Il rapporto tra scienza e filosofia lungo un percorso espositivo multimediale di luci, musica, immagini, personaggi e voci. Una narrazione immersiva tra testi teatrali e video in una scenografia che scandisce il tempo dal mito alla scienza contemporanea. A Trento, Palazzo delle Albere - Fino al 5 giugno 2022

Logica, analisi concettuale, argomentazione rigorosa sono per tradizione storica alcuni nodi che scienza e filosofia hanno in comune per loro natura. A differenza degli scienziati, i filosofi hanno tuttavia sempre utilizzato questi strumenti con una maggiore libertà e spesso questa libertà si è trasformata in un contributo importante alla base di tante scoperte scientifiche. Per i sommi filosofi del periodo classico, Socrate, Platone e Aristotele, tra le due discipline esisteva affinità, dato che la filosofia, in quanto metafisica e teologia, era anche scienza. In epoca moderna, la scienza ha iniziato a indagare la natura tramite strumenti matematici, avvalendosi di un metodo sperimentale e non più deduttivo come nel periodo classico e ha cominciato progressivamente ad allontanarsi dalla scienza. Semplificando al massimo, il problema è oggi come recuperare una cooperazione che ha sempre garantito esiti fecondi. Un interessante contributo è offerto dalla mostra “Il viaggio meraviglioso tra scienza e filosofia”, un viaggio nel tempo illuminato da bellezza, amore, pensiero. Firmata dal filosofo e presidente di MUSE Stefano Zecchi, è un omaggio alla filosofia, dal 2002 patrimonio mondiale dell’umanità per UNESCO.

Il percorso espositivo, al primo piano del Palazzo delle Albere, da un’idea di Stefano Zecchi e a cura di Beatrice Mosca, con progetto di allestimento e design della luce a cura dell’architetto Silvio De Ponte | De Ponte Studio Architects, apre al visitatore le porte della conoscenza attraverso un cammino nel tempo: dalle simbologie del mito e dal logos alle origini della filosofia, all’incanto della fede, all’armonia dell’umanesimo sino alla nascita della scienza moderna e al cosmo con i grandi interrogativi contemporanei sullo spazio e sul tempo. Un viaggio che dalle narrazioni mitiche che raccontano il senso della vita e della morte, del divino e dell’umano giunge fino ai nostri tempi.

Dal mito classico si entra nell’epoca che indaga il fondamento razionale della conoscenza di ciò che è terreno e divino, per poi procedere lasciandosi alle spalle la tradizione classica e aprendosi alla modernità. La cultura umanistica inaugura nuovi orizzonti del sapere ereditati dalla scienza moderna di Galilei, Cartesio, Newton in un dialogo complesso e conflittuale con il pensiero filosofico e teologico. Al termine del viaggio, l’ingresso nella contemporaneità rappresenta un ritorno simbolico all’origine della civiltà occidentale.

Il visitatore troverà in ogni stanza la rappresentazione del viaggio dell’uomo, immerso in un racconto visivo di parole, immagini, musica, luci, voci, installazioni evocative. Una messa in scena come opera totale pensata e costruita mediante scenografie curate dall’architetto Silvio de Ponte, in armonia con il court métrage teatrale, per la regia di Cesare Cicardini e la collaborazione del Piccolo Teatro di Milano. L’alternanza dei punti d’osservazione di proiezioni e scene nelle stanze, anche attraverso l’uso di schermi sovrapposti in scomposizione, con il supporto delle parole scritte alle pareti e di scenografie evocative, rendono il percorso dinamico.

Al piano terra del Palazzo delle Albere, i visitatori potranno accedere all’area didattica di approfondimento curata dalla professoressa Francesca Marelli. Touch screen e schermi video, con l’allestimento di uno spazio di accoglienza, saranno a disposizione di tutti i visitatori e delle scolaresche, per approfondire i temi della mostra espositiva.