Nell'ex Hotel Eden, un evento raccolto sul collectible design che punta sulla selezione curatoriale e sulla location per creare un'esperienza intima tra visitatori ed espositori

Con una splendida vista sul lago e il centro storico, in un edificio delabré perché cantiere in prossimo restauro, Nomad St. Moritz 2024 vuole essere una destinazione per le gallerie del collectible design, creando un dialogo tra arte, design e architettura, tra contenuto e contenitore. “Tenendo una scala umana”, aggiunge Nicolas Bellavance-Lecompte, curatore e fondatore con Giorgio Pace dell'evento.

Leggi anche: Fiere di design 2024: gli appuntamenti da non perdere in Italia e nel mondo

“Vogliamo creare un effetto sorpresa. Ci sono gallerie che ritornano, ma chiediamo loro di portare qualcosa di inaspettato. Al contempo manteniamo circa il 40% di espositori nuovi per offrire un senso di scoperta ai visitatori. È un evento curatoriale, scegliamo più in base al programma e alle candidature che ai nomi di gallerie famose”.

In mostra quest'anno 25 gallerie internazionali e 9 progetti speciali che hanno presentato da rari oggetti storici a inedite creazioni contemporanee che ci riportano all'espressività materica e preziosa delle arti applicate.

Le qualità narrative della ceramica

Stesso materiale, tre visioni differenti. I tre artisti selezionati dalla Galleria Antonella Villanova di Firenze ci portano in altrettanti mondi plastico-visivi che si esplicitano attraverso l’irresistibile sensorialità della ceramica.

Il napoletano Diego Cibello interpreta la tradizione di Capodimonte, con la raffinata dovizia di dettagli botanici, in insiemi scultorei a tratti inquietanti in cui si scorgono elementi di figure umane.

Pol Polloniato reinventa la ceramica bianca di Nove (Treviso) con una nuova tecnica attraverso cui frammenta e riassembla in stampi di foggia classica scaglie di ceramica con motivi tipici delle fabbriche locali.

Infine, la tedesca Keiyona Stumpf esprime il rapporto tra uomo e natura in una sorta di sculture/organismi viventi in cui si scorgono lacerti del corpo umano.

Accenti d'Africa a Nomad St. Moritz 2024

Il rinnovato interesse sulla diaspora africana che ha pervaso, per citare un evento, la XVII Biennale Internazionale di Architettura di Venezia, trova spazio anche nel mondo del design da collezione.

La galleria di Losanna Foreign Agent si specializza in artisti di origine africana portandoci a contatto con materiali inediti al “nord del mondo” e tecniche locali a bassa tecnologia.

Tra gli esempi, il contenitore in legno di cocco finemente laccato di Jean-Servais Somian, i mobili in latta riciclata da barili di petrolio di Hamed Ouattara e le opere tessili dell'artista di origini congolese Maliza Kiasuwa che, in forme biomorfe, esamina processi trasformativi e rigenerativi nel tentativo di comprendere il mistero della vita.

Non sono mancati artisti africani più affermati come la senegalese Seyni Awa Camara, esposta anche al Centre Pompidou, che crea sculture in argilla nel suo cortile, poi cotte in un forno a focolare all'aperto.

La Svizzera da una prospettiva insolita

Se le spettacolari vedute del Passo del Maloia e del Sasso San Gottardo nel Ticino della fotografa belga Godelieve Vandamme (Shåk Gallery) sono una prospettiva più attesa della Svizzera, meno aspettata è l'interpretazione del paesaggio locale di Angelo De Luca.

Il designer di gioielli realizza un anello in cui la posizione e il colore di ogni pietra rappresenta dalla vetta del Piz Julier alle foglie autunnali del Pino cembro, ai laghi estivi dell'Alta Engadina.

La galleria Second Nature di Zurigo sorprende invece per lo scouting di giovani talenti con una visione personale sulle arti applicate e i materiali upcycled. Così, Elisa Lacoste crea oggetti biomorfici da materiali sintetici e alluminio di riciclo; Valerio Glisenti realizza a mano arredi in legno di montagna e pelli di animali da lui stesso cacciati; gli architetti Office for Ordinary Objects inventano tavoli e panche assemblando prefabbricati industriali; la textile designer Stéphanie Baechler ricama fragili tracce organiche su irregolari cornici in fusione d'alluminio.

Foto di copertina: De Pasquale+Maffini