A Singapore, una grande architettura domestica rilegge in chiave contemporanea la casa cinese tradizionale a corte delle regioni settentrionali, aprendosi verso il paesaggio dell’intorno. È firmata dallo studio Neri & Hu, con sede a Shanghai 

 

Progetto di Neri&Hu Design and Research Office
Foto di Estudio Pegenaute – Testo di Matteo Vercelloni

 

Specchio dell’ordine gerarchico della struttura familiare, il modello domestico della casa Siheyuan rimane nella storia dell’architettura cinese una costante di riferimento nel tempo. Un modello che esprime la relazione tra periferia e nucleo centrale (la corte) attorno cui si dispongono gli spazi della vita familiare.

A questa tradizione, ricca di varianti, che ritornano sempre però al sistema planimetrico di riferimento, si è riferito lo studio Neri&Hu nel pensare a questa grande architettura domestica in grado di accogliere quattro famiglie di tre diverse generazioni.

Sia per le radici cinesi del committente, sia per il programma funzionale multifamiliare, Neri&Hu hanno pensato di rendere omaggio alla storia multilineare della Siheyuan, assunta come dimora e soluzione per la vita familiare tramandatasi nel tempo, attraverso una sua rilettura e un ridisegno in chiave contemporanea.

La corte chiusa del modello tradizionale è stata in questo caso interrotta per aprirsi negli angoli opposti verso il paesaggio dell’intorno, su cui l’intera costruzione, composta da due volumi a “L” contrapposti a 90°, si adagia seguendo l’orografia del terreno.

I due corpi formano nel loro calibrato confronto la corte centrale in cui è ricavato uno spazio astratto scavato, sorta di giardino geometrico di pietra che conduce, con gradoni dello stesso materiale, al livello inferiore.

I volumi compatti del piano terreno, rivestiti di quarzite di Vals verso l’esterno, riprendono l’antico tipo del recinto chiuso, cui corrispondono verso la corte i fronti scanditi da ampie vetrate che rendono permeabile e unitario l’intero sistema delle varie zone giorno.

Una successione di spazi che si aprono verso la corte, arricchita da specchi d’acqua, e sono proiettati verso l’esterno grazie alle due interruzioni della continuità architettonica in corrispondenza delle estremità della diagonale dello spazio centrale.

Un sentiero tortuoso circonda la costruzione, offrendo viste e scorci verso l’interno, unendo spazi della casa e paesaggio. Il primo piano accoglie le varie zone notte e piccoli studi. Tutto il corpo sospeso si offre come un solido poroso sovrapposto allo zoccolo di pietra e vetro del piano terreno.

Rivestito con listelli verticali di teak ebanizzato, l’intero primo piano disegna una pelle architettonica leggera, valorizzata nelle ore serali quando le luci dell’interno rendono leggero e trasparente l’intero volume.

Alle porzioni fisse del rivestimento di facciata si alternano, in modo complanare, le persiane apribili che seguono la stessa tessitura dell’insieme sottolineandone il trattamento unitario. Gli interni sommano a episodi a doppia altezza percorsi e spazi luminosi, dove la luce è catturata anche dall’alto, grazie a vaste aperture praticate nella copertura piana con ampi tagli lineari.

Il modello Siheyuan si apre con questo progetto a nuove possibili varianti, materiche e compositive, trasponendo l’antica tradizione in figure dichiaratamente appartenenti al nostro presente.

 

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Vista dello spazio astratto di collegamento al piano inferiore scavato nella corte centrale. La corte e le paretidel piano terreno sono rivestite con listelli di quarzite di Vals.
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Uno scorcio serale della corte che rilegge, in chiave contemporanea, la tradizione del modello Siheyuan.
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Scorcio di uno spazio a doppia altezza della zona giorno affacciato sullo specchio d’acqua esterno.
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Scorcio di uno spazio a doppia altezza della zona giorno affacciato sullo specchio d’acqua esterno.
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Vista del corridoio-balconata della zona notte al primo piano affacciato sullo spazio sottostante.
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Una scala interna rivestita di legno chiaro.
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Scorcio di uno dei bagni al primo piano.
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Uno dei bagni padronali rivestito in teak, illuminato dall’alto grazie all’ampio lucernario ricavato nella copertura piana.