INTERNI. The Magazine of Interiors and Contemporary Design

Artificiale e naturale sfumano i loro confini. Ma se da sempre la natura, le sue strutture e i processi sono imitati nelle discipline di progetto, oggi una tendenza di ricerca nel design sembra voler entrare a monte del processo naturale, perfino conducendolo. Oppure studia come materiali naturali, anche di scarto o viventi quali le colture di funghi, possano trasformarsi in materie da costruzione. Anche nella produzione seriale.

Il giovane designer danese Jonas Edvard, formato alla Royal Danish Academy, ha un approccio da alchimista volto al riutilizzo delle risorse naturali e alla celebrazione del loro valore estetico. Per una produzione sul concetto e sull’idea di ‘locale’ ha realizzato la collezione Terroir, termine che richiama la conoscenza e la valorizzazione culturale della materia prima.

In collaborazione con Nikolaj Steenfatt, ha sviluppato un materiale con alghe e rifiuti di carta riciclata che, stesi in strati, ricordano la tattilità del sughero. Il colore è determinato dalle diverse alghe raccolte lungo le spiagge danesi su un’estensione di 8.000 km, determinando una sorta di mappatura cromatica delle specie vegetali. Le alghe, dopo essere state essiccate, sono macinate in polvere e cotte trasformandosi in colla grazie al potere adesivo dell’alginato, il polimero naturale delle alghe brune.

Sempre sul tema dei depositi marini, l’olandese Nienke Hoogvliet, diplomata alla Willem de Kooning Academy e specializzata in textile design, ha progettato un sistema finalizzato alla riduzione dei rifiuti e all’utilizzo ottimale delle alghe, applicabile anche nell’industria tessile.

In Sea Me, Hoogvliet ha creato dei filati dalle piante che ha poi annodato a mano su una vecchia rete da pesca, dando vita a un tappeto. Il colorante dei filati è quello naturale delle alghe che consente una vasta e inaspettata gamma di cromie, molto resistenti alla luce. I residui del processo di filatura hanno consentito di ricavare un materiale bio-plastico con cui la designer ha prodotto una serie di ciotole. E la rimanenza della tintura è stata usata come pittura da indoor, riducendo così gli scarti a zero.

Materie organiche e deperibili sono il punto di partenza di Marcin Rusak, polacco ma di stanza a Londra, diplomato al Royal College of Art. Nella serie di tavoli, applique e paraventi Flora, Rusak imprigiona in una resina nera dei fiori stabilizzati chimicamente. A prima vista, da lontano, le superfici ricordano le venature dei marmi o la porosità dei travertini, ma, avvicinandosi, rivelano il valore effimero e poetico della materia.

Più che organico, vivente è il materiale a base di micelio, l’apparato vegetativo dei funghi, sviluppato da Mycoplast, la società creata nel 2015 dal designer italiano Maurizio Montalti, fondatore ad Amsterdam dello studio Officina Corpuscoli. Mycoplast ha l’ambizione di produrre in grande scala materiali a base di micelio per differenti ambiti: dai prodotti per l’edilizia a quelli per interni, alla bio-architettura.

I primi esempi, pannelli decorativi per interni con ottime performance isolanti acustiche e termiche, sono stati appena introdotti sul mercato europeo. I prodotti nascono dal progetto sperimentale di ricerca The Growing Lab – Mycelia, in collaborazione con Utrecht Universiteit, Stimuleringsfonds Creatieve Industrie e Stichting Doen, che sviluppa colture di micelio: questo, essendo caratterizzato da una struttura cellulare fitta e filamentosa, può crescere su differenti substrati incrementando le proprietà delle materie.

A seconda della specie e dei suoi parametri di crescita, si possono sviluppare materiali con maggiore resistenza, elasticità, spessore o idrorepellenza. La sperimentazione vuole altresì dimostrare come materiali sintetici, quali la plastica, possano essere sostituiti con altri naturali al 100%, completamente compostabili.

Il progresso tecnologico permette all’uomo di progettare la materia stessa, anche se organica. In questo senso nascono i progetti dell’olandese Laura Lynn Jansen e del francese Thomas Vailly. Il duo, diplomato alla Design Academy di Eindhoven, ha studiato il processo geologico di sedimentazione dei vulcani inattivi d’Alvernia in Francia, regione che presenta sorgenti termo-minerali.

A 3-4mila metri di profondità, l’acqua calda incontra l’anidride carbonica e il carbonato di calcio e si unisce alla terra nelle fessure vulcaniche. Giunta in superficie, l’acqua fa evaporare l’anidride carbonica generando i depositi di carbonato di calcio sulla vegetazione e incorporandone i sedimenti, che si pietrificano e conferiscono le colorazioni al calcare.

Replicando questo processo artificialmente su una struttura stampata in 3D, i due designer sono stati in grado di realizzare in poche settimane delle sorti di stalagmiti. Come Jansen e Vailly progettano la crescita di una pietra in una determinata forma, così Mathias Bengtsson la coltiva.

Il tavolo dalla straordinaria forma organica non imita la natura, bensì la doma. Non si tratta infatti di un’opera di abilità artigianale. Con un’innovativa tecnologia di computer-aided design e tecniche di modificazione genetica del seme, Bengtsson ha condotto la crescita della pianta di noce in quei pezzi di massello che vanno a comporre il tavolo.

Testo di Valentina Croci

 
Terroir di Jonas Edvard con Nikolaj Steenfatt è una collezione di lampade e sedie realizzate con un materiale ricavato da essiccazione, cottura e stesura a strati delle alghe brune, raccolte sulle coste danesi.
 
Le alghe brune, raccolte sulle coste danesi per la collezione Terroir di Jonas Edvard con Nikolaj Steenfatt.
 
La stesura a strati delle alghe brune, raccolte sulle coste danesi, per la collezione Terroir di Jonas Edvard con Nikolaj Steenfatt.
 
Pannelli trattati con micelio, l’apparato vegetativo dei funghi in grado di implementare le proprietà dei materiali, prodotti da Mycoplast, società fondata nel 2015 da Maurizio Montalti (Officina Corpuscoli).
 
Una seduta realizzata con materiali sottoposti a micro-organismi fungini, nata dalle sperimentazioni di The Growing Lab - Mycelia.
 
La coltura dei miceli per i materiali prodotti da Mycoplast.
 
Sea Me è il progetto di Nienke Hoogvliet,con Stimuleringsfonds Creatieve Industrie, che sperimenta filati e materiali bio-plastici realizzati con alghe marine. Il tappeto è creato a mano su una vecchia rete da pesca.
 
Ritratto di Nienke Hoogvliet.
 
Mathias Bengtsson realizza un tavolo le cui componenti derivano dalla crescita controllata della pianta di noce.
 
Mathias Bengtsson si avvale di tecnologie di computer-aided design e di processi di modificazione genetica del seme della pianta di noce.
 
CaCo3 di Laura Lynn Jansen e Thomas Vailly è una collezione di oggetti in calcare pietrificato, che nascono dalla replica dei processi di formazione dei depositi calcarei.
 
Laura Lynn Jansen e Thomas Vailly hanno studiato la composizione delle pietre calcaree nella regione vulcanica d’Alvernia in Francia.
 
La collezione Flora di Marcin Rusak comprende tavoli, applique e paraventi che impiegano piani composti da fiori stabilizzati su una superficie di resina nera.
 
Le opere di Marcin Rusak hanno un’inaspettata qualità visiva e tattile.