INTERNI. The Magazine of Interiors and Contemporary Design

Nel corso del Novecento il principale paradigma dell’uomo si è spostato dallo ‘spazio’ al ‘tempo’.

Se lo sbarco sulla Luna è stato l’ultimo grande momento di protagonismo della variabile spazio, il tempo ha accentuato la sua condizione di territorio di frontiera, tanto da definire i codici dell’ultima stagione della modernità: la contemporaneità.

Di fronte a questo cambio di stato il design assume due atteggiamenti radicalmente opposti. Il primo è rappresentato da una visione dinamica: a questa corrispondono linguaggi che trasmettono l’idea del progresso incessante del contenuto tecnologico.

C’è poi una seconda tendenza antagonista, nella quale la necessità di mitigare l’ansia indotta dall’accelerazione tecnologica genera il desiderio di rifarsi a un repertorio di archetipi formali dalla iconicità primigenia e dal forte potenziale affettivo.

Se la letteratura ha esplorato a fondo questo genere di condizione – basti pensare al fenomeno dello steampunk, un filone della narrativa fantastica fantascientifica che introduce una tecnologia anacronistica all’interno di un’ambientazione storica – nell’ambito del design la trattazione non appare ancora così diffusa.

Il vero precursore nell’individuarla è certamente Clino Castelli, che nel suo Transitive Design (Electa, 1999) ne codifica i tratti principali, individuandone anche alcuni pionieri: primo fra tutti Bel Geddes, autore di un design dagli aspetti tipicamente regressivi, anche se innestati su visioni del tutto avanzate.

Questa particolare tendenza ‘transitiva’ si ritrova in due oggetti recenti, dedicati alla luce e al suono, che elevano il tempo a risorsa da preservare e non solo da consumare con voracità.

È di Philippe Starck Bon Jour Versailles, una lampada che si pone a cavallo tanto tra aristocrazia e democrazia, quanto tra tecnologia e memoria. Erede del modello Bon Jour, creato per Flos, e del candeliere Versailles di Baccarat, Bon Jour Versailles ha una base in cristallo trasparente scolpito o in polimetilmetacrilato, le cui linee ricordano i pezzi più iconici della Maison francese. Il suo cuore a elevata tecnologia gioca armonicamente con le forme rétro.

La lampada dispone infatti di un sofisticato dispositivo illuminante di led Edge Lighting, che, interagendo con il paralume in tessuto plissé, consente la diffusione di una luce calda e omogenea, che svela lo spazio grazie a un gioco ottico infinito. In tal modo, come per il riverberarsi di una magica trasparenza, la lampada risulta immersa nella luce e sembra così prendere vita dall’interno.

Il secondo oggetto è il diffusore sonoro wireless BeoSound Shape, disegnato dal designer danese Øivind Alexander Slaatto per Bang & Olufsen. Il modulo esagonale su cui è basato il sistema ne permette la libera composizione a parete o a soffitto, in un un numero illimitato di elementi. Anche in questo caso la componente tecnologica è del tutto rilevante.

Lo speciale algoritmo upmixing di cui dispone BeoSound Shape è stato ideato per produrre paesaggi sonori nitidi e precisi, con il performer vocale al centro e gli strumenti ai lati, riproducendo un’esperienza audio come se sulla parete andasse in onda un’esibizione live. Sul piano figurativo, il diffusore non insegue però linguaggi hi-tech: al contrario, la sua grafica richiama esplicitamente quella a cubi assonometrici che caratterizzano uno tra i più diffusi motivi decorativi dei pavimenti in marmette ottocenteschi.

Come nel caso di Bon Jour Versailles, anche in BeoSound Shape l’interferenza tra elementi del passato e del futuro è così incisiva da determinare un effetto di marcato spiazzamento nello spettatore, arruolato in un paradossale viaggio nel tempo che potrebbe diventare un linguaggio distintivo degli ormai prossimi (nuovi) Anni Venti.

di Guido Musante

 
La collezione Bon Jour Versailles, coprodotta da Flos e Baccarat su progetto di Philippe Starck, è composta da due modelli di diverse dimensioni, disponibili con una base in cristallo o in polimetilmetacrilato (PMMA).
 
Componibile liberamente a parete o a soffitto, BeoSound Shape di Bang & Olufsen offre diverse soluzioni di personalizzazione grazie a una vasta gamma di tessuti abbinabili. Tra queste, le soluzioni in lana di Kvadrat: Marrone, Moss Green, Rosa e Blu.
 
BeoSound Shape di Bang & Olufsen offre diverse soluzioni di personalizzazione grazie a una vasta gamma di tessuti abbinabili.