Si annuncia come la più partecipata edizione di sempre 3daysofdesign 2024 (12-14 giugno), con oltre 400 mostre nelle strade, negli showroom, nelle gallerie e negli spazi per eventi di Copenhagen

L’invito di quest’anno di Signe Byrdal Terenziani, ceo di 3daysofdesign, è Dare to Dream, osare sognare. Un tema stimolante, anche in relazione al momento storico che stiamo vivendo, le abbiamo chiesto:

Cosa vuole comunicare il festival?

“Al giorno d'oggi è facile sentirsi sopraffatti dall’onda prorompente delle informazioni e tante persone si trovano, contemporaneamente, ad affrontare una realtà dura e un futuro precario.

A mio avviso, i sogni sono il carburante per aprire nuove strade all’ottimismo: la forza motrice che spinge le persone a scavare nelle profondità dell’immaginazione per perseguire le proprie idee. Libere dai vincoli della realtà.

Osando sognare, troviamo il coraggio di raggiungere qualcosa di irraggiungibile e di esplorare territori inesplorati dove crescono idee pionieristiche. È all'interno di questo paesaggio onirico che nascono idee non convenzionali.

E perché questo paesaggio sia davvero raggiungibile, quest’anno abbiamo introdotto, in ogni distretto del festival, dei particolari 'dreamscapes', luoghi dove le persone possano riflettere su ciò che hanno visto, fare una pausa, staccare la spina e, appunto, sognare…”

Cosa aspettarsi da 3daysofdesign 2024

L’undicesima edizione del festival di design di Copenhagen, la cui identità visiva è stata progettata dallo studio danese BIG, non è solo una vetrina sulla creatività, ma una celebrazione del potere dei sogni di plasmare, in concreto, il nostro mondo.

Il suggerimento è quello di mettersi in gioco, appunto osando come dice il titolo dell’evento, ed esplorare le possibilità illimitate che si presentano davanti a noi quando ci lasciamo liberi di sognare e immaginare un futuro migliore grazie al design.

Gli ospiti, gli appassionati, i professionisti e i curiosi che “oseranno” farsi coinvolgere dai tre giorni del festival, sperimenteranno il potere trasformativo dei sogni sull’universo design.

Dalle ultime soluzioni sostenibili alle innovazioni estetiche più rivoluzionarie, 3daysofdesign offre la possibilità di osservare e toccare con mano l'avanguardia del pensiero progettuale.

Dare to Dream - secondo Signe Byrdal Terenziani - è un design con una ragione d'essere che va oltre la forma e la funzione. Dove una sedia è più simile a un compagno, un tavolo è il luogo in cui si incontrano anime affini, una lampada illumina i pensieri e un divano offre un rifugio di sollievo.”

In pratica, come si visita il festival?

3daysofdesign si attiva nei principali quartieri di Copenhagen da mercoledì a venerdì della seconda settimana di giugno: quest’anno i distretti coinvolti sono undici e le categorie di prodotto dodici. Presentazioni, eventi, e conferenze sono gratuiti e aperti a tutti, secondo le disponibilità di posti: il consiglio è di consultare il programma sul sito.

Un altro efficiente sistema per orientarsi e organizzare la propria visita è scaricare la app e registrarsi come visitatore. Accedere agli eventi significa poter avere uno sguardo sulle anticipazioni del design che verrà, scoprire le tendenze e le anteprima dei nuovi prodotti, incontrare i protagonisti del mondo della produzione e fare rete con persone che condividono la stessa passione per il design.

Per chi sarà a Copenhagen nei prossimi giorni, due sono gli hub del festival: il 25Hours Hotel, il fulcro centrale, dove incontrare il team di 3daysofdesign a disposizione per qualsiasi tipo di indicazione, e il distretto Refshaleøen, rappresentazione concreta dell’impegno per il design sostenibile.

Qui, ad accogliere i visitatori, l'installazione sensoriale e iper-materialistica di Natural Material Studio che mira ad allargare la nostra comprensione del design.

Com’è nato il concept di 3daysofdesign e dove vuole andare?

“Ho sempre amato l'idea di far conoscere i marchi danesi a un pubblico internazionale. Dopo aver lavorato a Milano con il Ministero degli Affari Esteri Danese in occasione delle mostre per il Salone de Mobile, ho creato il concept delle mostre Danish LivingRoom, insieme a GamFratesi.

Ho pensato, così, che avremmo dovuto ospitare un festival ufficiale del design danese a Copenaghen, dove professionisti del settore, acquirenti e giornalisti avrebbero potuto vedere in loco l'incredibile lavoro svolto da tutte le persone che contribuiscono alla reputazione della Danimarca come nazione del design.

Il primo anno quattro marchi di design danesi hanno esposto in un vecchio magazzino del distretto di Nordhavn, dando il via a un’iniziativa che voleva dimostrare il valore della comunità. Da quel momento, ho intravisto l'opportunità di espandere 3daysofdesign, invitando altre realtà a partecipare, ma cambiando il concept organizzativo: la proposta alle aziende, infatti, è stata quella di esporre nei loro showroom, anziché in un centro espositivo.

Il risultato è un legame più personale con i visitatori, che possono vedere il dietro le quinte di ogni singola realtà produttiva, i suoi valori e il suo universo estetico.

Inoltre, così si riducono al minimo gli sprechi, a differenza di altri festival del design basati su esposizioni temporanee che vengono scartate pochi giorni dopo. Vista la crescita costante del format, è importante continuare a riflettere sulle sue possibili evoluzioni future, perché l’accoglienza di un numero sempre maggiore di partecipanti, dai vicini paesi nordici e dal resto del mondo, mantenga comunque l’impegno verso una strategia di crescita che dia priorità al benessere delle persone e del pianeta.

I criteri di selezione dei partecipanti sono diventati, perciò, sempre più severi: il requisito primo per gli espositori è dimostrare di mettere in atto azioni tangibili di sostenibilità. Guardando avanti, l’obiettivo è immaginare un futuro in cui la Danimarca trascenda la sua reputazione di nazione incentrata sul design, diventando un leader globale nelle soluzioni positive per l’ambiente."