Due sezioni: pezzi storici e contemporanei realizzati ad hoc

Idealmente divisa in due sezioni – una calata nel contemporaneo con nove bicchieri disegnati per l’occasione da altrettanti progettisti e realizzati a Murano e una riferita alla storia del bicchiere del XX secolo, che mostra un possibile lessico di riferimento in cui convergono progetti di maestri del design internazionali e di produttori muranesi, italiani ed europei – la mostra testimonia, attraverso una cinquantina di forme del bere, alcune tra le valide modalità di declinare un piccolo oggetto della quotidianità.

Ogni designer una tipologia di bicchiere

Lorenzo Damiani, Giulio Iacchetti, Astrid Luglio, Martinelli Venezia, mischer'traxler studio, Luca Nichetto, Philippe Nigro, Ionna Vautrin, Zaven sono i nove designer invitati a progettare ognuno una diversa tipologia di bicchiere: il set acqua-vino-digestivo, un bicchiere dedicato all’acqua, un bicchiere per il vino della casa, la coppia acqua e vino, il boccale da birra, la coppetta da cocktail, la coppa da champagne, il bicchiere da whisky e il tipetto, il calice veneziano.

 

Esercizi formali, materici e rituali

I nove designer coinvolti hanno generato nuove idee, proposte e invenzioni capaci di toccare, così nelle parole della curatrice, “le abitudini e i riti intorno all’oggetto, il valore del suo contenuto, l’esercizio formale, il significato di un gesto, la materia e il suo processo di lavorazione, la costruzione e la (ri)definizione dei componenti conosciuti”. Il tutto avvalorato dalla complice abilità dei maestri vetrai e dalle competenze tecniche delle vetrerie e dei laboratori muranesi.

Sperimentazioni del XX secolo

La selezione di pezzi storici comprende bicchieri in serie, in piccola serie e fuori serie che illustrano le storie di alcuni protagonisti tra i maestri, i distretti e le ditte che hanno sfidato i limiti formali, quelli della materia vetrosa, sperimentando e innovando con tecniche e lavorazioni, senza mai tradire l’utilizzo primario di oggetto da tavola.

Pochi vincoli progettuali per un ampio ventaglio creativo

I pochi e specifici vincoli progettuali del bicchiere hanno trovato terreno fertile tra designer industriali, artisti e maestri artigiani stimolando produzioni molto diverse, non solo in termini realizzativi, ma anche di utilizzo: quotidiano, per le occasioni speciali o da collezione.

I maestri del XX secolo

Ecco allora che in esposizione compaiono i nomi di un ampio ventaglio creativo che ha saputo unire al meglio design e sapienza produttiva: Guido Balsamo Stella, Achille Castiglioni, Aldo Cibic, Joe Colombo, Piero Fornasetti, Kaj Franck, Johanna Grawunder, Rikke Hagen, Joseph Hoffmann, Richard Hutten, Adolf Loos, Vico Magistretti, Angelo Mangiarotti, Alessandro Mendini, Carlo Moretti, Yoichi Ohira, Peter Pelzel, Gio Ponti, Roberto Sambonet, Alvaro Siza, Ettore Sottsass, Lino Tagliapietra, Matteo Thun, Carlo Tosi “Caramea”, Tapio Wirkkala, Marco Zanuso.

I progetti dei designer editati in serie limitata

Il brindisi protettodi Damiani

Allatua, disegnato da Lorenzo Damiani è un boccale da birra che gioca con i riti e le abitudini contraddistinguono da un lato il classico bricco bavarese e dall’altro i manufatti di vetro muranese, preziosi e da maneggiare con cautela. Progetto ironico Allatua invita al gesto tipico di un fragoroso Prosit! da mettere in atto, però, con un adeguato dispositivo di protezione adatto alla salvaguardia del vetro: un paracolpi su misura realizzato con del legno di bricola.

Il tipetto di Nichetto

Amurius di Luca Nichetto rende omaggio all’isola del vetro nel pensiero, nella forma e nella tecnica concentrando la sua ricerca sul tipetto. Sette bevanti di diverso tipo – come sette sono le isole che compongono Murano – sono uniti tra loro da un unico, lungo stelo che fa da immaginario ponte di collegamento. L’attenta composizione di volumi e toni fa sì che i calici appaiano come infilati uno dentro l’altro.

La riflessione sull’acqua potabile di mischer'traxler studio

Access di mischer'traxler studio prende spunto dal tema “bicchiere dedicato all’acqua” per una riflessione sulla disponibilità e sull’accesso all’acqua potabile. Composto da un set di sei pezzi, intende portare un messaggio sulla tavola e oltre: ogni bicchiere è progettato e costruito per evidenziare, nella sua capienza, la diversa disponibilità di acqua pulita in alcune aree geografiche.

Ciascun bicchiere è composto da una base e da una coppa, il cui rapporto varia in altezza a seconda dei dati relativi all’acqua di zone specifiche. Il bevante, trasparente, in vetro pulegoso a bolle, accoglie la quota potabile a disposizione; la base, con le sue due ‘torbide’ texture molate, rivela la percentuale delle risorse idriche non sicure e delle acque superficiali non trattate in quella parte del mondo. Una sottile incisione riporta i dati in percentuale e l’area geografica.

La soluzione unica di Nigro per acqua e vino

Bluin di Philippe Nigro risolve il rapporto tra il bicchiere d’acqua e quello da vino con una forma che si presenta come unica e, a sorpresa, ne accoglie e disvela due, pronte all’uso in un gesto nuovo. Se solitamente la coppia acqua e vino si presenta sulla tavola da separata, Bluin è composto da due parti complementari che si integrano in un unicum tra forma e significato, sottolineato dalla trasparenza del vetro color bluin.

Il vino da osteria di Martinelli Venezia

Oste di Martinelli Venezia è un bicchiere che unisce due forme per generarne una nuova, espressamente dedicata al vino da osteria: la tipologia Amalfi, tra i più comuni bicchieri da banco di produzione industriale, e un classico calice a tulipano. In questa forma inedita la coppa del bicchiere si fa più ampia e il bordo del bevante si stringe, per enfatizzare colori e aromi. Il fusto soffiato, inoltre, si fonde con una base solida dalle molature opache che rivela con evidenza il gesto artigiano.

La fontaine di champagne di Ionna Vautrin

Champagne! di Ionna Vautrin aggiornare i codici di un rito intramontabile ripensando la classica coppa come una piccola architettura festosa: la fontaine di champagne. In omaggio all’effervescenza del contenuto, la coppa in vetro a bolle è sostenuta da un piede dentellato i cui archi si relazionano con i bicchieri sottostanti.

I tre calici in essenza di Iacchetti

Tri di Giulio Iacchetti si sviluppa attorno a una forma cilindrica che si muove leggera lungo il suo asse centrale e si ferma ad altezze diverse per dare vita a tre calici dalla capacità differenziata, pensati per acqua, vino e digestivo. Il progetto si presenta come unefficace riflessione sulla riduzione formale dell’oggetto bicchiere. La pulizia del disegno viene sottolineata dalla trasparenza del vetro, lavorato a lume, che rivela il ‘meccanismo’ del calice ponendo in evidenza tutti i suoi componenti.

Il bicchiere da whisky basculante di Astrid Luglio

Tulipe di Astrid Luglio propone un bicchiere da whisky insieme a uno per l’acqua, insieme, in un set pensato per un momento di degustazione lento e riflessivo. Il classico bicchiere a tulipano per il whisky perde qui la sua base stabile per farsi basculante e assumere al contempo un delicato aspetto femminile, tra la sensualità della forma e il delicato tono di colore.

La sottile e vivace canna di vetro colorato di Zaven

La coppetta da cocktail Filo di Zaven è resa dinamica da un una sottile canna di vetro colorato che percorre il bicchiere dal bordo del piede per risalire, farsi stelo, proseguire fino al bevante e poi oltre, quasi a sembrare una vivace cannuccia.