Lo studio di progettazione MAIO ha progettato lo stand Arper– insieme a Jeannette Altherr/Studio Lievore Altherr direttore creativo del visual concept del marchio – interpretando un sistema in grado di creare lo spazio adatto al dialogo tra l’architettura e le collezioni.

 

Lo studio di Barcellona è composto da Maria Charneco, Alfredo Lérida, Guillermo López e Anna Puigjaner.

«Abbiamo disegnato per Arper un sistema composto di elementi basici che sono componibili e riorganizzabili, per meglio adattarsi e definire le diverse tipologie di spazio in cui viene usato. Questi elementi sono essi stessi struttura, in quanto autoportanti, semplici da montare ed efficienti».

 

Le varie stanze, a cui si accede innanzitutto dalla piazza principale, sono tra loro attraversabili e così passando da una stanza all’altra, si crea una visita esperienziale.

Il progetto dello studio MAIO al padiglione 16 prevede che le stanze siano modulabili, comprimendo o espandendo gli spazi in rapporto alle necessità di racconto espositivo delle collezioni.

Nell’originalità della proposta, oltre alla caratterizzazione dei pavimenti e dei muri, sono soprattutto i soffitti, con le forme inusuali e le geometrie variabili, che contribuiscono a influenzare il carattere di ogni singola stanza e a favorirne il racconto.

 

Contemporaneamente, al Padiglione 22 Workplace 3.0, lo stesso sistema espositivo assume tutt’altra valenza, sia nella forma sia nei materiali.

Lo stand appare come un gioco di ombre e trasparenze che valorizza la continuità dello spazio, grazie al rivestimento costituito da un materiale translucente che contribuisce ad aumentare la percezione dello spazio.