Ricerca e innovazione

Non solo restauro, perché Mapei Messico si trova in uno dei mercati più dinamici dell’America Latina. Numerosi sono i progetti ai quali ha fornito la qualità dei suoi prodotti. Tanti a Città del Messico, World Design Capital 2018

 

Testo di Raffaele Panizza

 

Esattamente come gli atomi, aggregandosi, creano il mondo e poi lo plasmano. Allo stesso modo migliaia di particelle composte da materiali innovativi e tecnologia tutta italiana stanno contribuendo a costruire la struttura architettonica di un Paese intero: il Messico. “Stiamo allargando il portfolio di prodotti offerti, aumenteremo gli investimenti e in breve tempo triplicheremo la nostra capacità di produzione”, spiega Veronica Squinzi, global development director del Gruppo Mapei e convinta sostenitrice dell’allargamento strategico dell’azienda in America Latina.

“Abbiamo già concluso tre acquisizioni importanti”, continua, “di cui una nella zona di Querétaro, un piccolo gioiello entrato a far parte della nostra infrastruttura produttiva. Proseguiremo su questa strada per diventare un grande player sul mercato locale e non solo”. Leader mondiale nella produzione di adesivi, sigillanti e prodotti chimici per l’edilizia.

Eccellenza riconosciuta nell’ideazione di adesivi e prodotti complementari per la posa di ceramiche (con oltre cento referenze in catalogo), parquet, pavimentazioni cementizie, in resina nonché sportive. Con i suoi oltre 80 anni di storia alle spalle, Mapei è presente nelle Americhe ormai da decenni. Ha 30 stabilimenti produttivi e 8 laboratori di ricerca e sviluppo, un quartier generale a Fort Lauderdale in Florida. Da qui per molto tempo sono state coordinate tutte le attività Oltreoceano del gruppo, partite 20 anni fa in Argentina e poi sviluppatesi nel vicino Venezuela, oggi man mano più marginali grazie all’espansione vincente in tutto il continente.

Quindi, l’idea di creare in tutta la zona cosiddetta ‘Latam’, tra Brasile Colombia e Messico, entità indipendenti in grado di soddisfare la voglia di crescita di un’America del Sud, che scalcia e lotta per imporsi al mondo. Col Messico, tigre dell’America Latina, al centro del progetto: “È un mercato difficile ed estremamente competitivo, condizionato da prezzi bassi, da abitudini costruttive molto peculiari, dall’esposizione sismica e dal clima in larga parte tropicale”, spiega Rolf Manser, colombiano di origini svizzere che guida le attività del gruppo in Latam.

“Quindi proponiamo moltissimi prodotti per l’impermeabilizzazione e sviluppiamo soluzioni complete per riparare e prevenire il passaggio dell’acqua nelle strutture interrate o nell’involucro della struttura. Abbiamo creato tutta una gamma di soluzioni innovative, mi basti dire che quest’anno lanceremo tra i 70 e i 100 nuovi prodotti, come quelli per l’installazione di piastrelle che in Messico conta un mercato di 220 milioni di metri quadrati all’anno”.

Questi ultimi affiancheranno le diverse proposte che già si sono affermate come bestseller nel mercato locale: come gli adesivi cementizi per ceramica della linea Ultraflex, adatti anche alla posa di pietre naturali. Quanto alla protezione del calcestruzzo, le membrane cementizie della linea Mapelastic e le membrane liquide Aquaflex, esenti da cemento e pronte all’uso, rappresentano la soluzione ideale per proteggere e mantenere a lungo le strutture in calcestruzzo.

Tutto questo rappresenta un’offerta sostenuta da un settore ricerca e sviluppo già creato in loco e in continuo fermento, per adattare l’offerta alle esigenze peculiari: “La nostra sfida è di essere italiani in Italia e messicani in Messico”, chiosa Squinzi, “basti pensare al fatto che in Messico praticamente non vengono usate tegole, e i tetti sono piatti e soggetti agli agenti atmosferici: lo sviluppo di tecnologie waterproof per Mapei diventa un obiettivo fondamentale”.

Uno spettro di competenze che Mapei offre a tutto ciò che è componibile e costruibile, dal commerciale al residenziale, dal social housing (si calcola che in Messico manchino tra i cinque e i sette milioni di case nonostante un programma governativo avviato 20 anni fa), fino alle grandissime infrastrutture in grado di modificare i destini interi di un Paese.

Un ambito, quest’ultimo, in cui l’azienda italiana sta fornendo competenze per realizzare alcune delle grandi opere più importanti per il futuro messicano, dagli aeroporti ai ponti fino alle gigantesche strutture scavate nella terra in grado di portare sviluppo e modernità. È stato scavato e costruito con prodotti Mapei il Tunel Emisor Oriente (TEO), 62 chilometri da Mexico City ad Atotonilco, dedicato al drenaggio delle acque piovane. Un gigante scavato grazie a schiume e polimeri sviluppati dall’azienda italiana, che hanno lubrificato l’azione bruciante delle immense trivelle e attenuato l’attrito con la terra viva.

“Altro intervento”, interviene Manser, “è un’opera terminata nel 2017, il Tunel Emisor Ponente (TEP), di 20 chilomentri di lunghezza, dove sono stati utilizzati gli additivi e prodotti speciali Mapei, come la malta bicomponente da iniettare durante l’avanzamento della galleria, per diminuire i rischi di cedimenti superficiali, un’opera sviluppata con lo stesso fine del TEO”.

“Inoltre abbiamo costruito con i nostri additivi anche le gallerie per i treni ad alta velocità che uniscono la capitale con la città di Toluca”. Per riassumere, Mapei ha partecipato a più di dieci progetti di costruzioni in sotterraneo fornendo gli additivi per gli scavi e la produzione di calcestruzzo. Per non parlare del progetto di costruzione dell’aeroporto internazionale di Città del Messico (firmato da FR-EE e Foster+Partners), un’opera da nove miliardi di dollari.

Un’audace soluzione planimetrica a doppia U specchiata su un nodo distributivo centrale che ricorda un animale a quattro zampe, una forma organica e zoomorfa sottolineata anche dalla scelta della copertura sinuosa e quasi scultorea formata da pannelli modulari fissati su campate metalliche libere di 100 metri di luce, con 45 metri di altezza massima.

Un ambito, quello aeroportuale, dove il know how del marchio italiano riesce a esprimersi in tutta la sua completezza: dal calcestruzzo fino ai massetti, con soluzioni che vanno dagli adesivi per la posa di piastrelle, ai primers e ai prodotti per l’installazione del marmo negli edifici emblematici del nuovo aeroporto, come il terminal, la torre di controllo e il centro intermodale di trasporto; fino alle coperture in pvc delle zone di servizio, senza dimenticare le pitture e i pavimenti decorativi in pasta cementizia.

“Sarà un lavoro immenso”, dice Veronica Squinzi con orgoglio, “tanto che i nostri addetti vivono già ventiquattr’ore su ventiquattro dentro l’aeroporto, per predisporre tutti gli interventi”. Con 81 impianti produttivi distribuiti in 34 paesi, Mapei non è soltanto tecnica e infrastruttura, ma anche cultura. Basti pensare alla realizzazione del canale di Panama, dove la chimica italiana promossa dalla famiglia Squinzi ha fornito competenze vitali. O alla Statua della Libertà e al Museo Guggenheim di New York, divenuto bello e possente grazie al recupero dei calcestruzzi curato da Mapei. All’ampliamento e al restauro del teatro Alla Scala di Milano e alla posa di tutti i pavimenti in granito del Marina Bay di Singapore.

Per non parlare delle piste d’atletica più importanti del mondo, dalle Olimpiadi di Montreal del 1976 fino a Rio 2016, settore in cui l’azienda si è consolidata come eccellenza planetaria (con una competenza specifica, negli ultimi anni, sviluppata anche nel campo dell’erba sintetica). Un lavoro di costruzione culturale e creazione di icone immortali che continua oggi anche nell’avventura messicana: “È il caso del restauro dell’Universidad Nacional Autónoma de Mexico portato avanti dalla Gerencia de Conservación y Proyectos de la Unam, dati i danni che ha subito la struttura nel corso dell’ultimo terremoto che ha colpito il Paese”, racconta Squinzi.

L’intervento di Mapei comprende diverse aree importanti, dal recupero degli specchi d’acqua alle facciate nel Campus Central, fino all’intervento in altri edifici fuori dal Campus, considerati anch’essi Patrimonio Storico dell’Umanità – è il caso del tempio dell’ex convento di San Augustin o del collegio di San Ildefonso – così come il rinforzo di alcuni edifici danneggiati dai terremoti.

Poi, meritoria, la ristrutturazione del Sol Bipedo, monumento simbolo de la Ruta de la Amistad esposto da mezzo secolo nei giardini del Pedregal in San Ángel, per il quale Mapei ha fornito soluzioni e assistenza tecnica in cantiere alla municipalità di Città del Messico.

E, infine, l’impermeabilizzazione completa dell’immensa cupola del centro culturale Manuel Gómez Morín di Querétaro, 1.200 metri quadrati di murales creati lo scorso aprile in occasione dell’Intercultural Festival of Muralism, chiamato El Agua es Una. Un intervento donato alla città dagli organizzatori, patrocinatori e artisti e del valore di circa due milioni di pesos, impermeabilizzato con l’utilizzo di Aquaflex Techos Fibrado, prodotto studiato apposta per accogliere e proteggere il lavoro degli artisti.

E così, con la passione, il nome commerciale di una membrana acrilica, in un attimo, riesce a diventare poesia.