Per orientarsi tra eventi collaterali alla Biennale Arte 2022, ecco la nostra selezione di otto mostre da non perdere (e perché)

Succede sempre e la Biennale 2022 riconferma la tradizione: Venezia offre un contorno di mostre che spesso superano per qualità e fascino l’appuntamento principale. Un’invasione silenziosa di eventi collaterali che coinvolge giardini, palazzi, musei, chiese e fondazioni e che, anche stavolta, è di primissimo ordine. Ne abbiamo visti tanti e selezionato otto per voi.

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Marlene Dumas, “open-end”

Palazzo Grassi, 27 marzo 2022-8 gennaio 2023

Non c’è artista migliore della sudafricana Marlene Dumas per raccontare questo nostro tempo instabile e sofferente. Negli spazi di Palazzo Grassi c’è il meglio della sua produzione: più di cento lavori, tra dipinti a olio e disegni a inchiostro realizzati tra il 1984 e oggi, oltre a numerosi pezzi inediti.

Dal ritratto di Baudelaire a quello di Pier Paolo Pasolini, da Anna Magnani fino a una irriconoscibile Marilyn Monroe, colta sul letto dell’obitorio. L’artista di Cape Town firma così un’intensa (e cupa) riflessione sul rapporto tra corpo e spirito, parole e immagini, realtà e percezione. Impossibile non restarne coinvolti, tanto che alla fine della visita si rimane come sospesi, in uno stato a metà fra l’estasi e l’angoscia.

"Surrealismo e magia: la modernità incantata"

Collezione Peggy Guggenheim, 9 aprile-26 settembre

Dimenticatevi il solito surrealismo. Questa volta è affrontato da una visuale per così dire più mistica che vita sulla magia e sull'occulto. La mostra riunisce 60 opere provenienti da oltre 40 musei e collezioni private internazionali.

In campo ci sono tutti i big del genere: da René Magritte a Leonor Fini (ultimamente piuttosto gettonata); da Remedios Varo fino a Leonora Carrington, che ha ispirato il titolo della Biennale curata da Cecilia Alemani. Le opere da non perdere nelle sale di Palazzo Venier dei Leoni sono però quelle di Giorgio de Chirico e Max Ernst, dove surrealismo e metafisica diventano un unico impasto mistico.

Kehinde Wiley, "Un'archeologia del silenzio"

Fondazione Giorgio Cini, 22 aprile – 24 luglio

I suoi ritratti di eroi neri contemporanei sbarcano all’Isola di San Giorgio. Per l’esposizione veneziana l’artista californiano ha rivisitato la sua serie Down del 2008. Un corpus di opere monumentale in cui amici, colleghi e figure dello star System venivano raffigurati come eroi, santi e guerrieri, un po’ allo stile di Hans Holbein.

Ma Wiley stavolta scende più in profondità. Mescola arte classica e cronaca contemporanea, con particolare attenzione alla violenze della polizia americana contro giovani di colore. È un po’ come se il movimento Black Lives Matter avesse invaso le sale del convitto appiattendo ogni distanza, fisica e temporale.

Anselm Kiefer, "Questi scritti, quando verranno bruciati, daranno finalmente un po’ di luce (Andrea Emo)"

Palazzo Ducale, 26 marzo-29 ottobre

È uno dei must di questa fuori Biennale. Il grande Anselm Kiefer ha creato un'installazione site-specific all'interno della Sala dello Scrutinio del Palazzo Ducale, dove originariamente veniva eletto il doge.

È così che il maestro ha voluto rendere omaggio alla grandezza di Venezia, crocevia commerciale e culturale tra Nord e Sud, Est e Ovest, integrando il magnifico passato dell’ex Repubblica marinara con l'opera del filosofo veneziano Andrea Emo e con il Faust di Goethe. Il risultato è una serie di grandi dipinti in perfetta sintonia con lo spazio circostante. Opere maestose che sembrano essere state lì da sempre.

Anish Kapoor

Gallerie dell’Accademia, 20 aprile-9 ottobre

Altro grande evento della stagione veneziana è la personale di Anish Kapoor alle Gallerie dell’Accademia, posto da sempre riservato ai capolavori del passato. Qui le opere dell’artista britannico dialogano con i gioielli della collezione classica. Con il Giorgione e il Tiziano.

Ma non solo. Kapoor va anche oltre e mette in scena opere nuovissime, realizzate con l’avveniristica nanotecnologia del carbonio. La mostra ha poi una succulenta appendice nel settecentesco Palazzo Manfrin, di Cannareggio, futura casa della Anish Kapoor Foundation, che avrà una collezione permanente con le sue opere più famose e un programma di esibizioni temporanee.

Dineo Seshee Bopape e Diana Policarpo, "The Soul Expanding Ocean"

Ocean Space, 9 aprile – 2 ottobre

La mostra dell'artista sudafricana Dineo Seshee BopapeOcean! What if no change is your desperate mission, e quella della portoghese Diana PolicarpoCiguatera, raccontano essenzialmente un loro viaggio di ricerca.

Entrambe hanno creato le loro opere attraverso l’uso di diversi media. Soprattutto grandi opere scultoree con annesse installazioni video-sonore, ma anche disegni, inserti di materiale proveniente dalla laguna veneziana, foto e tanto altro. Obbiettivo comune: interpretare lo spazio della chiesa di San Lorenzo come un luogo di riflessione sul ruolo centrale che l’uomo ha nella salvaguardia del benessere marino.

"Fondazione In Between Art Film: Penumbra"

Complesso dell'Ospedaletto, 20 aprile-27 novembre

È tutto incentrato sul tema della penombra la mostra curata da Alessandro Rabottini e Leonardo Bigazzi all’Ospedaletto e alla Chiesa di Santa Maria dei Derelitti. Un viaggio visivo, ma anche filosofico, raccontato attraverso installazioni video che indagano il concetto di semioscurità, estendendone il significato all’incertezza e alle zone d’ombra che avvolgono il nostro quotidiano.

È la prima esposizione in assoluto firmata dalla Fondazione In Between Art Film di Beatrice Bulgari, nata per supportare il lavoro sperimentale in film, video, performance e installazioni. Esposti otto lavori di artisti come Karimah Ashadu, Jonathas De Andrade, Aziz Hazara, He Xiangyu, Masbedo, James Richards, Emilija Škarnulytė.

Louise Nevelson, "Persistence"

Procuratie Vecchie, 23 aprile – 11 settembre

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Da anni a Venezia non si parlava d’altro. Ora finalmente è realtà: per la prima volta in cinque secoli di storia delle Procuratie Vecchie, una grande parte dell’iconico edificio si apre al pubblico dopo un lungo restauro firmato David Chipperfield Architects Milan. Il battesimo lo offre la personale dell’americana Louise Nevelson in cui vengono messi in scena oltre sessanta lavori realizzati tra gli anni Cinquanta e gli Ottanta.

L’esibizione è un tour de force: per ammirarla nella sua interezza bisogna attraversare le nove sale del secondo piano delle Procuratie. Molte le opere da non perdere. Innanzitutto le sculture monumentali in legno dipinto, realizzate fin dagli anni Cinquanta. Ma la sorpresa arriva da opere meno note come l’installazione multipla a colonna Dawn’s Presence – Three del 1975The Golden Pearl, rarissima scultura color oro realizzata nel lontano 1962 anche se sembra fatta ieri.

Cover photo: ANSELM KIEFER
Questi scritti, quando verranno bruciati, daranno finalmente un po' di luce (Andrea Emo), 2022, installation view © Anselm Kiefer
Photo: Georges Poncet
Courtesy Gagosian and Fondazione Musei Civici Venezia