Un paesaggio di parole scritte a mano da attraversare. Cesare Viel fodera la Galleria Milano di riflessioni, personali e altrui: un mare metaforico in cui camminare percorrendo passerelle rialzate

Dall1 febbraio al 12 marzo 2022, gli spazi della Galleria Milano ospitano, o meglio, sono ‘incartati’, dalle opere e dalle parole scritte a mano che compongono Condividere frasi in un campo allargato, mostra personale e al tempo stesso corale dell’artista Cesare Viel, realizzata in collaborazione con la galleria Pinksummer di Genova.

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Un progetto dall’anima dialogica

Cesare Viel, tra la fine del 2020 e la fine del 2021, ha invitato amici e colleghi a scrivere una frase per loro significativa, particolarmente adeguata allo specifico vissuto del momento presente, e quindi condividerla con lui. Le frasi sono state poi trascritte a mano dall’artista su singoli fogli.

Un momento di riflessione, da attraversare

Il risultato è un’installazione lungo tutto lo spazio espositivo della galleria: un mare metaforico attraverso il quale camminare percorrendo passerelle rialzate. Dall’incontro tra soggettivo e plurale, personale e collettivo scaturisce un momento immersivo di riflessione sul tempo che stiamo vivendo e sui processi trasformativi scaturiti.

Un paesaggio di frasi, proprie e altrui

Un campo allargato, secondo la prospettiva di Rosalind Krauss, un paesaggio di frasi che si sviluppa secondo una linea orizzontale, che ne riflette la coralità, in contrasto con la verticalità dell’impostazione autoriale. A far da contraltare alle parole altrui sono infatti alcuni fogli incorniciati e appesi alle pareti, questa volta con scritti pensati e composti da Viel stesso.

Massi da scogliera

In dialogo con l’installazione alcuni disegni a grafite raffiguranti massi da scogliera utilizzati come moli o barriere anti-erosione sulla costa e in alcune spiagge del Ponente Ligure.

Un paesaggio familiare essenziale

Ancora una volta un paesaggio, vasto, familiare, privato e collettivo insieme, ligure come l’artista, che vive da molti anni a Genova, ma anche trentino, dolomitico. Un luogo innanzitutto affettivo: il “paesaggio essenziale” dei suoi genitori.