Dalla mostra di FontanaArte a Venezia agli hotel di Carlo Scarpa e Paola Navone a Firenze, dalle micro gallerie indipendenti alle grandi esposizioni romane, ecco gli appuntamenti e i luoghi da scoprire tra luglio e settembre

Per chi approfitta delle vacanze estive per visitare le più belle città d’arte italiane, sono numerosi i luoghi e gli eventi ad alto tasso di design da scoprire.

Dalle maxi esposizioni alle microgallerie indipendenti, dalle biennali alle rassegne sperimentali, fino ai padiglioni temporanei in giardini seicenteschi mozzafiato, ecco gli indirizzi dove andare (e in cui perdersi).

Procuratie Vecchie, piazza San Marco, Venezia

C’è una grande novità in piazza San Marco a Venezia. Sono le Procuratie Vecchie, uno degli edifici simbolo della città lagunare, che dallo scorso aprile hanno aperto per la prima volta le porte al pubblico, dopo cinquecento anni dalla loro fondazione, e dopo cinque anni di restauri.

Il complesso, voluto dal doge Andrea Gritti nella prima metà del Cinquecento, è stato recuperato dall’architetto David Chipperfield con il suo studio milanese, diventando un hub di lavoro, un luogo aperto ai cittadini con un auditorium per eventi, una caffetteria con libreria e spazi di co-working.

Il terzo piano ospita la sede di The Human Safety Net, la fondazione di Generali che ha l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita dei più deboli e i vulnerabili, in uno spazio di 3mila metri quadrati allestito da Migliore+Servetto, con la direzione artistica di Davide Rampello, dove è possibile visitare la mostra A world of potential di Orna Cohen.

Il plus: si può destinare metà del prezzo del biglietto per sostenere le attività di The Human Safety Net.

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FontanaArte, le Stanze del Vetro, Venezia

Fino al 31 luglio, le Stanze del Vetro della Fondazione Giorgio Cini (Isola di San Giorgio Maggiore) ospitano FontanaArte.

Vivere nel vetro, la mostra curata da Christian Larsen, che offre una retrospettiva critica sugli arredi in vetro della leggendaria azienda milanese, attraverso una scansione del repertorio creativo e dei periodi di produzione dei quattro grandi direttori artistici: Gio Ponti, Pietro Chiesa, Max Ingrand e Gae Aulenti.

L’allestimento, firmato da Massimiliano Locatelli, include 85 pezzi fra i più esemplari della produzione di FontanaArte, realizzati in vetro in lastre, un materiale industriale lavorato da tanti designer e artisti che hanno collaborato con il marchio nel corso dei suoi 90 anni di storia.

Un interessante excursus non solo sull’azienda ma, più in generale, sul modo di lavorare il vetro nei decenni, raccontato anche con il supporto di cinegiornali e filmati.

La Biennale Arte, Venezia

Non un appuntamento strettamente di design, ma un maxi evento imperdibile se si è in tour a Venezia: è la 59esima Esposizione Internazionale d’Arte curata da Cecilia Alemani dal titolo Il latte dei sogni, fino al 27 novembre tra il Padiglione centrale, i Giardini e l’Arsenale.

Una rassegna che raduna ben 213 artiste e artisti provenienti da 58 nazioni, di cui 26 italiani, 1433 opere esposte, 180 debutti, 80 nuove produzioni e 81 padiglioni.

Forme del bere, InGalleria, Punta Conterie, Murano

Concepito quale progetto totale, InGalleria di Punta Conterie a Murano è uno spazio fluido in cui design, arte del vetro, arti visive ed enogastronomia si compenetrano dando vita a inedite visioni cross-industry.

Tra le mostre in corso, Forme del bere a cura di Elisa Testori, fino al 31 dicembre, un’esposizione che mette al centro il bicchiere come tema progettuale e oggetto del quotidiano. Una rassegna che, come suggerisce il titolo, ripercorre le varie forme del bere dal XX secolo fino al contemporaneo, mettendo in scena piccole serie, e fuori serie, dei maestri come Achille Castiglioni, Vico Magistretti, Alessandro Mendini, Ettore Sottsass, Gio Ponti, Joe Colombo, Piero Fornasetti, solo per citarne alcuni.

Accanto ai pezzi storici, in scena anche servizi, boccali, coppe, bicchieri da whisky (e molto altro) ideati per l’occasione dai nove designer, cioè Lorenzo Damiani, Giulio Iacchetti, Astrid Luglio, Martinelli Venezia, mischer’traxler studio, Luca Nichetto, Philippe Nigro, Ionna Vautrin e Zaven.

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Gli Uffizi di Firenze

Se si è in visita a Firenze, tappa obbligata agli Uffizi, uno dei musei più famosi al mondo per le straordinarie collezioni di sculture antiche e di pitture, capolavori assoluti dell'arte di tutti i tempi, come le opere di Giotto, Piero della Francesca, Botticelli, Leonardo, Raffaello, Michelangelo, solo per citarne alcuni.

Dal punto di vista architettonico, il maestoso edificio degli Uffizi è una delle realizzazioni italiane più importanti del Cinquecento, voluto dal Duca di Firenze Cosimo I de’ Medici e progettato da Giorgio Vasari come unica sede delle magistrature della città, ovvero gli uffici, gli 'uffizi' per i fiorentini di allora.

Una costruzione moderna e imponente, che sostituisce un pezzo della vecchia città medioevale fatta di torri e case minori, con un inserimento urbano del tutto diverso, innovativo, ampio e luminoso, e ancora oggi incredibilmente attuale e suggestivo.

Manifattura Tabacchi, via delle Cascine, Firenze

Un luogo che si trasforma e rinasce: è la Manifattura Tabacchi, ex fabbrica di sigari fiorentina, che sta vivendo un intenso processo di riqualificazione urbana, con il recupero dell'originaria sede produttiva per dare vita a spazi commerciali, aree hospitality, centri culturali e residenziali.

In particolare, all’interno di due edifici storici estesi su 400 metri quadrati sono state ricavate 45 unità abitative ad alto tasso di design firmate da Patricia Urquiola e dallo studio fiorentino q-bic, con loft d’ispirazione industriale e appartamenti spaziosi e luminosi, che verranno ultimati entro dicembre 2023.

Ricco, inoltre, il programma estivo della Manifattura, con ingresso libero e gratuito, animato da workshop, skate park, street food, cinema en plein air, musica, teatro ed esposizioni.

Tra le mostre in corso, Piazze. Fenomenologie dell’inatteso, a cura di Orizzontale, fino al 7 settembre nel Giardino della Ciminiera, una raccolta delle piazze di oggi, da quelle più classiche ai layout sperimentali.

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Grand Hotel Minerva, piazza di Santa Maria Novella, Firenze

Un soggiorno d'autore: è il Grand Hotel Minerva di Firenze, uno degli alberghi più storici della città, ampliato tra gli anni Cinquanta e Sessanta dal maestro veneziano Carlo Scarpa e dal fiorentino Edoardo Detti.

Il tocco dei due architetti è tutt'oggi ben presente, mantenuto vivo grazie a un attento lavoro di restauro conservativo voluto dall’hotel e firmato dall’architetta Piera Tempesti Benelli, che ha scelto di continuare, nelle parti mancanti, il pavimento scarpiano utilizzando gli stessi marmi della stessa cava scelta da Scarpa e Detti nel '58, e di recuperare gli arredi, come le sedie, originali di Scarpa, restaurate e foderate con velluto Rubelli.

25Hours Hotel, piazza San Paolino, Firenze

Un altro soggiorno d’autore a Firenze: il 25Hours Hotel Piazza San Paolino, frutto del recupero architettonico di GLA, Genius Loci Architettura, in quello che un tempo era il Monte dei Pegni della Cassa di Risparmio di Firenze, con 66 camere ospitate nell’antico monastero annesso alla chiesa di San Paolino.

A sorprendere, soprattutto, sono gli interni, immaginati dall'eclettica Paola Navone e ispirati alla Divina Commedia, con numerose citazioni dell’universo dantesco, come lo chandelier della camera da letto decorato con cartellini con i nomi dei peccatori dell’Inferno, o come la scritta Welcome to hell che campeggia ironica a parete dietro il letto.

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Maxxi, via Guido Reni, Roma

A Roma la mecca per gli appassionati di design e architettura è il Maxxi, il museo nazionale delle arti del XXI progettato da Zaha Hadid e inaugurato nel 2010.

Tra gli eventi in corso, fino all’11 settembre, Buone Nuove. Donne in architettura, una mostra curata da Pippo Ciorra, Elena Motisi ed Elena Tinacci.

Un viaggio nell’evoluzione al femminile della professione di architetto, che racconta dalle pioniere di inizio Novecento alle archistar di oggi, da Signe Hornborg, prima donna al mondo a laurearsi in architettura, a Helsinki nel 1890, a Zaha Hadid, prima architetta a ricevere nel 2004 il prestigioso Pritzker Prize, da Norma Merrick Sklarek, prima afroamericana ad avere accesso alla professione nel 1954, a icone del design modernista come Charlotte Perriand e Eileen Gray.

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Museo Nazionale Romano, Palazzo Altemps, via di Sant’Apollinare, Roma

Fino al 4 settembre, il Museo Nazionale Romano nella suggestiva cornice di Palazzo Altemps ospita 10 Viaggi nell’architettura italiana, una mostra a cura di Matteo Balduzzi, Alessandra Cerroti e Luciano Antonino Scuderi, con il Museo di Fotografia Contemporanea e Triennale Milano.

"Frutto di una felice e proficua collaborazione tra istituzioni diverse, la mostra, allestita nel cortile di Palazzo Altemps, instaura un inedito dialogo tra l’architettura contemporanea, illustrata dalle immagini dei giovani fotografi, e l’architettura storica del palazzo rinascimentale", spiega Stéphane Verger, direttore del museo.

La mostra raccoglie una selezione di 108 immagini realizzate da fotografi under 40 lungo dieci itinerari che attraversano la penisola e raccontano la varietà del patrimonio architettonico contemporaneo italiano, documentando 250 architetture, dai capolavori riconosciuti agli edifici più sorprendenti e meno noti.

Festival des Cabanes, Villa Medici, viale della Trinità dei Monti, Roma

Festival des Cabanes, alla prima edizione, invita il pubblico questa estate, e fino al 2 ottobre, a visitare i padiglioni realizzati da architetti, artisti e studenti negli splendidi giardini di Villa Medici, un edificio risalente al XV secolo circondato da un parco di sette ettari sul colle Pincio, nel cuore di Roma, sede dell’Accademia di Francia.

I quattro padiglioni sono a forma di 'capanna', caratterizzati da strutture leggere prefabbricate in legno, facili da smantellare e riutilizzare, costruiti in pochi giorni per la maggior parte con legno di riuso; padiglioni che, al di là del puro aspetto installativo, rappresentano dei modelli a cui ispirarsi per un nuovo modo di vivere e abitare sostenibile e modulare.

Swing unique, via della Penna, Roma

Tra le nuove gallerie da scoprire a Roma c’è Swing unique, la sede romana della Swing Design Gallery di Benevento fondata da Angela da Silva nel 2011.

Uno spazio inedito, perché non si accede all’interno, ma le collezioni vengono esposte nella vetrina fronte strada, visibili dunque sia di giorno che di notte.

Fino al 4 agosto, protagonisti della vetrina sono i vasi Volcanos della designer e artista franco-russa Alissa Volchkova, per tutto il mese di agosto ci sarà Lucia Massari con i suoi piatti Strata, e a settembre sarà la volta di Sara Ricciardi.

"Voglio raccontare e produrre la ricerca di designer contemporanei emergenti, molti notati nelle scuole più specializzate in Europa", racconta la fondatrice Angela da Silva. "Sono sempre stata affascinata dalle storie che ci sono dietro i progetti e gli oggetti, e soprattutto dalle infinite possibilità dei materiali. Ho una formazione di arte contemporanea, da qui la mia predilezione per progetti dove l'aspetto concettuale e narrativo sia predominante".

La galleria produce collectible design, esemplari unici, talvolta piccole edizioni numerate, "progetti autoprodotti dagli stessi designer, ma spesso realizzati in collaborazione con maestranze artigianali, come la collezione Softwood di Lucia Massari creata con Tappezzerie Druetta, oppure come la linea in ottone Sabba di Sara Ricciardi, prodotta con Silver Tre Travignati".

Casa Balla, via Oslavia, Roma

Dopo il grande successo di pubblico, prosegue l’apertura speciale di Casa Balla, la residenza futurista dove Giacomo Balla (1871-1958) visse e lavorò dal 1929 sino alla morte.

La strabiliante abitazione è visitabile fino al 31 dicembre 2022, con apertura da giovedì alla domenica, e l’accesso è permesso solo con visite guidate preacquistando il biglietto online, o presso la biglietteria del Maxxi in via Guido Reni.

Una casa intesa e immaginata come una grande opera d’arte, un laboratorio caleidoscopico di sperimentazione con pareti dipinte, mobili e utensili decorati, quadri e sculture, dove Balla aveva persino disegnato i suoi abiti e quelli della sua famiglia per coordinarsi con il tutto.