Una mostra sull'arte giapponese al PAC di Milano mette al centro dell’attenzione il corpo. E le sue relazioni con società, ambiente e tecnologia. Fino al 12 febbraio

Ci sono le onde fatte di candide piume di carta (simili a origami) della vocalist e performer Ami Yamasaki, c’è l’opera video Love/Sex/Death/Money/Life del collettivo Dump Type di Kyoto, e c’è la poetica installazione Empty Body, una matassa di filo nero e tre abiti bianchi sospesi per aria, di Chiharu Shiota.

Sono tre delle 17 opere di Arte Giapponese esposte al PAC (Padiglione di arte contemporanea, via Palestro 14) in occasione della mostra Japan. Body Perform Live -Resistenza e resilienza nell’arte contemporanea giapponese (fino al 12 febbraio) che mette al centro dell’attenzione il corpo. E le sue relazioni con relazione società, ambiente e tecnologia.

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Dal movimento Gutai ai giovani artisti giapponesi

La mostra al PAC riunisce 17 artisti di età differenti: 9 donne, un collettivo e 7 uomini nati tra gli anni Venti e gli anni Ottanta del Novecento.

"E che viene da lontano visto che le telefonate tra Milano e Tokyo sono iniziate nel 2018 ma, purtroppo, tutto è stato bloccato dalla pandemia" spiega Shihoko Lida, co-curatrice della mostra con Diego Sileo.

"L’idea però è rimasta la stessa: far dialogare artisti diversi, a partire dagli esponenti del movimento Gutai o da artisti informali come Atsuko Tanaka, una delle esponenti di punta dell’arte del dopoguerra giapponese, Muraoka Saburo o Yoko Ono, qui con il video della sua performance Cut Piece del 1964, con artisti come la giovanissima Mari Katayama che a Milano ha portato una selezione delle sue straordinarie fotografie in cui mostra il suo corpo senza filtri, con o senza le protesi alle gambe.

Carta, ricami e video

Cambiano i materiali, dalla carta al tessuto fino al video e le tecniche espressive, ma è evidente che il legame tra la ricerca degli artisti più anziani e quella dei contemporanei si rivela molto forte: per tutti è prioritaria l’attenzione per temi la natura, l’identità, la vita, il corpo e le sue espressioni/manipolazioni.

Da qui il sottotitolo della mostra che pone l’accento sulla resistenza di concetti come: "Body, Perform, Live".

In mostra al PAC anche alcune opere site-specific come la variante realizzata per l’occasione della scultura Moré-Moré (Leaky), delicata e complessa struttura di Yuko Mohri che ricorda le Machine Spectacle di Tinguely.

E, accanto, l’essenziale installazione Margini dell’area di Kishio Suga, esponente del movimento Mono, equivalente dell’italiana Arte Povera.

Per finire, i Quaderni di Igort

Una mostra poetica e suggestiva, dunque, che - nella sua semplicità - permette di scoprire nuovi nomi e rivederne altri già noti.

E che, nella Project Room conclusiva (così si chiama la stanza del PAC che, al primo piano, accoglie piccole esposizioni monografiche o approfondimenti tematici legati alla mostra principale) propone un omaggio a un grande illustratore.

Si tratta della mostra Il Muschio e la Carne, Anatomia dei sensi nel Giappone di Igort, raccolta delle tavole e delle pubblicazioni di Igor Tuveri, in arte Igort, uno dei maestri del graphic novel tra i più grandi conoscitori del Giappone.

In mostra i suoi 'Quaderni giapponesi', da Un viaggio nell’impero dei segni a I suoni nascosti delle cose, opere nate da letture, incontri e anni trascorsi a Tokyo dell’autore, che chiudono il percorso di questo viaggio in Oriente.

Arte giapponese al PAC di Milano: orari, biglietti e informazioni utili alla visita

  • PAC, Padiglione di Arte contemporanea, via Palestro 14 (www.pacmilano.it, tel. 00288446359).
  • La mostra Japan. Body, Perform, Livw/Resistenza e resilienza nell’arte contemporanea giapponese è aperta al pubblico fino al 12 febbraio e aperta da martedì a domenica dalle 10 alle 19.30; il giovedì fino alle 22.30.
  • Biglietto d’ingresso intero 8 euro; visite guidate gratuite ogni domenica alle ore 18.