Il Circolo del Design di Torino racconta l’umanizzazione della tecnologia attraverso una mostra dedicata a Interaction Design Institute di Ivrea che dà il via a un ciclo di appuntamenti e approfondimenti

Che percorsi compiono i nostri dati online? Quale spazio stanno assumendo nelle nostre vite i luoghi virtuali che abitiamo? Quanto mediamo le nostre emozioni tramite i device? Quanto le tecnologie possono rappresentare lo strumento di progetto a favore del pianeta? E ancora, cosa può fare il design?

Sono queste le domande alla base di Humanizing technology, il programma culturale del Circolo del Design di Torino che, da maggio a settembre, vedrà confrontarsi ospiti nazionali e internazionali in un ricco palinsesto di talk, lectio magistralis, workshop, film e performance artistiche.

Umanizzazione della tecnologia

Il primo appuntamento è la mostra Easy as a kiss. Humanizing technology through design dedicata a Interaction Design Institute di Ivrea, che ripercorre le tappe fondamentali della scuola di alta specializzazione, nata a Ivrea in collaborazione con Olivetti, che fino al 2005 ha contribuito allo sviluppo e alla diffusione dell’interaction design. L'esposizione apre l'ampia programmazione del Circolo del Design che si compone di più di 45 appuntamenti e coinvolge più di 70 tra designer, ricercatori, ingegneri, filosofi, artisti, registi che si confrontano, sia in presenza sia online, sul tema dell’umanizzazione della tecnologia, mettendo in campo conoscenze, esperienze e competenze diverse per contribuire a inquadrare il fenomeno nella sua complessità.

Accelerazione digitale

Nell’ultimo anno la tecnologia si è fatta strada in modo ancora più dirompente nella nostra quotidianità, influenzando tanto la sfera professionale quanto quella privata, sollevando con maggior forza quesiti etici e impattando con grande rilevanza sul contesto economico, sociale e culturale. L’umanizzazione della tecnologia è oggi, la grande sfida che il progresso tecnologico sta affrontando dal punto di vista etico, economico, sociale e ambientale, sfida resa particolarmente evidente dalla situazione pandemica, con la sua imposta accelerazione digitale, le sue limitazioni fisiche e di conseguenza le nostre rinnovate abitudini di consumo, di relazione e di fruizione di servizi.

Un approccio dell'Interaction design incentrato sul pianeta

Con Humanizing Technology, il Circolo del Design pone l’attenzione su un tema che nei prossimi anni avrà sempre più rilevanza e che necessita di una rifondazione del pensiero e delle pratiche sviluppate attorno all’utilizzo delle tecnologie e al modo in cui l’uomo interagisce con esse. Proprio come i designer industriali modellano la quotidianità attraverso gli oggetti che progettano per case e uffici, così i designer dell’interazione danno forma alle nostre vite con tecnologie interattive per il lavoro, il gioco, la socialità, i servizi pubblici. Il design, e in particolare l'interaction design, è uno strumento fondamentale per la creazione di esperienze e servizi digitali progettati mettendo l'uomo al centro del processo, che in una prospettiva più ampia, oggi ineludibile, significa anche passare, come sostiene Jan-Christoph Zoels da un approccio progettuale incentrato sulle persone a un approccio incentrato sul pianeta”.

Ivrea al centro del mondo dellinnovazione

Ed è proprio il designer Jan-Christoph Zoels a curare Easy as a kiss. Humanizing technology through design. Vision, story and impact of Interaction Design Institute Ivrea, la prima mostra a carattere storico ospitata e prodotta dal Circolo del Design che, attraverso la raccolta di documenti d'epoca e la produzione di testimonianze inedite, ricostruisce la vita di una delle primissime scuole al mondo a formare figure professionali dedicate a progettare l’interazione tra l’uomo e le tecnologie, creando così il primo archivio, fisico e digitale, dedicato all'istituto.

Una vicenda che all’inizio del millennio ha posto la città eporediese al centro della mappa mondiale dell'innovazione, combinando modelli sperimentali di didattica e avanguardia progettuale con la cultura olivettiana, attraendo talenti da tutto il mondo e fondando un nuovo modello formativo i cui ingredienti erano: una combinazione di competenze umanistiche e scientifiche, sperimentazione libera e aperta, scambio vicendevole di conoscenze e competenze e collaborazione con aziende italiane ed estere. Qui sono nati progetti tutt’ora utilizzati e divenuti universali, come Arduino e Processing, e si è formata la disciplina che ha reso possibile i servizi che tutti i giorni utilizziamo, come il car sharing, i pagamenti tramite app e le prenotazioni di servizi online.

Qual è il futuro dell’interaction design?

Da giovedì 17 a sabato 19 giugno, presso le OGR Torino, è in programma il convegno Humanizing technology through design. Attraverso le voci di designer, aziende del settore, ricercatori e istituzioni, si articola in sei sessioni – etica e tecnologia, servizi pubblici, intelligenza artificiale, salute, mobilità, educazione – con l’obiettivo di fornire nuove visioni e strumenti di innovazione.

La riflessione si apre online con What’s the future of Ixd?, un video inedito che raccoglie i contributi di 10 tra i più rilevanti nomi internazionali del panorama dell’interaction design. Tutti rispondono a un’unica domanda: qual è il futuro dell’interaction design? E quindi, come si può progettare una migliore interazione con le tecnologie? Dieci background diversi, differenti per provenienze, ruoli, formazione e generazioni portano inedite visioni e riflessioni sul tema.