Le immagini inedite dall’archivio raccontate da Susanna Berengo Gardin, co-curatrice della mostra sul lavoro del grande fotografo: ad Alessandria fino al 15 settembre

La fotografia è un atto di conoscenza del mondo: cattura attimi, trasforma l’ordinario in straordinario, racconta senza parole, emoziona e invita alla riflessione. Gianni Berengo Gardin ha costruito su questo la sua fotografia. L’artista ama ripetere spesso che “non conta ‘come’ si fotografa ma ‘quello’ che si fotografa”: una dichiarazione di intenti che lo ha portato ha cogliere nei suoi scatti l’essenza dell’umanità e a farne una narrazione alla portata di tutti.

Un viaggio che inizia da lontano

In decenni e decenni di lavoro ha dato forma a un archivio immenso, prezioso e unico da cui sono nati libri e mostre. La mostra “Gianni Berengo Gardin. Cose mai viste” (dal 6 giugno al 15 settembre 2024 ad Alessandria, Sale d’Arte di via Machiavelli 13) è un viaggio in questo archivio che inizia nel 1954 e termina nel 2023. Attraversa molte città italiane, raggiunge Parigi, la Francia, poi si sposta in Croazia, Ungheria, Spagna, Norvegia, si ferma a Mosca, in Cina, in Giappone, a Londra e a New York.

Una selezione nuova e diversa

L’ultimo libro di Gianni Berengo Gardin risale al 2023 quando, insieme con la figlia Susanna, ha rivisto tutto il suo archivio selezionando 114 immagini e dando alle stampe “Cose mai viste. Fotografie inedite, edizioni Contrasto. Per la mostra delle Sale d’Arte di Alessandria, Giovanna Calvenzi e Susanna Berengo Gardin propongono una selezione nuova, diversa, più ragionata: una sessantina di “cose mai viste” con un’attenzione particolare dedicata uomini e donne che Berengo ha incontrato nel corso del suo lavoro. Immagini non stampate, non pubblicate che testimoniano la sua arte.

Una sezione inedita

Chiude la mostra una sezione inedita di fotografie realizzate nel 1994 in occasione della rievocazione storica della Battaglia di Marengo: scatti del maestro compongono il catalogo “Gianni Berengo Gardin - Marengo, 1994” che contiene anche testi dell’esperto di storia napoleonica Giulio Massobrio.

Abbiamo chiesto a Susanna Berengo Gardin, curatrice insieme con Giovanna Calvenzi, di raccontarci la genesi di questa nuova mostra alle Sale d’Arte di Alessandria

Da cosa nasce l’esigenza di una mostra che è selezione di una selezione?

La selezione nasce da una motivazione semplicemente pratica, lo spazio delle Sale d’Arte di Alessandria poteva contenere un numero ridotto di immagini. La precedente più ampia selezione era stata fatta per il libro “Cose mai viste” (Contrasto 2023) e per la mostra presentata al Ma.Co.F di Brescia lo scorso anno nell’ambito di Brescia Capitale della Cultura.

Quale è stato il criterio per scendere da oltre 100 foto a una sessantina?

Con Giovanna Calvenzi, una delle più importanti photo-editor e curatrici di fotografia italiane, abbiamo scelto delle immagini che potessero dare conto della qualità, versatilità e diversità di temi che caratterizzano il lavoro di mio padre. Lavorare con Giovanna è stato molto utile e piacevole, per la sua grande esperienza e perché c’è una familiarità che risale a quando ero bambina.

Come si integra la sezione “Marengo 1994” con “Cose mai viste”? Perché questa scelta?

Da una parte, il reportage riguarda un evento, la rievocazione in costume della famosa battaglia napoleonica di Marengo, che fa parte del patrimonio culturale della città di Alessandria; dall’altra, anche queste fotografie possono essere classificate tra le “Cose mai viste”. Un lavoro di cui furono pubblicate solo poche immagini a colori sulla rivista “Alisei” nel 1994, ma le cui fotografie in bianco e nero restarono inedite. Giovanna Calvenzi ne ha selezionate una ventina per la mostra, a cui è dedicato un piccolo catalogo realizzato per l’occasione.

Come è stato lavorare fianco a fianco con tuo padre (a livello professionale e personale) a questa selezione…

Ormai sono abituata lavorare con mio padre, da una decina di anni lo affianco nella cura del suo archivio, dei libri e delle mostre. Normalmente andiamo abbastanza d’accordo. La difficoltà maggiore con lui, è proprio la selezione delle immagini: ad alcune non vuole proprio a rinunciare, e allora si aprono intense discussioni. In questa occasione, invece, ha accettato di buon grado la selezione fatta da Giovanna e da me, anzi ne è stato molto contento. Forse, alla bella età di 93 anni, comincia ad ammorbidirsi…