Nel suo Viaggio in Italia, l'artista milanese spazia tra design, arte, cultura, moda. Alla Galleria Giò Marconi di Milano dal 4 febbraio al 5 marzo 2022

L'opera di Emilio Tadini, apparentemente semplice e immediata, offre diversi spunti di lettura: le immagini emergono da relazioni e associazioni tra elementi onirici, oggetti quotidiani, personaggi anonimi spesso senza volto. Tadini ha adottato aspetti del linguaggio Pop, ma il suo interesse per inconscio e irrazionale lo ha spinto a rappresentare scene di frammentazione e alienazione che ricordano il Surrealismo, la Metafisica di Giorgio de Chirico, la psicanalisi di Jacques Lacan e Sigmund Freud. Da tutto questo, ha preso forma il suo Realismo Integrale.

A vent’anni dalla scomparsa, dal 4 febbraio al 5 marzo 2022 Giò Marconi ospita Viaggio in Italia, mostra che espone opere dell'omonima serie dei primi anni Settanta dell'artista milanese. Per l'occasione sarà presentata la nuova pubblicazione Emilio Tadini. La realtà dell'immagine 1968-1972 di Francesco Guzzetti, edita da Fondazione Marconi/Mousse Publishing in collaborazione con l'Archivio Emilio Tadini.

Tadini ha sempre avuto un approccio seriale alla pittura: da un’immagine ne scaturiscono altre per modificazioni e alterazioni. L’artista produce un racconto, una serie di romanzi a puntate, in cui le leggi di spazio e tempo e quelle della gravità sono annullate. Onnipresenti nelle opere in mostra, le figure solitarie e senza testa: corpi, movimenti e gesti non hanno né volti né teste. E poi un elemento piramidale a strisce bianche e nere, un telefono, un cappello coloniale o un rossetto rosso. Pur includendo riferimenti all'antichità, Viaggio in Italia di Tadini tocca anche i campi del design, dell'arte, della cultura, della moda e dello stile.