A Pechino, nella zona di Baitaisi, nel cuore della città vecchia, una casa a corte Zayuan è stata trasformata in luogo aperto al pubblico per mostre ed eventi culturali. Da Vector Architects, studio di base a Beijing

 

Progetto di Vector Architects

Foto di Xia Zhi, courtesy by Vector Architects – Testo di Matteo Vercelloni

 

La rigorosa geometria d’insieme, l’impianto simmetrico assoluto e l’inflessibile ordine gerarchico che caratterizzano la casa cinese tradizionale, possono essere letti come traduzione in forma architettonica delle leggi che governavano la vita del nucleo familiare, presupposto etico della società e dello stato.

La famiglia cinese è stata, almeno sino a pochi anni fa, un microcosmo compatto, uno ‘stato in miniatura’ con indiscutibili leggi gerarchiche. La casa diventava così una sorta di piccola città compiuta, una struttura introversa e precisa, cinta da muri continui per proteggersi da ciò che succedeva all’esterno, nelle vie della città o nelle campagne.

Così, se la struttura dello stato era simile a quello dei nuclei familiari, i fondamenti tipologici della casa comune seguivano quelli del palazzo, configurando un unico impianto tipo-morfologico definito dalla corte interna posta su un asse centrale di riferimento. Una tipologia che caratterizzerà nel tempo sia l’abitazione contadina, sia quella urbana, sia i grandi palazzi, sia infine le tombe imperiali e i templi.

Il tipo Siheyuan (Casa Quadrilatera) rappresenta una soluzione domestica che segna la fine di un processo evolutivo iniziato a Pechino nel XII secolo. La Siheyuan si caratterizza per la forma a quadrilatero regolare segnato da un muro compatto, interrotto a volte da piccole aperture e da stretti passaggi, che protegge e racchiude il microcosmo della vita familiare, organizzata nella successione di tre corti allineate lungo un asse, contornate da una serie di portici e padiglioni formalmente compiuti e affiancati tra loro in perfetta armonia.

Ma se il modello Siheyuan emerge in forma compiuta quando la costruzione è isolata nella campagna o ai margini della città, nel caso urbano, quando la casa a corte è chiamata a comporre gli hutong, gli stretti vicoli del tessuto storico come a Pechino, ecco che il modello si declina in molte varianti, dove la corte, nelle sue diverse forme e dimensioni, allungata o contratta, rimane sempre il cuore centrale aperto verso il cielo, attorno cui sviluppare i diversi ambienti a un solo livello.

È questo il caso del progetto di recupero e conversione di una casa Zayuan (un’evoluzione del modello monofamiliare Siheyuan che portò gli antichi nuclei architettonici a essere occupati da varie famiglie in condivisione) sviluppato dallo studio Vector Architects diretto da Gong Dong, nella zona di Baitaisi nel cuore della città vecchia di Pechino.

Un progetto che è parte del generale intervento Baitaisi Remade Project che intende riqualificare l’intera area, conservandone l’antica densa e fitta trama urbana, operando per parti e per singole operazioni di ‘microchirurgia’ architettonica e urbanistica.

Il progetto di Vector Architects ha operato ricostruendo la figura della corte interna, che già dal nuovo ingresso sulla strada annuncia il sapore contemporaneo e attento alla memoria del luogo nel disegno di una bussola lignea vetrata, perfettamente inserita tra i volumi preesistenti, affiancata da un doppio schermo traslucido composto da due setti in mattoni grigi smaltati.

Questi conducono da un lato al caffè rivolto verso la corte interna e proposto come ‘ingresso attrezzato’ e collettivo, l’altro lato funge invece da schermo per l’accesso dalla corte allo spazio galleria espositiva-eventi che si sviluppa per tutta la lunghezza del lotto.

La corte quadrangolare centrale si apre in asse al padiglione maggiore, affiancato sui due lati dallo spazio del caffè che fronteggia, sull’altro lato, una stanza multifunzionale, formando una struttura a “U” il cui lato mancante, occupato dal muro della costruzione confinante, è risolto con una schermatura di bambù, creando una sorta di quinta-giardino verticale protetta da una nuova pensilina lignea a cassettoni quadrangolari regolari.

Il muro verde collega, a livello compositivo, i due corpi distinti, che si innestano nel volume principale chiudendo la corte sui quattro lati. Un nuovo disegno modulare degli infissi lignei, apribili in modo da allinearsi sui pilastrini di sostegno, lega la casa in un’unica figura ordinatrice.

Gli interni recuperano la struttura di legno a vista della copertura a falda del padiglione eventi; i due corpi di dimensioni minori presentano un soffitto a cassettoni che si unisce, per materiale, figura e dimensioni, a quello della pensilina che protegge la linea verde di bambù, definendo uno stretto rapporto tra interno ed esterno.

Nello spazio del caffè e in quello della stanza multiuso, la trama geometrica è interrotta da studiati innalzamenti della quota di copertura, ottenuti secondo tagli rettangolari che creano dei lucernari verticali da cui catturare la luce del giorno.

Il ridisegno dell’intera struttura, pensata come polo sociale per incontri, mostre e presentazioni, si configura anche come luogo ‘passante’; all’ingresso principale ne corrisponde uno secondario sul lato opposto, in modo da rendere permeabile e fruibile la struttura del nuovo Zayuan dall’intero tessuto urbano di cui è parte integrante.

 

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L’ingresso principale si configura come una microarchitettura lignea concepita come un innesto contemporaneo tra i volumi delle costruzioni preesistenti. Setti in mattoni grigi smaltati schermano la vista dell’interno.
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Una vista serale della casa oggetto dell’intervento all’interno del denso tessuto urbano del quartiere di Baitaisi.
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Schizzo progettuale della riforma complessiva della casa.
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Un particolare della quinta in mattoni grigi smaltati dell’ingresso al padiglione espositivo dalla corte.
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Il giardino verticale di bambù che chiude la corte centrale lungo il muro di confine con la proprietà adiacente.
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La zona caffè posta all’ingresso della struttura; le librerie su disegno sono ruotabili di 90° su perno fisso, fungendo da elementi di chiusura in caso di ingresso diretto alla corte centrale.
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Vista dal caffè verso la corte prospiciente.
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La zona attrezzata del caffè; i mobili di legno su disegno si legano in un’unica sintesi compositiva e materica al disegno geometrico del controsoffitto e dei rivestimenti.
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Uno scorcio dello spazio unitario del padiglione espositivo.
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Vista del percorso d’ingresso alla corte e al caffè.