'The importance of being an architect’, documentario-film sullo studio Citterio-Viel, indaga la responsabilità degli architetti nella costruzione della società di domani

The Importance of Being an Architect, il film sullo studio di architettura e interior design interior design Antonio Citterio Patricia Viel (ACPV) che ha aperto la nona edizione del Milano Design Film Festival, è un documentario corale, una riflessione collettiva (scandita a suon di musica) sul ruolo che la figura dell'architetto e l'architettura hanno nella società contemporanea e futura.

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Dopo l’anteprima mondiale su invito il 18 ottobre alla Triennale –  The Importance of Being an Architect (una produzione MyBossWas, di Giorgio Ferrero e Federico Biasin, 60’, Italia) sarà proiettato dal 20 al 24 ottobre al Teatro Parenti e sul sito milanodesignfilmfestival.com.


Strutturato in quattro atti, il film conduce – attraverso lo sguardo dell’architetto Antonio Citterio, uno dei designer italiani più noti a livello mondiale, e dell’architetto Patricia Viel, co-fondatori dello studio ACPV – alla visione della progettazione nell’architettura di domani, centrata sull’armistizio tra natura e ambiente costruito.

Alternando dialoghi con varie personalità del mondo della moda, dell’arte, del design, e indagando le architetture progettate da ACPV, il documentario offre una visione sull'universo in cui si  muovono gli architetti: fatto di ispirazione e creazione ma soprattutto di studio, raccolta di dati, coscienza di una responsabilità sempre più pressante. Perché - e Antonio Citterio e Patricia Viel lo dicono senza incertezza - la professione ha un ruolo chiave da giocare in un futuro segnato dall'espansioine demografica e dalla crisi clinatica.

Lo spettatore è dunque accompagnato nel mondo progettuale dello studio, dove a essere sottolineato ed enfatizzato è soprattutto il processo corale creativo: è a esso, si dice nel film, che si deve la garanzia di qualità del risultato, a prescindere dalle scelte estetiche.

“La mia vita è sempre stata un viaggio attraverso luoghi, idee, esperienze quali fonte continua di ispirazione: questo film ripercorre tali momenti, tracciando le linee della mia visione per il futuro” ha spiegato Antonio Citterio. “Nel 2020, ho festeggiato 70 anni di età, 50 anni di carriera e 20 anni dello studio fondato con Patricia Viel. Questo documentario mi ha permesso di soffermarmi sui momenti più importanti del mio percorso come architetto e designer”.

“Con questo film, abbiamo voluto proporre una riflessione sul ruolo che la figura dell'architetto e l'architettura hanno e avranno nella società contemporanea e futura” dice Patricia Viel. “Lo abbiamo fatto attraverso una serie di dialoghi con personaggi del mondo dell'arte, moda, cultura e lifestyle che hanno condiviso una parte di storia con noi. L'architettura si introduce sinuosa, mai invasiva, risuonando nelle note dei musicisti che animano i quattro atti del film”.

Concepito come un dialogo virtuale e viaggio musicale in quattro atti, il film vede al centro del primo atto l’intesa tra architettura e natura, con personalità come Anna Zegna, Massimo De Carlo, Francesco Bonami, Rolf Fehlbaum che provano a definire il concetto di architettura e la responsabilità sociale che questa disciplina incarna nel mondo contemporaneo. Nella seconda parte del film, l’ex direttore del Design Museum di Londra, Deyan Sudjic, racconta il percorso di Antonio Citterio, designer e architetto, iniziato nel boom creativo nella Milano degli anni ‘80.

Nel terzo atto, le porte dello studio ACPV si aprono offrendo uno sguardo su una gestione olistica e multidisciplinare della complessità progettuale odierna. Il film si chiude con il ricordo dei grandi maestri di Antonio Citterio e Patricia Viel incontrati lungo i viaggi di una vita ma soprattutto con la consapevolezza di come oggi la responsabilità dell’architettura sia cambiata, ormai chiamata a rispondere ai mutamenti della società e alle sfide della globalizzazione.

L’energia contenuta nei luoghi architettonici progettati dallo studio è evocata attraverso scene musicali ambientate in diverse parti del mondo (Milano, L’Aquila, Amburgo, Taichung, Miami), in cui singoli musicisti diffondono note spazialmente lontane che si incontrano in un’unica composizione in grado di abbattere le distanze e di proiettare l’uomo nel suo habitat naturale, quello delle città di domani.