Si è appena conclusa a Copenhagen l’undicesima edizione di 3daysofdesign 2024 (12-14 giugno): 4 progetti scelti per altrettanti macro temi protagonisti del design nordico contemporaneo

Forse il sogno, avverato, di questa undicesima edizione di 3daysofdesign è stato quello di aver innescato e stimolato ogni tipo di possibile relazione, quindi di connessione: tra aziende e designer, tra designer e professionisti, tra appassionati, tra luoghi, idee e progetti.

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La città si è animata per tre giorni, ha accolto, esibito e accudito professionisti giunti da tutto il mondo proprio con l’obiettivo e il desiderio di poter accedere a queste connessioni esclusive, perché rare, quanto inclusive, perché aperte a tutti.

Potere, energia e creatività, in questi 3daysofdesign, tornano in mano alle persone che, per un attimo, si accorgono di riuscire a fare a meno di tecnologia ed esibizionismo a favore di spazi dedicati all’ascolto e alla parola.

Tra tradizione e innovazione

La ricerca di un ponte rispettoso, ma anche sostenibile e strategico, tra l’attitudine al progetto e l’artigianalità delle origini e i processi produttivi di oggi è, probabilmente, il tema protagonista del design contemporaneo scandinavo, ma non solo. Vandra Rugs, un’azienda svedese con atelier in Ucraina e la storia che ha condiviso Marie Wallenberg Olsson, co-founder del brand, durante un toccante talk di prima mattina accompagnato da caffè e dolci, testimonia le difficoltà che può incontrare la costruzione di questo ponte, che non congiunge solo epoche, ma stili di vita, priorità sociali e ambientali.

Tra le novità presentate a 3daysofdesign, la Seasons Tapestry Collection, una nuova serie di tappeti ad arazzo disegnati da Ami Katz, partner dello studio di architettura svedese 3dO Architects, ispirata ai colori dell'alternarsi delle stagioni e nata da anni di schizzi ad acquerello.

Design e architettura

La contaminazione tra design e architettura in Danimarca è un’altra presenza costante nel mondo del progetto, facile da percepire anche semplicemente dalla strada, guardandosi intorno, ammirando le architetture e sbirciando nelle vetrine. Durante 3daysofdesign di quest'anno, Fritz Hansen ha collaborato con lo studio di architettura Cobe per presentare “Islands of Wellbeing”, tre installazioni dedicate all' hospitality, all'outdoor e agli spazi di lavoro, che hanno indagato l'effetto trasformativo del grande design nell'architettura moderna.

Fritz Hansen e Cobe, realtà legate dalla comune visione del progetto, sostengono che sia architettura che design abbiano un’origine radicata nel passato, ma tesa verso il futuro con l'obiettivo di migliorare l'esperienza umana.

Che si tratti di progettare paesaggi urbani o arredamento, entrambe le discipline partono da uno schizzo che si evolve grazie al lavoro umano.

Il ruolo del designer nella produzione

Come possono i designer essere maggiormente coinvolti nella produzione e nella distribuzione delle loro opere, come possono portare la loro visione sul mercato in modo più diretto e senza troppi compromessi? Queste le domande intorno a cui si sono sviluppate lunghe conversazioni tra Erwan Bouroullec e la giovane azienda danese raawii, fondata nel 2017 da un designer e un economista con l'obiettivo di produrre un design contemporaneo accessibile e di aiutare i designer, che spesso si trovano davanti le porte chiuse dell'industria, a portare le loro idee sul mercato.

Erwan Bouroullec e raawii hanno così pensato di unire le rispettive energie nella mostra “Happy Sobriety” proponendo, durante 3daysofdesign, un’esplorazione tra le opere personali del designer francese e presentando, insieme, la nuova chaise longue Arba che segna l’inizio della collaborazione con l’azienda.

Semplice e raffinata, la seduta mantiene la purezza formale di un prototipo sperimentale, ma è un prodotto industriale preciso e ben pensato, distribuito in una scatola piatta e montabile con poche semplici azioni.

La sostenibilità plasma i nuovi progetti

ReThink” è la mostra organizzata dal team dedicato al Design Project dell’azienda danese Kvadrat all’interno del proprio show-room di Copenhagen. Dodici i progettisti internazionali coinvolti, scelti dai curatori per la loro capacità di rispondere in modo creativo agli approcci e al pensiero sostenibile.

I designer hanno avuto mano libera e, attraverso le loro opere, hanno dimostrato come i molteplici aspetti della sostenibilità possano plasmare il design, stimolare la ricerca dei materiali, aumentare la collaborazione tra le comunità e coltivare nuovi valori estetici.

Alcuni dei progetti hanno lavorato sulle connessioni con contesti sociali e culturali, sottolineando l'importanza del coinvolgimento della comunità nelle pratiche di progettazione sostenibile. Altri hanno tratto ispirazione dalla natura ed evidenziato la relazione tra design e sostenibilità ambientale.

Altri ancora, si sono basati sui principi della circolarità attraverso il riutilizzo dei materiali, l'inserimento di elementi riciclabili o l’attenzione ai processi di fine vita.

Ed è proprio dall’osservazione di quest’attenzione sempre più rilevante alla circolarità che concludiamo la nostra visita ai 3daysofdesign accompagnati dalle parole di Signe Byrdal Terenziani in risposta alla nostra domanda sul futuro del design e in particolare di quello danese: “Ci sono alcune tendenze nel design danese che potrebbero non verificarsi in tutto il mondo.

Lo si può notare nella scelta dei materiali da parte dei designer, nelle idee più inclusive, per esempio il grande numero di progetti che conferiscono dignità alle persone con problemi fisici e, infine, nei processi di produzione che tengono conto dell'impatto sulla società.

Noto che qui c’è anche una maggiore co-creazione tra le discipline del design. Più scenari di vita e lavoro in comune, stili di vita "remoti" più agili e una vita sempre più rivolta al contatto diretto con la natura.

Fortunatamente, la tendenza alla produzione di massa e all'arredamento fast si sta spostando verso un'industria del design che sostiene scelte eco-compatibili, con marchi che dimostrano di avere a cuore le persone e il pianeta.”