Il 27 novembre è la data di chiusura della 59ma Biennale di Venezia, dedicata all'Arte: i nostri suggerimenti per visitarla (in extremis) e godere appieno di quello che l'arte ci sa dare (anche da profani)

La Biennale 2022 è stata tanto attesa. Quasi fosse simbolo di una rinascita, dopo anni di buio. E ora si sta per concludere: la data di chiusura della Biennale Arte 2022 è infatti il 27 novembre 2022.

La Biennale Arte 2022 è stata un vero e proprio evento, che la curatrice Cecilia Alemani ha scelto di chiamare Il Latte dei sogni. Un titolo che trae spunto da un libro di favole di Leonora Carrington dove l’artista surrealista descrive un mondo magico nel quale la vita viene reinventata grazie all’immaginazione.

Sul concept della Biennale 2022 leggi qui

Un omaggio alla capacità di evolversi, dunque, ma dominato dalla presenza femminile (soprattutto black) e scandito dalla presenza di 81 padiglioni nazionali distribuiti fra Arsenale e Giardini.

Come visitare la Biennale Arte 2022?

Ma come approcciarsi all’arte contemporanea più estrema senza perdersi (d’animo)? Innanzitutto dimenticando per un giorno Raffaello, Michelangelo e Masaccio e lasciandosi andare totalmente al proprio istinto. Poi, evitando di pensare “Questo lo potevo fare anche io” perché, anche avendo potuto farlo, non lo avete fatto né pensato prima dell’artista.

Infine, evitare di muovervi come Alberto Sordi e Anna Longhi nell'episodio "Le vacanze intelligenti” anche se la tentazione a volte, chi vi scrive lo sa bene, è spesso irrefrenabile. Superati questi step, si passa avanti.

La Biennale 2022 è un compendio dei grandi temi di attualità

La Biennale è da sempre un compendio dei temi più attuali del nostro tempo. Attraversando i vari padiglioni riaffiorano argomenti come la guerra, il razzismo, l’identità, la tecnologia, lo sviluppo sostenibile.

La mostra centrale, suddivisa in cinque piccole esibizioni tematiche dove si intersecano lavori di ieri e di oggi, li raccoglie un po’ tutti. Micro-esposizioni che sembrano costellazioni, dove le opere, ma anche oggetti trovati, manufatti e documenti sono raccolti per affrontare questioni fondamentali come la rappresentazione dei corpi e le loro metamorfosi; la relazione tra gli esseri umani e le tecnologie; i legami che si intrecciano tra i corpi e la Terra.

Biennale 2022: i padiglioni da non perdere (e cosa ci troveremo)

Il tema della femminilità nera viene celebrata nel Padiglione Usa da Simone Leigh, prima donna di colore a rappresentare gli Stati Uniti, con il progetto Sovereignty. Nata nel 1967 a Chicago da genitori giamaicani, l’artista espone sculture in ceramica, bronzo e rafia.

Altro padiglione da segnare col circoletto rosso è quello della Francia, dove è ospitata Zineb Sedira, prima artista araba di origini berbero-algerine a rappresentare il paese transalpino. In Laguna mette in scena Les rêves n'ont pas de titre, intensa riflessione sul potere politico del cinema attraverso un confronto fra la filmografia italiana e quella francese.

Si passa poi al Belgio e all'artista Francis Alÿs. Stavolta l’ex architetto di Anversa presenta un nuovo lavoro della serie di film Children’s Games, creati in collaborazione con i bambini dell’Iraq, del Congo, di Hong Kong e del Belgio (oltre a nuovi dipinti).

Visita obbligata anche per lo spazio della Germania, dove si narra la storia del padiglione e la sua evoluzione nel corso del tempo. Il tutto, condito da un pizzico di humour. Almeno questo ci si aspetta quando si ha a che fare con Maria Eichhorn, la cui poetica è da sempre un mix equilibrato di concettualismo e umorismo.

Dalla Germania all’Inghilterra, dove il padiglione di Sua Maestà è tutto dedicato al progetto di Sonya Boyce dal titolo Feeling Her Way. Si tratta di una grande installazione multimediale, composta da video, suoni, wallpaper e sculture, che affronta la Brexit e i vari modi con cui si possono superare le divisioni.

Interessante anche la proposta dell’Islanda, dove la Perpetual Motion di Sigurður Guðjónsson - gigantesca scultura multisensoriale, composta da uno schermo verticale di sei metri - regala al pubblico un’indagine poetica sulla materialità al limite dei confini della percezione.

Da seguire, infine, anche la proposta di Malta, che offre una personale interpretazione de La Decollazione di San Giovanni Battista di Caravaggio, custodita a La Valletta.

I visitatori vengono spinti ad attraversare lo spazio dove sperimentano la brutalità dell’esecuzione dell’asceta. Un progetto sulla violenza e sul dolore quanto mai attuale in cui l’installazione cinetica di Arcangelo Sassolino creando gocce di acciaio fuso che piovono dall’alto su sette vasche d’acqua ci porta nel cuore del supplizio.

Il Padiglione Italia alla Biennale 2022

E l’Italia? Merita un capitolo a parte. Il progetto Storia delle notte e destino delle comete, curato da Eugenio Viola, presenta per la prima volta nella storia del nostro padiglione un unico artista: Gian Maria Tosatti.

Leggi anche: Le domande del Padiglione Italia alla Biennale 2022

Quella firmata dal 47enne romano è un’installazione ambientale svelata come una pièce teatrale suddivisa in un prologo e due atti. In ognuno viene affrontato un tema cruciale e il rapporto fra poli troppo spesso contrapposti: l’uomo e la natura, lo sviluppo sostenibile e il territorio, l’etica e il profitto.

Cover: Padiglione di Malta, Arcangelo Sassolino, Diplomazija Astuta. Ph. Agostino Osio, Alto Piano