Con una lectio magistralis di Gilda Bojardi, testimonial dell’Italian Design Day 2024, e una tavola rotonda con 5 architetti e 5 imprenditori al Consolato Generale Italiano, INTERNI ha portato la cultura del progetto italiano a New York

Si respirava un'aria da FuoriSalone a New York durante la  NYCxDesign e non era un'impressione.

La presenza capillare del Sistema Interni - con la guida BIG ITALY NEW YORK e il suo dispiegamento di forza comunicativa fatto di bandiere, segnali in vetrina e distribuzione copie in Fiera al Javits Center e nelle showroom - ha effettivamente portato nella Grande Mela l'atmosfera tipica del FuoriSalone milanese.

Un'ottima notizia per i brand italiani e per il pubblico degli appassionati di design che, proprio come avviene con l'iconica Guida FuoriSalone a Milano, hanno potuto orientarsi grazie al nuovo format BIG ITALY NEW YORK tra i tanti appuntamenti, incontri, talk, presentazioni di nuovi prodotti organizzati da 50 marchi e showroom in città. Dove, è bene ricordarlo, sono accorse anche tante delle 500.000 persone che hanno frequentato Milano dal 15 al 28 aprile per promuovere il Sistema Design Italia.

Dalla serata inaugurale di Big Italy NY con ICFF / Interni Design Night e NYCxDesign , il 17 maggio, nell’area di NoMad e di Madison all’Evento di Interni al Consolato Italiano al 690 di Park Avenue, il 20 maggio, si sono visti i raggruppamenti e le “code” tanto riconosciute e “invidiate” a Milano.

Come Milano per l’Italia e per l’Europa, New York diventa un hub per tutta l’America per professionisti, developer e appassionati di Design e Architettura: nuove tendenze, idee innovative e progetti creativi nel campo del design, mostre e presentazioni di prodotti, conferenze, workshop e contest che coinvolgono designer emergenti e affermati.

Un contenitore culturale e di prodotto in cui i partecipanti hanno l'opportunità di scoprire nuovi talenti, stringere relazioni professionali e avere ispirazione da diverse prospettive nel mondo del design.

L’Evento Big Italy NY al Consolato Generale Italiano è stato uno degli highlights della kermesse con più di 300 accrediti e la possibilità, per chi è riuscito a entrare nella splendida sede di Park Avenue, di immergersi nell’atmosfera vibrante e creativa del sistema Design. Prima attraverso la lectio magistralis di Gilda Bojardi, e poi con uno sparring culturale tra cinque architetti e cinque imprenditori provenienti sia dall’Italia che dagli Stati Uniti.

La lectio del direttore di Interni è stata una breve ma intensa storia del Design Italiano attraverso la Matrice delle pagine di 70 anni di Interni e il “filtro” del FuoriSalone, palestra culturale e sperimentale attraverso la quale poter guardare al futuro. Architetture effimere per leggere il contemporaneo: ricerca, visione, incroci di culture e saperi differenti.

Il contributo di Gilda Bojardi è stato preceduto dai saluti del Console Fabrizio De Michele e da un sentito ed emozionante speech di Marva Griffin Wilshire, Ambasciatrice del Salone del Mobile, che ha sottolineato l’importanza del lavoro di Interni e del FuoriSalone nella promozione del Sistema Design Italia.

Il talk che ha seguito la lectio è stato un incontro coinvolgente, che ha permesso al pubblico di interagire con architetti, designers e imprenditori di fama internazionale e apprezzare le connessioni che esistono tra lavori apparentemente differenti ma accomunati da un principio universale: la ricerca del bello attraverso principi di sostenibilità ed economia circolare.

Il punto di partenza della riflessioneIn un'epoca in cui il peso della massa antropica supera quello della biomassa (il peso di tutti gli esseri viventi del pianeta, compresi piante e animali), è evidente che ogni nuovo prodotto deve riflettere una profonda consapevolezza ambientale. Non solo nella scelta dei materiali, ma anche in termini di imballaggio e trasporto di ogni nuovo oggetto, adottando la logica dell'economia circolare, del riuso e del riutilizzo di componenti e sostanze, per raggiungere una vera sostenibilità. Gli stessi principi valgono per l'architettura e le discipline ad essa collegate: pratiche, materiali, trasporti e consumi devono rispondere a un ragionamento circolare. Proprio come indicato nel tema dell'Italian Design Day 2024: Il Valore della Manifattura: inclusività, innovazione e sostenibilità.

Minimo comune denominatore: il dialogo tra culture per arrivare ad avere un linguaggio comune.

La discussione è stata costruita su 5 parole, espressioni delle tematiche fondative della cultura del progetto contemporanea e discusse dagli architetti e dagli imprenditori che sono stati invitati a intervenire: Dialogo, Tailor-made, Cultura del lavoro, Innovazione e traduzione del valore, Dal prodotto al progetto e viceversa.

Parlando di dialogo, Carlotta De Bevilacqua CEO di Artemide e Kai-Uwe Bergmann di Bjarke Ingels Group hanno sottolineato il valore dello scambio tra le due culture.

In particolare De Bevilacqua ha citato Ernesto Gismondi fondatore della storica azienda di illuminazione come una delle figure più importanti nella relazione tra i diversi linguaggi del design italiano, il radical design (Sottsass) e l’industrial design (come i Vignelli).

Il tema del Taylor made è stato affrontato dagli architetti Matteo Milani di Pei Cobb Freed & Partners e del CEO di Poltrona Frau Nicola Coropulis.

Quest’ultimo ha evidenziato come la storia di Frau sia segnata dall’eccellenza del saper fare artigianale che viene perpetuata tenendo conto delle evoluzioni che la storia del design ha attraversato.

La terza parola chiave, Cultura del lavoro, ha visto come protagonisti Michael Gabellini di Gabellini Sheppard Associates e Laura Anzani, Presidente e CEO Poliform USA. La Anzani ha dato conto dell’importanza che ha avuto negli anni per la sua impresa nel presidiare il mercato americano e affinare una relazione culturale e commerciale tra i due Paesi.

È stata poi la volta di Giulio Cappellini, architetto, designer e imprenditore e Stefano Giussani di Lissoni Architecture New York che hanno discusso di Innovazione e traduzione di valore.

I due hanno raccontato le loro esperienze nei mercati internazionali e di come sia importante coniugare il Dna della cultura del design italiano a quella dei Paesi in cui si opera.

Dal prodotto al progetto e viceversa: su questa ultima tematica il confronto è stato tra Francesco Farina, CEO B&B Italia USA e Francesca Portesine di SOM – Skidmore, Owings & Merrill.

Dall’America all’Italia, da New York a Milano e viceversa.

Per una visione condivisa del progetto di architettura e design.