A Genova l’associazione Blu lavora per creare connessioni rigenerative: il potere della parola e dell’incontro per seminare idee e visioni

Siamo a Genova: dove comunicare significa letteralmente condividere il pane. Ovvero mettere sul tavolo metaforico del progetto pensieri e saperi autentici e importanti.

Perché qui l'associazione Blu si occupa esattamente di questo: progettare conversazioni e connessioni costruttive. Che significa scegliere con saggezza la relazione con un territorio, quello di Genova e dei suoi dintorni balneari, per nutrire il genius loci e mettere in grado le persone di immaginare un progetto evolutivo, sia personale che collettivo.

Scintille per un pensiero nuovo

Non è complicato, basta una scintilla di sapere, un’occasione di riflessione. E comprendere quanto la cultura sia partecipata dall’anima delle persone, dal loro modo di pensare (o non pensare) il presente. Lo sguardo, l’attitudine. Che è un tema che Francesco Cavalli, founder di Blu insieme a Annalisa Gatto e Michele Genghi, conosce bene.

Prima di Blu e di Genova Francesco Cavalli è stato il founder di Leftloft, studio di grafica e comunicazione di Milano con un curriculum di committenze, iniziative culturali e impegno sociale brillante e spesso radicale.

“Dopo tanti anni di vita milanese sono andato in cerca di autenticità. Milano è un luogo che promette molto, che chiede molto, e non restituisce esattamente nella stessa misura. Non è per volontà polemica che sono approdato a Genova, ma per usare e radicare in modo diverso quello che sono capace di fare”.

Genova, il Mediterraneo, le relazioni evolutive fra mare e terra

Le città di mare offrono il vantaggio di potersi perdere nella molteplicità di culture, di passaggi, di commercio e di produzione. Ma esiste un fulcro, un occhio del ciclone dove tutto si condensa in una possibilità di crescita e di cambiamento.

“Genova non è semplice, forse la provincia in generale non è semplice. La prudenza, il comfort dello status quo, la diffidenza ligure… tutto vero. Ma vogliamo operare chiedendo il consenso alla città e Blu e i suoi progetti di attivazione sul territorio sono stati accolti bene. È evidente che ci sono potenzialità da trasformare in gesti concreti per definire relazioni più evolutive all’interno del tessuto sociale”

“In aprile abbiamo proposto alla città Da Banchi a Pré, un esperimento: portiamo gli artigiani nei negozi storici, le attività considerati marginali, di autoproduzione, di artigianato contemporaneo e a volte francamente alternativo nei luoghi della riservata borghesia cittadina. È piaciuto moltissimo. A tutti”.

Learning from the present: conversazioni e laboratori

Blu prosegue il lavoro con un learning program di conversazioni e laboratori con artisti, filosofi, giornalisti, antropologi e scienziati.

Troppo? In realtà la molteplicità disciplinare è quello che serve per evitare l’inbreeding, la ripetizione coatta di imprese e attività poco insoddisfacenti.

Blu #01 Learning from the present è lo strumento per aprire al pubblico i luoghi sottoutilizzati della città, le parti marginali ma per questo innovative. E portare qui pensieri di frontiera o semplicemente della bella ricerca progettuale.

I protagonisti e gli appuntamenti di luglio

Protagonisti di Learning from the present sono fra gli altri l’antropologo Franco La Cecla, la biologa marina Marta Musso, la designer del cibo Giulia Soldati, il caporedattore del magazine digitale Matteo De Giuli, il filosofo Leonardo Caffo.

Gli argomenti sono il mare, la panificazione, l’ozio, il lavoro manuale come compendio fattivo a quello intellettuale, l’artigianato contemporaneo. E poi ci sono i luoghi. Un hotel ligure d’antan come il Villa Bonera a Nervi, il centro La Rotonda di Quinto al Mare.

I prossimi appuntamenti saranno con Ilaria Busoni, il 18 luglio, e Matteo de Giuli, il 19 luglio. I temi: Natura in cornice, per esplorare lo sguardo contemporaneo sul paesaggio; Riscoprirsi pigri, per riflettere sull’inaudita e innaturale operosità che ci allontana da un uso sensato del tempo.