INTERNI. The Magazine of Interiors and Contemporary Design

C’è una parola che Paola Navone ha adottato nel suo vocabolario: Tham ma da.

Che in tailandese sta a indicare le cose semplici, ordinarie, appartenenti alla quotidianità. Proprio come quelle che lei, per passione e attitudine da ‘rabdomante’, trova, raccoglie, seleziona e archivia (magari solo mentalmente), per poi trasporle nei suoi progetti e trasformarle in qualcosa di assolutamente straordinario.

“Tham ma da” è per l’appunto il titolo di un nuovo libro edito da Pointed Leaf Press, con testi critici di Spencer Bailey, che presenta i lavori più significativi di architettura d’interni della progettista, come specifica l’emblematico sottotitolo: “The adventurous interiors of Paola Navone”.

Avventurosi – ma si potrebbero anche definire spettacolari, sorprendenti, spiazzanti – perché gli spazi da lei progettati hanno sempre la caratteristica di stupire e di coinvolgere grazie all’uso inconsueto di oggetti, materiali e grafismi tratti dai contesti diversi più disparati. Cestini di plastica, orsacchiotti di peluche, cocci di stoviglie, fiori artificiali, tessere di Lego

Assemblati in composizioni multiple, quasi esagerate, e accostati a semplici motivi grafici, portati però fuori scala, diventano gli ingredienti di una ‘cucina’ architettonica molta creativa, ricca di spezie e sapori del mondo, che, a seconda del contesto e della storia che incontra, sceglie il mix più indicato.

“A differenza dei progetti di product design, che necessariamente devono tenere conto degli schemi e delle necessità della produzione industriale, quelli di interior possono mantenere un margine di ironia e divertimento. È quello che cerco di fare ogni volta che incontro un nuovo committente e nasce una nuova storia, in cui cerco di non ripetermi mai. Mi piace combinare cose che solitamente non dialogano tra loro e fare del progetto una sorta di gioco, capace di incuriosire e divertire i miei interlocutori”. Un modo di procedere che Paola, qualche tempo fa, ha sentito l’esigenza di tradurre in un’immagine.

È nato così il pattern che oggi rappresenta quasi un marchio di fabbrica per l’architetto-designer: un semplice fondo a pois neri su cui si adagia una rosa ‘pixelata’ dai colori accesi ma dai profili indefiniti, in un gioco di contrasto che potrebbe alludere a tante contrapposizioni (analogico-digitale, naturale-artificiale, geometrico-organico…).

Un’immagine dalla doppia lettura visiva e dall’effetto optical che spicca per la sua forza decorativa ed esprime la grande esperienza di Navone nel progetto della superficie. A differenza di tanti suoi colleghi, la designer non ha imbarazzi a parlare di decorazione.

“Ho iniziato il mio percorso negli anni Settanta, lavorando sui laminati e prendendo parte al movimento Radical che attribuiva alla superficie degli oggetti la stessa dignità e la stessa importanza della struttura. Sono nata con il decoro e sulla bidimensionalità si basa la mia vocazione espressiva”. Non stupisce quindi che proprio da un pattern nascano più progetti di Paola Navone.

L’ultimo in ordine di tempo riguarda un prodotto iconico quale è l’orologio Swatch, così semplice e così perfetto nella sua identità formale, nata negli anni Ottanta e da allora rimasta invariata. Una sfida tagliata a misura di Paola, quella di reinterpretarne l’immagine mediante un intervento decorativo.

Da questa sfida è nata Thammada, una collezione in tiratura limitata di 888 orologi che gioca per l’appunto sui colori e sui contrasti grafici del pattern-simbolo della progettista, questa volta ridotto a scala dimensionale.

“Paola Navone”, commenta Carlo Giordanetti, direttore creativo di Swatch, “è intervenuta secondo il suo stile, con uno spirito un po’ garibaldino ma, nello stesso tempo, molto femminile. Ha personalizzato l’orologio con un pattern che, come un virus, arriva a ‘contagiare’ gli oggetti che lo circondano e a invadere tutto l’ambiente circostante, come vedrete nell’allestimento che verrà appositamente creato per la presentazione della collezione nella design week di Milano.

Paola ha sempre indossato i nostri orologi, selezionati però secondo i suoi precisi gusti estetici. Quando abbiamo deciso di ripetere la fortunata esperienza del FuoriSalone 2016, durante il quale abbiamo presentato il modello nato dalla rinnovata collaborazione con Alessandro Mendini, ci è sembrato naturale chiedere a lei di pensare a qualcosa di nuovo e di speciale”.

Testo di Maddalena Padovani

 
Swatch Thammada, l’orologio disegnato da Paola Navone e realizzato da Swatch in 888 pezzi. Presentato e venduto in anteprima durante la design week di Milano presso lo Studio Otto in via Tortona, dove la designer ha realizzato uno speciale allestimento giocato sul pattern grafico che lo contraddistingue. Per l’occasione, è stato presentato anche il libro di Spencer Bailey, “Tham ma da. The adventurous interiors of Paola Navone”, Pointed Leaf Press.
 
Il dettaglio del rivestimento decorativo di una parete all’interno di un’abitazione privata a Milano, 2014-15 (foto Enrico Conti).
 
Collane floreali decorative per il resort Point Yamu della catena Como Hotels and Resorts, Phuket, Tailandia, 2014 (foto Enrico Conti).
 
La nuova poltrona da interno ed esterno InOut 419 per Gervasoni, con rivestimento stampa digitale ispirata alla texture del legno.
 
Il negozio Dodo Panda a Milano, 2010-11 (foto Enrico Conti).