Alla Galleria Valeria Bella di Milano, la personale di Mario Ermoli: dal 25 febbraio al 10 marzo 2022 in via Santa Cecilia 2, le foto surreali e fantastiche nate durante il primo lockdown

Non tragga in inganno il titolo della mostra. Analog in questo caso non significa che ci troviamo davanti a fotografie realizzate su pellicola, tutt’altro. Queste foto sono state realizzate con tutte le fotocamere possibili, dal banco ottico con pellicola piana alla più moderna fotocamera digitale.

Analog si riferisce al concetto secondo il quale nel mondo reale niente può essere uguale a un altra cosa. “Proviamo a pensare”, spiega Ermoli, “che tutto quello che vediamo di fronte a noi è in realtà unico e irripetibile, ogni singolo attimo è diverso dal precedente e dal successivo. In sostanza, quello che la fotografia congela è in realtà una piccola, unica, irripetibile meraviglia. Penso all’acqua in un bicchiere”, continua l'artista “o a un qualsiasi frutto, ce n’è un altro uguale? Saranno mai esistite due uova veramente identiche?”

La differenza è la qualità o condizione per cui una o più cose, oggetti, persone si trovano in rapporto di totale o parziale diversità. Attenzione, non è la semplice mancanza di identità, somiglianza o corrispondenza tra persone, oggetti, cose che sono diverse tra loro per natura o per qualità e caratteri. E' qualcosa di più sottile, profondo, filosofico, poetico.

Presso la Galleria Valeria Bella di Milano, Analog Nature è una mostra di fotografie di Mario Ermoli dal sapore surreale e a tratti fantastica, da un’idea che nasce nelle lunghe, solitarie giornate del primo lockdown. E il pregio delle sue fotografie è che, per quanto possa aver pianificato o immaginato le situazioni (bicchieri, nuvole, uova), la realtà ha trovato la strada per regalare l'imprevedibile. Cose note, cose quotidiane, dove le distanze sono piccole e fisse e tutto è come intensificato. Questione di scala, di rapporti e di immagini che riprendono rumori e pensieri.

Per quanto riguarda l'estetica, Ermoli sente chiaramente l’influenza dei suoi punti di riferimento (Man Ray, Andre Kertesz, Irving Penn), ma anche di artisti come Gino De Dominicis e Giorgio Morandi cui si è liberamente ispirato.

Set scarni e privi di riferimenti, in bilico tra il reale e il concettuale: sfondo ideale per la mise en scène di questa idea in fondo semplice e complessa al tempo stesso, dove Ermoli si diverte a creare situazioni surreali utilizzando nuvole, pianeti, serpenti, pesci, piatti rotti, dando vita al suo originale mondo analogico.