Dalla riqualificazione di un'ex centrale termoelettrica nasce a Bergamo Daste, un polo di aggregazione e produzione creativa restituito alla città e ai suoi abitanti. Un motore di trasformazione urbana, sociale e culturale. A cui non manca un tocco di design

Siamo a Bergamo, nel quartiere Celadina, dove dalla riqualificazione dell’ex centrale termoelettrica nasce Daste, un progetto culturale di rigenerazione urbana che ha portato alla creazione di un centro di aggregazione e socialità aperto alla città. Lo scopo? Generare energia progettuale.

Come la centrale termoelettrica un tempo produceva energia luce che muove la città oggi Daste è un centro di produzione creativa, un motore culturale e sociale per il territorio: una centrale di sperimentazioneper la città. Non un semplice contenitore ma luogo di produzione continua, in cui persone, realtà e istituzioni costruiscono nuove progettualità e nuove visioni per Bergamo. Uno spazio per i cittadini, comune e condiviso.

Contornati da un'ampia area outdoor, uno spazio eventi, un bistrò, un cinema e un workplace, sede di numerosi enti, danno nuova vita agli ambienti dell'ex centrale. La peculiarità che rende al meglio lo spirito di collaborazione all'insegna dell'inclusività con cui è nato Daste è la configurazione dello spazio: aperto e attraversabile da tutte le persone.

Il percorso di rigenerazione della struttura attivata nel 1927 in un’area urbana a forte vocazione industriale e tessile è articolato, coinvolge tanti attori diversi e altrettante idee e progettualità, unite da un intento comune: trasformare un luogo ormai dimenticato nel polo attrattivo e aggregativo della città di Bergamo, la centrale industriale in una centrale culturale e sociale

Oggi Daste è uno spazio aperto per creare nuove sinergie e contaminazioni, per generare un cambiamento collettivo tangibile e proiettarsi verso il futuro senza dimenticare le proprie radici. Il nuovo centro multifunzionale vuole infatti costruire e mantenere un legame di fiducia, scambio e collaborazione con Celadina, con i suoi abitanti e con gli enti pubblici e privati che vi operano.

Esteso su oltre 3000 metri quadrati in cui convergono più funzioni e servizi, Daste si estende anche all'esterno con un'area eventi outdoor, una loggia porticata e una grande piazza. Grazie a sistemi, arredi e allestimenti modulari flessibili, tutti gli spazi sono facilmente riconfigurabili e adattabili, prestandosi a ospitare iniziative culturali così come eventi e meeting aziendali. Ed è qui che il design apporta il suo contributo, funzionale ed estetico. Sì, perché oltre che un esempio virtuoso, Daste è uno spazio bello, luminoso e lussureggiante. Partendo dallo scenografico Bistrò.

All’interno del building dal fascino industriale di cui si è mantenuta la leggibilità, per l'area bistrò sono intervenuti in maniera eclettica i team di architetti di Okam Studio e Daniele Fazio Studio: i primi impegnati in una ricerca che mira a promuovere l’uso collettivo degli spazi, i secondi specializzati nel campo della progettazione di retail e ristorazione.

 

Anima dell’ex centrale, Daste Bistrò è uno spazio a doppia altezza di circa 400 mq inondato dalla luce naturale che entra copiosa dalle enormi vetrate affacciate sull’arena esterna. Suddiviso su due livelli che dialogano tra loro, è in rapporto diretto anche con il grande spazio eventi e l’arena esterna. La sua collocazione centrale, la sua apertura fisica, concettuale ma anche fattiva (è aperto dal mattino alla sera con una molteplicità di servizi offerti: dalle colazioni, ai pranzi fino ai rinfreschi per gli eventi) lo rendono un ambiente arioso, dinamico e accogliente, in grado di modificarsi a seconda delle necessità e degli orari.

Ed è qui che per connotare l’interior design di un'eleganza misurata, ispirata alle atmosfere anni Cinquanta e Sessanta, i progettisti hanno scelto la famiglia di sedute Lisa, firmata Marcello Ziliani per Scab: l’ampia scelta di declinazioni materiche e dimensionali ha permesso di punteggiare le diverse aree in cui si articola lo spazio con un linguaggio estetico costante, ricercato e al tempo stesso sobrio, in armonia con il contesto industriale dell'edificio.

Al banco bar dalle forme lineari enfatizzate da un lungo fascio luminoso integrato sono accostati gli sgabelli Lisa nella versione imbottita, rivestita in velluto; li ritroviamo anche intorno alla cucina in acciaio su ruote, pensata come elemento mobile di uno spazio da reinventare a seconda delle esigenze. Intorno ai tavoli, sia quelli di grandi dimensioni che suggeriscono momenti conviviali sia quelli più contenuti e raccolti, le sedute Lisa sono declinate in un’essenza naturale, nella versione con lo schienale avvolgente che diventa bracciolo. Infine i piccoli salotti che si alterano sui due livelli del locale sono allestiti con Lisa Lounge in velluto petrolio che si accende’ in un bagno di luce naturale.

Per l’arena esterna sono stati scelti tavoli e sedute in metallo colorato della serie Summer disegnata da Roberto Semprini per Scab. Dentro e fuori, il rigore di cemento, metallo e vetro viene stemperato dal verde e ammorbidito dalla versatilità degli arredi in una scenografia di luce ed energia pronta per essere rinnovata tutte le volte che nuovi progetti prenderanno vita.

 

Azienda bresciana specializzata in sedute e complementi in e outdoor innovativi e dal design ricercato, Scab fa un ulteriore passo concettuale nel considerare ogni creazione come un modo per mettere in relazione le persone con lo spazio in cui vivono, e il recente progetto Daste Bistrò ne è esempio eccellente.